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Cronaca & Attualità

Passo di Monte Croce Carnico chiuso per una frana. Chiesta una Commissione ad hoc

“I 50mila metri cubi di materiale franoso e i 20 metri di profondità di distacco della parete di arrampicata rappresentano uno dei dissesti idrogeologici più gravi degli ultimi tempi”, dice il consigliere regionale Mentil

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FVG – “La frana che ha colpito Passo Monte Croce Carnico è una ferita alla montagna, uno degli eventi ambientali più disastrosi degli ultimi anni, un disastro che ci ha riportati al 2018 quando il territorio montano fu piegato dalla tempesta Vaia. L’auspicio, ora, è che la politica e le istituzioni vadano oltre soluzioni improvvisate e lavorino congiuntamente per una soluzione alle frane e alla messa in sicurezza del collegamento transfrontaliero”.  Lo afferma in una nota il consigliere regionale Massimo Mentil (Partito democratico) che in relazione alla grave frana che si è abbattuta sulla strada statale 52bis Carnica chiede l’istituzione di una Commissione ad hoc per affrontare e risolvere la problematica.

“I 50mila metri cubi di materiale franoso e i 20 metri di profondità di distacco della parete di arrampicata rappresentano uno dei dissesti idrogeologici più gravi degli ultimi tempi. Il fatto che non ci siano state vittime è l’unica consolazione, per il resto possiamo pensare di trovarci di fronte a una ribellione della natura davanti alla quale serve un serio ragionamento” sostiene Mentil. Secondo il consigliere “è necessario ora fare sistema tra tutti gli enti coinvolti, da una parte all’altra della frontiera. Quel collegamento tra due Paesi va garantito in maniera sicura, da esso dipende una parte del turismo transfrontaliero e l’economia della valle del But”.

“In Stabilità proporremo degli interventi, ma ora – conclude Mentil – non è il momento di selfie o dichiarazioni improvvide con ipotesi di celeri riaperture irreali, serve una conta dei danni e poi un lavoro congiunto”.

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