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Cronaca

Pronto soccorso di Udine in difficoltà: le 10 domande di Liguori alla giunta regionale

Tra le richieste avanzate, quella di conoscere da quanti medici era composto l’organico del servizio nel 2018 e quanti lo compongono nel 2023

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UDINE – Presente e futuro del Pronto Soccorso (Ps) di Udine sono stati, oggi, al centro di un incontro pubblico dal quale sono poi scaturite 10 domande aperte al presidente Massimiliano Fedriga e all’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi. A formulare i quesiti insieme alla consigliera regionale Simona Liguori del Gruppo Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, promotrice dell’evento, i rappresentanti di alcune associazioni cittadine che operano nel sociale e i consiglieri comunali Emma Ferrari, Anna Paola Peratoner e Andrea Di Lenardo. “La situazione del Pronto Soccorso dell’ospedale di Udine – spiega la Liguori in una nota – è da tempo segnata negativamente dalla carenza di personale sanitario eppure si tratta di un servizio essenziale della sanità pubblica, strategico non soltanto per la città. La scarsità di risorse umane disponibili impatta sulla garanzia che i pazienti possano ricevere cure e assistenza appropriate nel minor tempo possibile secondo il triage, sull’aumento della pressione sugli altri reparti dell’ospedale e sul loro sovraffolamento”.

“In questo quadro già di per sé preoccupante – aggiunge la consigliera -, il direttore generale di Asufc ha di recente dichiarato che per far fronte al problema del personale l’Azienda dovrà fare riferimento a soggetti terzi e quindi ad appalti esterni. Una soluzione che di fatto non risolve il problema a detta della stragrande maggioranza dei partecipanti alla tavola rotonda odierna”.
“Al confronto – si legge ancora nella nota dell’esponente del Patto-Civica Fvg – hanno partecipato e portato il loro contributo di esperienze dirette e proposte Franco Chiarandini del comitato Io voglio l’ospedale a Cividale, Pierangelo Bardotti e Mirella Del Fabbro della Banca del Tempo, Ombretta Reggio del Centro cure oncologiche territoriali, Mariangela Secco dell’Associazione nazionale mutilati invalidi civili, Fiorella Iuri dell’associazione Vogliamoci sempre bene, la volontaria Vincenza Mastrolia, Anna Agrizzi e Aldo Marchetti dell’Associazione diritti del malato, Danilo Gortan delCoordinamento salute Fvg” e Maria Luisa Toffoletti del Comitato genitori del Centro gravi e gravissimi di Udine”.
“Con le domande che saranno presentate alla Giunta regionale – fa sapere ancora la Liguori – si desidera sapere da quanti medici era composto l’organico del servizio nel 2018 e quanti lo compongono nel 2023; quali sono state le motivazioni delle
fuoriuscite del personale del servizio di pronto soccorso avvenute in questi anni; come viene gestita la comunicazione interna nel pronto soccorso e quali sono i canali per raccogliere feedback dal personale e affrontare le questioni sollevate; se corrisponde al vero che ci sarebbe un ulteriore 20% dell’organico attuale in uscita nei prossimi mesi e per quali ragioni ciò avviene; quali misure sono state messe in campo per contrastare il fenomeno di fuoriuscita del personale del pronto soccorso nell’immediato e nel medio periodo”.

E ancora “se ci sono programmi di incentivazione o miglioramento delle condizioni di lavoro in corso e in che misura il personale del pronto soccorso è coinvolto nelle decisioni organizzative e nelle strategie di gestione; se sono stati fatti studi di
previsione sull’evoluzione della situazione del personale del pronto soccorso di Udine nei prossimi anni; in che modo si intende coprire l’eventuale possibile carenza di personale a partire dal mese di gennaio 2024; se si ritiene che un’eventuale
esternalizzazione del servizio a cooperative garantisca gli stessi standard di qualità del personale assunto in pianta
stabile; ee e quanto risulta aumentato il volume di lavoro del pronto soccorso di Udine dopo l’esternalizzazione del servizio di punto di primo intervento dell’Ospedale di Gemona e di Cividale”.
“Queste – conclude l’esponente di Opposizione – sono le domande che attendono una risposta, domande che devono servire da stimolo a chi amministra la Regione. Vedremo se e in quanto tempo la Giunta regionale saprà dare risposte concrete”.

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