Cronaca & AttualitàUdine
Minaccia il fratello e si presenta sotto casa con kubotan e martello: denunciato 38enne
Minacce al fratello e appostamento sotto casa con kubotan e martello: 38enne denunciato per porto di oggetti atti ad offendere.
Prima le minacce telefoniche, poi la comparsa sotto casa. È quanto accaduto nella serata del 9 febbraio in una località balneare del territorio, dove un uomo, visibilmente scosso, si è presentato alla stazione dei carabinieri riferendo di aver ricevuto pesanti intimidazioni dal fratello maggiore.
L’uomo ha raccontato ai militari di temere per la propria incolumità, spiegando che le minacce ricevute al telefono lo avevano fortemente allarmato. Una situazione che ha richiesto un intervento immediato da parte delle forze dell’ordine per prevenire possibili conseguenze.
L’appostamento dei carabinieri e il fermo
Ricevuta la segnalazione, i carabinieri hanno predisposto un servizio di appostamento nei pressi dell’abitazione della persona minacciata. Un dispositivo mirato a monitorare la situazione e a intervenire tempestivamente in caso di necessità.
Dopo circa un’ora, il fratello maggiore, 38 anni, si è effettivamente presentato sotto casa. I militari sono intervenuti bloccandolo e procedendo a una perquisizione personale.
L’uomo è stato trovato in possesso di un punteruolo tipo “kubotan” lungo circa 15 centimetri e di un martello in acciaio con manico in legno. Entrambi gli oggetti sono stati immediatamente sequestrati e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Il 38enne è stato quindi denunciato in stato di libertà per l’ipotesi di reato di porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Cos’è il kubotan e cosa prevede la legge
Il kubotan è un piccolo strumento per l’autodifesa a brevissima distanza, sviluppato negli anni Settanta dal maestro giapponese Takayuki Kubota. Deriva dallo yawara, tradizionale bastoncino utilizzato nelle arti marziali.
Si presenta come un cilindro lungo circa 14 centimetri, con un diametro di poco superiore al centimetro, spesso dotato di anello portachiavi. In origine veniva utilizzato come strumento in dotazione alle forze di polizia, in particolare negli Stati Uniti.
Il suo impiego consiste nell’esercitare pressione su punti sensibili del corpo e nell’applicare leve dolorose, senza provocare – nelle intenzioni originarie – lesioni permanenti. Proprio per la sua forma compatta può essere stretto nel pugno e utilizzato per colpi mirati o tecniche di controllo articolare.
Dal punto di vista normativo, in Italia dispositivi di questo tipo rientrano tra le cosiddette “armi improprie”. Il loro porto al di fuori della propria abitazione non è consentito senza giustificato motivo, configurando quindi un’ipotesi di reato in assenza di valide giustificazioni.
L’appello dei carabinieri: denunciare sempre
A seguito dell’episodio, il Comando provinciale dei Carabinieri di Udine richiama l’attenzione sull’importanza di segnalare tempestivamente ogni minaccia, sia essa verbale, telefonica o tramite social network.
In caso di situazioni di pericolo o intimidazioni, l’invito è a contattare il Numero unico di emergenza 112 oppure a rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri più vicina. Una segnalazione tempestiva può infatti consentire di prevenire escalation e garantire la sicurezza delle persone coinvolte.
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