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Microcredito, Riccardi: intercettare le fragilità prima dell’emergenza
A Udine Riccardo Riccardi richiama il ruolo del microcredito e della collaborazione tra istituzioni e servizi sociali. Nell’analisi, questi ultimi raccolgono oltre il 45% delle segnalazioni.
UDINE – Al convegno sul microcredito tenuto a Udine il 29 ottobre 2026, l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi ha richiamato la necessità di individuare i bisogni sociali prima che diventino emergenze e di integrare istituzioni, servizi sociali e mercato. «Il bisogno sociale va intercettato prima che si trasformi in un’emergenza o in un problema di salute».
Riccardi ha portato il saluto istituzionale della Regione al convegno «Il microcredito in Friuli Venezia Giulia – La sperimentazione degli strumenti nelle esperienze delle reti territoriali. Prove di misurazione sociale e le lezioni apprese». Al centro dell’incontro, l’aumento delle difficoltà finanziarie che coinvolgono persone e famiglie, anche appartenenti al ceto medio: un fenomeno trasversale ai territori regionali, che richiede strumenti capaci di superare le tradizionali modalità di presa in carico.
La riflessione è partita dalle esperienze delle reti territoriali del terzo settore, coordinate dalla Fondazione Well Fare Pordenone, promotrice dell’iniziativa insieme a Caritas Udine, Acli provinciali di Trieste, Betlem Gorizia e Cramars Alto Friuli. L’iniziativa ha il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
«L’esperienza del microcredito rappresenta un risultato positivo e uno degli strumenti con cui affrontare situazioni di fragilità economica che possono avere conseguenze rilevanti sulla vita delle persone e delle famiglie. È fondamentale riuscire a intercettare il bisogno prima che si aggravi e finisca per tradursi in una condizione di emergenza sociale o sanitaria», ha affermato Riccardi.
L’assessore ha sottolineato che queste esperienze vanno inserite in una strategia più ampia, capace di mettere in relazione le diverse risorse e competenze presenti sul territorio. «Di fronte a problemi complessi, la semplificazione delle risposte non sempre è la soluzione. Il rischio è quello di rallentare i processi e di ridurre l’efficacia degli interventi quando si cerca di ricondurre situazioni diverse a un unico modello. Allo stesso modo, sarebbe pericoloso affidare la risposta alle fragilità a un solo sistema, escludendo il contributo degli altri soggetti che possono concorrere alla soluzione», ha osservato l’assessore.
«Dobbiamo costruire una terza via, che non si esaurisca nell’assistenzialismo e non sia affidata esclusivamente a modelli regolati dalla remunerazione di mercato. Stato, Regione, Comuni e istituzioni devono saper lavorare insieme alle realtà del Terzo settore e agli altri attori economici e sociali, integrando strumenti e competenze. È proprio in questa capacità di collaborazione che possiamo trovare risposte più efficaci e durature», ha aggiunto Riccardi.
Microcredito, i servizi sociali raccolgono oltre il 45% delle segnalazioni
I dati delle esperienze territoriali indicano che le difficoltà finanziarie sono diffuse in tutti i Comuni coinvolti nell’analisi. I servizi sociali raccolgono oltre il 45 per cento delle segnalazioni: un dato che, secondo quanto emerso, evidenzia il ruolo della rete pubblica nell’intercettare le situazioni di vulnerabilità e nell’attivare percorsi di sostegno.
Le attività di microcredito e le azioni di supporto e accompagnamento durano mediamente oltre due-tre anni. Si configurano quindi come percorsi strutturati, che richiedono continuità, relazioni di fiducia e collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.
L’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi
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