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Sanità in Fvg, il Pd va all’attacco: “Territori dimenticati e servizi chiusi”

Critiche da parte di Shaurli e Santoro alle parole di Fedriga e Riccardi

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FVG – “Al netto delle mirabolanti dichiarazioni sulla spesa sanitaria, ovviamente straordinaria come in tutte le Regioni perché legata alla pandemia, colpisce la distanza fra le parole del duo Fedriga-Riccardi e la realtà che vivono e segnalano ogni giorno cittadini e famiglie. Territori dimenticati con servizi essenziali chiusi, come ormai denunciano anche i sindaci della Lega, liste d’attesa infinite, nessuna programmazione, incomprensioni e polemiche in ogni Azienda, notorietà nazionale per numeri che non tornano nelle terapie intensive, carenza drammatica di personale, cittadini che si rivolgono, chi può, alla sanità privata o alla sanità pubblica… del Veneto”. E’ il commento del segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli alle dichiarazioni del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e del suo assessore alla Salute Riccardo Riccardi. “Abili narratori questi del duo ‘iosonofvg’, bravi – aggiunge il segretario dem – a scaricare le responsabilità sempre su altri ma i cittadini purtroppo provano ogni giorno sulla loro pelle le condizioni drammatiche della sanità pubblica del Friuli Venezia Giulia. Non una parola seria sulla gestione di questi mesi con tracciamento inesistente, famiglie e malati lasciati soli, nessun intervento – conclude – per le nostre scuole e gli studenti”
Critica anche la consigliera regionale Mariagrazia Santoro:  «Che ci fosse un’abbondanza di soldi da investire in sanità, grazie al governo nazionale e ai fondi che arrivano dall’Europa, ne eravamo tutti al corrente. Ma quello che avremmo voluto e dovuto sapere oggi da presidente e assessore alla Salute, sarebbe stato il disegno complessivo, vista la situazione estremamente critica di mancanza di personale sanitario e servizi ai cittadini, che in questi due anni di pandemia hanno portato alla crisi del sistema della salute pubblica». «La problematica più forte oggi non riguarda in prima battuta la costruzione degli edifici o il loro adeguamento, ma il servizio che diamo ai cittadini e le condizioni di forte scarsità di operatori. Parlare di investimenti mirabolanti non argina la forte emorragia di infermieri e medici che stanno abbandonando la sanità regionale, ne dà un sostegno concreto al personale che continua a operare nella sanità pubblica». Secondo Santoro, «mentre si lodano degli investimenti, resta preoccupante la situazione delle Aziende sanitarie territoriali: se dagli atti aziendali di Asugi e Asfo continuano a emergere problemi, di quello di Asufc non c’è nemmeno l’ombra». E ancora, continua, «parlano di investimenti sulla sanità territoriale dopo aver dimenticato o depotenziato diversi presìdi tagliando servizi importanti per i cittadini di quei territori. Dicano ora, nella loro idea di riorganizzazione territoriale, che vorranno fare delle case di comunità, e dove verranno realizzate ma sopratutto con quali servizi e quale personale dedicato. Altre regioni hanno già cominciato a inaugurarle, invece in Fvg si parla di muri ancora da innalzare, senza sapere nemmeno chi riempirà questi centri, mentre parallelamente continuano a essere tagliati i servizi, non ci sono le guardie mediche, ne i medici di base e i pronto soccorso sono sempre più in difficoltà. E infine le liste d’attesa che si ingrossano in maniera preoccupante, rinviando le necessità di cura dei cittadini».

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