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Salute

Muffe e allergie, ARPA FVG segnala spore ancora molto abbondanti in pianura

In Friuli-Venezia Giulia pollini in diminuzione, ma le spore di funghi e muffe restano molto abbondanti in pianura. L’Alternaria è a livelli alti: ecco cosa significa e chi può risentirne

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Muffe nell’aria in FVG, spore ancora molto abbondanti
Muffe nell’aria in FVG, spore ancora molto abbondanti (© Redazione / AI)

Con l’arrivo dell’autunno diminuiscono molti dei pollini tipici della bella stagione, ma per chi soffre di allergie respiratorie non è necessariamente arrivato il momento di abbassare la guardia. In Friuli-Venezia Giulia le spore di funghi e muffe risultano infatti ancora molto abbondanti in pianura, mentre sono in diminuzione nelle altre zone della regione.

È quanto emerge dalle ultime analisi di ARPA FVG, relative alla settimana compresa tra il 25 settembre e il 1° ottobre 2026. A richiamare maggiormente l’attenzione è l’Alternaria, un genere di fungo le cui spore possono essere presenti in grandi quantità nell’aria e rappresentare un allergene per le persone sensibilizzate.

Alternaria alta in pianura, livelli medi nel resto della regione

Il quadro regionale presenta differenze abbastanza nette. Nella previsione settimanale pubblicata da ARPA FVG, l’Alternaria è classificata a concentrazione alta in pianura, mentre raggiunge livelli medi sul Carso, sulla costa e nelle aree di montagna.

La situazione è quindi particolare: mentre i pollini complessivamente presenti nell’aria vengono definiti dall’Agenzia come “in quantità modeste” e scarsi in montagna, le spore fungine continuano a essere ben presenti. Tra i pollini ancora rilevati figurano graminacee, ambrosia, assenzio, parietaria e amaranto, generalmente con concentrazioni basse.

Un dato permette di capire meglio l’ordine di grandezza. Nella stazione di Pordenone, considerata rappresentativa della media pianura friulana, tra il 14 e il 20 settembre la concentrazione media settimanale di Alternaria aveva raggiunto 312,3 spore per metro cubo d’aria al giorno, con una tendenza indicata come in salita. Nello stesso periodo a Trieste la media era stata di 70,3, classificata come media.

Per la settimana successiva, 21-27 settembre, i dati puntuali delle stazioni non risultano ancora disponibili sul portale, mentre è già disponibile la previsione regionale fino al 1° ottobre.

Cosa significa quando ARPA indica una concentrazione “alta”

La parola “alta” può far pensare automaticamente a una situazione di pericolo, ma non è questo il significato della classificazione.

ARPA FVG utilizza quattro fasce — assente o molto bassa, bassa, media e alta — per descrivere la quantità di pollini o spore rilevata nell’aria. Per l’Alternaria una concentrazione viene classificata come alta quando supera le 100 spore per metro cubo al giorno.

La stessa Agenzia precisa però che queste classi non corrispondono a livelli di “rischio allergia” e non rappresentano una soglia oltre la quale tutte le persone sviluppano sintomi. La risposta dipende infatti dalla sensibilizzazione individuale e dalle condizioni di salute del singolo soggetto.

In sostanza, per chi non è allergico la presenza elevata di Alternaria può non produrre alcun disturbo; per una persona sensibilizzata, invece, conoscere l’andamento delle concentrazioni può essere utile per interpretare la comparsa o l’intensificazione dei sintomi.

Alternaria, cos’è e perché può provocare allergie

L’Alternaria è un genere di fungo microscopico molto diffuso nell’ambiente. Le sue spore possono essere disperse nell’atmosfera e inalate.

La letteratura scientifica considera Alternaria, insieme a generi come Cladosporium, tra i principali funghi atmosferici di interesse allergologico. Le spore fungine possono raggiungere le vie respiratorie e, nelle persone sensibilizzate, essere associate a manifestazioni come rinite e asma. Anche l’Organizzazione mondiale della sanità indica Alternaria tra i funghi in grado di produrre allergeni respiratori.

I sintomi possono quindi ricordare quelli delle più comuni allergie ai pollini: naso chiuso o che cola, starnuti, irritazione degli occhi, tosse, respiro sibilante o difficoltà respiratoria nei soggetti predisposti.

Non bisogna però attribuire automaticamente questi disturbi alle muffe. Proprio in questo periodo iniziano a circolare anche numerosi virus respiratori e distinguere un’allergia da un’infezione può richiedere una valutazione medica, soprattutto quando i sintomi sono importanti o persistenti.

Le spore nell’aria non significano che ci sia muffa dentro casa

È importante anche evitare un altro equivoco. Il dato di ARPA riguarda le spore presenti nell’aria esterna, raccolte dalle stazioni della rete aerobiologica regionale. Non significa quindi che nelle abitazioni del Friuli-Venezia Giulia vi sia necessariamente una particolare proliferazione di muffe.

Le muffe domestiche rappresentano un problema distinto, favorito soprattutto da umidità persistente, condensa e infiltrazioni. L’Organizzazione mondiale della sanità considera l’umidità e la crescita microbica negli edifici associate a un aumento di sintomi respiratori, allergie e asma.

Anche l’Istituto Superiore di Sanità dedica indicazioni specifiche all’esposizione alle muffe, ricordando che le persone maggiormente vulnerabili comprendono soggetti allergici, asmatici, persone con patologie respiratorie e immunodepressi.

Un fenomeno che non termina necessariamente con l’estate

La presenza di Alternaria a fine settembre non rappresenta un’anomalia. I dati storici di ARPA FVG mostrano che le spore possono rimanere presenti anche durante l’autunno, seppure con concentrazioni che cambiano notevolmente a seconda delle condizioni meteorologiche e delle diverse zone della regione.

Nel report regionale relativo al 2025, ad esempio, Pordenone aveva registrato complessivamente 14.637 spore di Alternaria per metro cubo d’aria nell’arco dell’anno. I calendari aerobiologici mostrano inoltre concentrazioni significative proprio tra estate e inizio autunno.

Per chi soffre di allergie, dunque, la fine della grande stagione dei pollini non coincide sempre con la fine dei disturbi. In queste settimane può essere utile controllare periodicamente i bollettini ARPA e, in presenza di sintomi ricorrenti o respiratori, rivolgersi al proprio medico o allo specialista per identificarne correttamente la causa.

Il dato da tenere d’occhio in Friuli-Venezia Giulia, almeno per questi giorni, è soprattutto quello della pianura: le spore fungine rimangono molto abbondanti e l’Alternaria è ancora classificata a livelli alti, mentre nelle altre aree regionali il fenomeno appare più contenuto.

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