Economia & Lavoro
Artigianato, Trieste e Gorizia tra criticità e nuove opportunità per il 2026
Confartigianato Trieste e Gorizia tracciano il bilancio del 2025 e guardano al 2026 tra criticità e nuove prospettive
L’artigianato triestino, connotato soprattutto da imprese di servizi, mostra una situazione di stabilità, con un numero pressoché costante di aziende e dipendenti. A sottolinearlo è Lino Calcina, presidente di Confartigianato Trieste, che evidenzia come il comparto sia meno legato all’industria produttiva e quindi meno esposto alle crisi industriali locali.
Tuttavia, restano tre nodi da sciogliere: costo del denaro, caro energia e mancanza di personale qualificato. Nonostante un leggero miglioramento nell’accesso al credito, il prezzo del denaro resta alto, incidendo sui bilanci aziendali. Inoltre, i costi di energia elettrica e gas continuano a pesare notevolmente sulle imprese.
La carenza di personale specializzato
Il vero freno allo sviluppo riguarda però la mancanza di manodopera qualificata. Mancano operai per macchine a controllo numerico, capi cantiere, panificatori, pasticcieri, idraulici e altre figure tecniche. «Occorre una riflessione nel sistema scolastico e nelle famiglie – sottolinea Calcina – per valorizzare queste professioni e renderle attrattive per i giovani. Senza un cambio di passo, rischiamo in futuro di avere meno imprese preparate e un innalzamento dei costi di intervento».
Gorizia guarda già al 2026
Sul fronte goriziano, il presidente Ariano Medeot di Confartigianato Gorizia evidenzia come il tessuto artigiano stia affrontando l’ultimo scorcio del 2025 con relativa stabilità, ma con lo sguardo già rivolto al 2026. La parola chiave è diversificazione dei mercati, che potrebbe aprire nuove opportunità.
Le aziende del benessere e dei servizi alla persona vivono una fase positiva, mentre l’edilizia torna a crescere grazie al calo dei tassi di interesse e agli interventi regionali avviati con i bandi dell’estate. Tuttavia, rimane un nodo: il peso dei mutui sulla nuova generazione, che oggi richiedono fino a trent’anni per essere estinti, il doppio rispetto a trent’anni fa.
Aggregazioni e fusioni come segnale positivo
Tra i segnali incoraggianti del 2025 emergono i processi di aggregazione e fusione nel settore della meccanica. «Un fenomeno interessante – spiega Medeot – che mostra imprese capaci di fare squadra per accedere a commesse più importanti e aprirsi a nuovi mercati».
Per quanto riguarda il credito, Medeot valuta positivamente gli strumenti messi a disposizione dalla Regione: i Fondi di rotazione, una peculiarità del Friuli-Venezia Giulia che sostiene concretamente le imprese.
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