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Economia & Lavoro

«In zona rossa esplode l’abusivismo». La denuncia di estetiste, parrucchiere e barbieri

«I saloni che lavorano in sicurezza muoiono, mentre proliferano soluzioni abusive e senza regole», afferma Loredana Ponta

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FVG – «Fateci lavorare. Con questa chiusura si alimentano solo abusivismo e regole non conformi all’anti-Covid, mentre si fanno morire i saloni in regola e perfettamente sicuri». È l’appello partito dal Friuli Venezia Giulia dal settore Benessere di Confartigianato Fvg, rappresentato dalla presidente Loredana Ponta, e che è stato raccolto dal livello nazionale che lo ha portato al ministero dello Sviluppo Economico, per un intervento di modifica dell’attuale norma. «Chiediamo che – ha sottolineato Ponta – a barbieri, parrucchieri, estetisti, ma per estensione anche agli operatori dei servizi alla persona, come tatuatori, massaggiatori, onicotecnici ed altri. –   venga data la possibilità di lavorare anche in zona rossa, come tutti i servizi essenziali. Viceversa, come era stato documentato già nel lockdown della scorsa primavera, si otterrà un unico effetto: l’aumento dell’abusivismo».

Non una generica denuncia, quella di Confartigianato Fvg, ma un pronunciamento sostenuto da numerose segnalazioni: «Le persone non rinunciano a farsi i capelli, a sistemarsi le mani o ad altri interventi estetici e, trovando la porta chiusa delle attività regolari, rischiano di alimentare un mercato di persone senza scrupoli». L’appello di Confartigianato Fvg Benessere è alla Regione, affinché si faccia interprete di una situazione insostenibile e perori la causa della sicurezza dei cittadini presso il Governo, perché vi sia una pronta modifica del Dpcm del 2 marzo 2021, per l’area benessere ancor più restrittivo dei precedenti», conclude Ponta.

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