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Gestione rifiuti, per De Toni «il porta a porta come pensato da Fontanini non funziona»

Il candidato sindaco: “È sotto gli occhi di tutti che Udine è più sporca e gli udinesi non credono più alle promesse del sindaco. Serve un nuovo sistema, non calato dall’alto come è stato fatto”

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UDINE – «Per capire che il sistema di raccolta porta a porta voluto non andava bene, Fontanini ci ha impiegato quasi 5 anni? I tanti dietrofront del sindaco sono sotto gli occhi di tutti. Anzi, sono ora ben visibili sui marciapiedi e sulle strade di tutta Udine visto che in questi anni il capoluogo friulano è molto più sporco di prima». Il candidato sindaco Alberto Felice De Toni non usa giri di parole per criticare l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti. «Un sistema – denuncia – calato dall’alto e applicato indistintamente a tutta la città senza prima ascoltare esigenze, necessità e problematiche di cittadini e, aggiungo, amministratori di condominio e attività commerciali. Non bastano solo i cassonetti intelligenti, ma deve essere intelligente anche l’applicazione».
Strettamente connesso al tema ambientale, le cui proposte occupano un’ampia sezione del programma elettorale della coalizione formata da Lista De Toni, Pd, Terzo Polo e Alleanza Verdi e Sinistra, quello dei rifiuti è senz’altro «uno dei tanti errori – prosegue De Toni – commessi da Fontanini e dalla sua giunta. Come si può pensare che in un condominio di 20 o 30 appartamenti, alcuni magari di pochi metri quadri e per di più senza terrazzo, i cittadini si possano tenere in casa cinque bidoncini? Quel sistema può andare bene dove sussistono le condizioni per poterlo fare, non dovunque».

De Toni propone una vera mappatura che consenta di individuare le aree in cui può sussistere il porta a porta(villette con giardino, piccoli condomini con spazi esterni privati), altre in cui realizzare dei cassonetti di prossimità per quei condomini che non hanno spazio a disposizione, altre con delle isole ecologiche per grandi condomini e infine altre, in particolar modo in centro storico, con cassonetti a scomparsa. «Il concetto – prosegue De Toni – è che si è scaricato sugli udinesi il problema della gestione dei rifiutisenza che questo si tramutasse in una reale e vantaggiosa riduzione della Tari e senza un cospicuo aumento della percentuale della differenziata. Checché ne dica Fontanini, a cui piace prendere le classifiche a seconda di come gli aggrada – attacca De Toni – gli udinesi non solo sono stati virtuosi e pazienti, ma nel 2022 si sono visti pure aumentare i tributi del 4,1% rispetto all’anno prima, come confermato da Cittadinanza Attiva. È ora che l’udinese paghi per quanto conferisce e questo doveva essere fatto sin dall’inizio, perché proporlo adesso in campagna elettorale non fa altro che arrabbiare i cittadini che chiedono al sindaco perché non ci abbia pensato in questi quattro anni».

Nel programma di De Toni, poi, anche l’istituzione dello “spazzino di quartiere”. «Un servizio che già funziona benissimo in altre città – spiega il candidato – e che contribuisce, grazie al rapporto costante con i cittadini del quartiere dove opera, a mantenere puliti i marciapiedi e intervenire su segnalazione dove serve. Le persone sono stanche di vedere Udine imbruttita e sporca e rivogliono la città bomboniera che conoscevano un tempo».

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