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Commercio e turismo, svolta in Friuli-Venezia Giulia: una sola legge al posto di 14, meno burocrazia e 242 milioni per il terziario

Codice commercio e turismo Fvg: una sola legge, meno burocrazia e 242 milioni per imprese e lavoro

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L'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emilio Bini
L'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emilio Bini

Il nuovo Codice, che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale lunedì 15 dicembre ed entrerà in vigore dal giorno successivo, rappresenta il primo esempio in Italia di legge unitaria che riunisce commercio e turismo in un’unica cornice normativa. Una scelta definita dall’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini una “rivoluzione copernicana”, destinata – nelle intenzioni della Regione – a diventare un riferimento anche fuori dai confini del Friuli-Venezia Giulia.

Il modello ha già ottenuto un riconoscimento significativo: Confcommercio lo ha indicato come “caso studio” a livello nazionale, sottolineandone il valore innovativo.

Semplificazione senza deregulation

Il fulcro della riforma è una vasta operazione di riordino normativo. I numeri danno la misura dell’intervento: da 14 leggi a un solo Codice, da 567 a 147 articoli e da 29 a 12 regolamenti. Un percorso che non mira ad allentare le regole, ma a eliminare sovrapposizioni e incertezze che negli anni hanno appesantito l’attività delle imprese.

L’obiettivo dichiarato è offrire regole più chiare e stabili alle imprese del Terziario e ai oltre 200 mila lavoratori del settore in Friuli-Venezia Giulia, in un contesto segnato da difficoltà economiche e da una crescente pressione normativa europea.

Programmazione commerciale e centri storici

Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione di un masterplan delle superfici di vendita, che permetterà alla Regione di mappare e coordinare l’insediamento di medie e grandi strutture commerciali.
Particolare attenzione viene riservata ai centri storici, con interventi mirati di urbanistica commerciale che rendono più semplice l’apertura di nuove attività nei centri cittadini.

Il Codice prevede inoltre sostegni economici dedicati a negozi e locali storici, con l’obiettivo di contrastare il progressivo impoverimento del commercio tradizionale.

Commercio di prossimità e distretti

Un capitolo centrale della riforma riguarda il commercio di prossimità, pensato per evitare che borghi e piccoli centri si trasformino in semplici aree residenziali prive di servizi. Le misure introdotte puntano a ridurre i costi per le imprese, intervenendo su affitti, costo del lavoro e oneri fiscali.

Vengono inoltre rafforzati i Distretti del commercio, oggi 25 in regione e operativi su 161 Comuni. Il Codice introduce un albo regionale dei manager di distretto e prevede incentivi per quelli che attiveranno accordi con piattaforme di welfare aziendale.

Turismo lento e autonomia locale

Sul fronte turistico, la riforma riconosce il valore strategico del turismo lento, sostenendo cicloturismo e cammini e introducendo una nuova linea di finanziamento per la nascita di strutture ricettive lungo i percorsi.
Prevista anche una semplificazione dei criteri di classificazione delle strutture ricettive e un disciplinare per incentivare servizi di qualità.

Novità rilevanti anche sulla tassa di soggiorno, con maggiore autonomia per i Comuni nella gestione delle risorse e la possibilità, per tutti, di introdurla.

Lavoro e risorse garantite

Il Codice interviene anche sul fronte occupazionale, prevedendo premialità nei bandi regionali per le imprese che applicano i contratti delle associazioni maggiormente rappresentative, una scelta che ha raccolto un apprezzamento unanime da parte di Confcommercio.

A sostenere la riforma c’è una dotazione economica complessiva di 242 milioni di euro nel triennio 2026-2028, che punta a garantire l’effettiva attuazione delle misure previste.
Secondo l’assessore Bini, le innovazioni introdotte non resteranno sulla carta, ma costituiranno un intervento strutturale a sostegno di competitività, semplificazione e tutela del lavoro.

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