InnovazioneRegione FVG
Callari porta i progetti digitali del Friuli Venezia Giulia allo Smart City Expo di Barcellona
Connettività per le piste ciclabili delle aree interne, rete 5G al Porto Vecchio di Trieste e Digital Art Gallery di Gorizia: i progetti regionali sono presentati allo Smart City Expo World Congress fino al 5 novembre.
BARCELLONA – La Regione Friuli Venezia Giulia presenta allo Smart City Expo World Congress 2026 di Barcellona progetti di innovazione digitale che vanno dalla connettività nelle aree interne alla Digital Art Gallery di Gorizia. La manifestazione è in programma fino al 5 novembre alla Fira Barcelona Gran Via. «Il Friuli Venezia Giulia si presenta a uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’innovazione urbana portando esperienze che mostrano come la trasformazione digitale possa incidere sullo sviluppo dei territori. Dalla connettività nelle aree interne alla rigenerazione urbana, investiamo nelle nuove tecnologie per creare servizi e nuove opportunità per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni». Lo ha affermato l’assessore regionale ai Sistemi informativi assessore Sebastiano Callari, arrivato in città lunedì 2 novembre e presente oggi, martedì 3 novembre, all’apertura dello stand della Regione Friuli Venezia Giulia.
Callari ha partecipato al taglio del nastro dello spazio espositivo regionale, dove sono presentati alcuni dei principali progetti sviluppati dal Friuli Venezia Giulia nei campi della connettività avanzata e della rigenerazione urbana attraverso il digitale. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente di Insiel Diego Antonini e i rappresentanti dei Comuni capoluogo: il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna con l’assessore Sarah Filisetti, l’assessore Michele Babuder del Comune di Trieste e l’assessore Gea Arcella del Comune di Udine.
«Essere presenti a Barcellona – ha spiegato Callari – significa confrontarci con amministrazioni, imprese e centri di ricerca provenienti da tutto il mondo e, allo stesso tempo, mostrare quanto il Friuli Venezia Giulia sta realizzando. La tecnologia assume valore quando riesce a rispondere alle esigenze dei territori e a migliorare la capacità della pubblica amministrazione di offrire servizi».
La rete wireless collegherà le ciclovie delle aree interne
Tra le iniziative illustrate c’è «Connettività wireless lungo le piste ciclabili delle Aree Interne per servizi smart», finanziata nell’ambito della Strategia regionale per le Aree Interne e del Programma regionale Fesr 2021-2027. L’investimento, di circa 5,6 milioni di euro, punta a integrare la Rete pubblica regionale in banda ultralarga, sviluppata nell’ambito del programma Ermes, con la Rete delle ciclovie di interesse regionale.
L’obiettivo è portare connettività ad alta capacità lungo i percorsi ciclabili delle aree interne e consentire l’attivazione di servizi smart per la mobilità sostenibile, la sicurezza degli utenti e la valorizzazione turistica. Il progetto interessa l’Alta Carnia, il Canal del Ferro-Val Canale, le Dolomiti Friulane e le Valli del Torre e del Natisone.
Il progetto PV5G accompagna la rigenerazione del Porto Vecchio di Trieste
Allo stand è presentato anche PV5G – PortoVecchio 5G, progetto europeo che accompagna la rigenerazione del Porto Vecchio-Porto Vivo di Trieste con infrastrutture digitali di nuova generazione. Avviato il 1° gennaio 2025 e destinato a concludersi alla fine del 2027, PV5G ha ricevuto un finanziamento europeo di 2,6 milioni di euro nell’ambito del programma Connecting Europe Facility, su un budget complessivo di 3,4 milioni.
Il progetto prevede una rete pubblica 5G outdoor e un’infrastruttura privata 5G indoor, oltre alla creazione di un Centro didattico digitale dedicato alle esperienze immersive di apprendimento. È prevista anche la realizzazione di un Quantum Communication Lab integrato con le reti 5G. L’intervento rientra nel più ampio processo di riqualificazione del Porto Vecchio, che comprenderà anche il trasferimento di uffici regionali nell’area.
«Porto Vecchio – ha sottolineato l’assessore – può diventare un luogo nel quale rigenerazione urbana e innovazione digitale procedono insieme. PV5G mette a disposizione un’infrastruttura sulla quale sviluppare formazione, ricerca e sperimentazione, rafforzando il ruolo di Trieste nel panorama europeo delle tecnologie avanzate».
La Digital Art Gallery di Gorizia porta a Barcellona l’installazione di Refik Anadol
Nello spazio regionale è esposta anche la Digital Art Gallery (Dag) di Gorizia, nata dalla riqualificazione della Galleria Bombi. Il percorso supera i 300 metri e comprende circa 100 metri rivestiti da Led di ultima generazione, per una superficie digitale complessiva di mille metri quadrati. La galleria ospita «Data Tunnel», installazione immersiva site-specific dell’artista Refik Anadol, basata sull’impiego dell’intelligenza artificiale e concepita appositamente per Gorizia.
«La Digital Art Gallery è il risultato di un’intuizione geniale del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che ha fortemente voluto la realizzazione di quest’opera, diventata in breve tempo una delle attrazioni più visitate d’Italia. Un successo straordinario che conferma la capacità del Friuli Venezia Giulia di investire in progetti innovativi di richiamo internazionale e di valorizzare il proprio patrimonio urbano attraverso le nuove tecnologie», ha evidenziato Callari.
L’esperienza goriziana è illustrata anche attraverso le applicazioni multimediali realizzate per il Castello e i progetti di valorizzazione del patrimonio storico, tra cui la promozione del Museo della Grande Guerra in collaborazione con l’Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac).
Tra le esperienze di innovazione urbana presentate a Barcellona figurano inoltre i progetti di rilievo e mappatura digitale del centro storico e del Castello di Udine, finalizzati ad approfondire la conoscenza del patrimonio urbano attraverso l’impiego delle nuove tecnologie.
«La Digital Art Gallery – ha concluso l’assessore – dimostra come la tecnologia possa contribuire anche a restituire una nuova funzione a uno spazio urbano, mettendo l’innovazione al servizio della cultura. Portare queste esperienze a Barcellona significa dare visibilità internazionale al lavoro sviluppato in Friuli Venezia Giulia e aprire nuove occasioni di confronto e collaborazione».
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