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Riccardi apre alla proposta: medici ospedalieri con fino a 500 assistiti
La Federazione Cimo Fesmed propone che i medici ospedalieri possano seguire volontariamente fino a 500 cittadini senza lasciare l’attività in ospedale. Riccardi chiede di approfondire condizioni e fattibilità
UDINE – L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha espresso interesse per la proposta della Federazione Cimo Fesmed: consentire, su base volontaria, ai medici ospedalieri di assumere la presa in carico di un bacino fino a 500 cittadini, continuando a lavorare in ospedale. Riccardi ha detto che occorre approfondire se la soluzione sia realmente applicabile.
Riccardi ha espresso così la sua valutazione: “È una proposta che risponde a un bisogno reale, dovremo studiare la percorribilità di una soluzione nuova che viene avanzata. Il momento straordinario impone risposte nuove. Ora bisogna approfondire le condizioni per capire se questa proposta potrà essere applicata realmente”.
La proposta Cimo Fesmed: fino a 500 assistiti per medico
La proposta è stata illustrata dal segretario Giulio Andolfato all’assemblea generale dei medici di Asufc, convocata al Santa Maria della Misericordia dalla federazione sindacale. I medici che aderissero potrebbero seguire, oltre alla propria attività, fino a 500 cittadini nei percorsi di assistenza territoriale. Affiancare un bacino di assistiti sul territorio al lavoro ospedaliero permetterebbe, secondo la proposta, di valorizzare professionalità ed esperienza e offrire ai medici un percorso alternativo senza dover abbandonare l’ospedale.
“In una fase straordinaria come quella che stiamo attraversando – ha osservato Riccardi – c’è bisogno del coraggio di adottare misure straordinarie. Questa proposta è una risposta a un problema che esiste. Naturalmente bisogna capire quali condizioni organizzative e normative siano necessarie e quale convergenza sia possibile raggiungere”.
La norma regionale sull’esclusività e il confronto con le regole nazionali
Riccardi ha ricordato che la Regione è già intervenuta sul tema dell’esclusività nella manovra di assestamento. La norma introdotta consente ai professionisti di un’azienda sanitaria di svolgere attività anche in un’altra azienda del Friuli-Venezia Giulia, con il relativo riconoscimento economico. L’assessore ha tuttavia evidenziato che gli interventi in materia contrattuale richiedono un confronto con il quadro normativo nazionale.
Per voce del segretario Andolfato, la federazione ha apprezzato la disponibilità dell’assessore al confronto e la possibilità di affrontare le questioni professionali e organizzative con un approccio pragmatico, condividendo l’obiettivo di migliorare le risposte del servizio sanitario ai cittadini.
La federazione auspica che il Friuli-Venezia Giulia diventi un laboratorio di sperimentazione, anche grazie al confronto diretto tra istituzioni e rappresentanze professionali, e che il modello possa poi essere recepito da altre Regioni. Andolfato ha riferito che la proposta ha già suscitato interesse tra diversi colleghi delle federazioni regionali e ne ha sottolineato la possibile ricaduta nel contrasto alla fuga dei medici italiani verso l’estero.
Secondo le stime del sindacato, tra i circa 1.300 medici ospedalieri di Asufc, un’adesione anche soltanto del 10 per cento potrebbe contribuire in modo significativo a coprire alcune zone attualmente carenti di assistenza di base.
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