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Università di Udine, oltre il 35% dei laureandi pensa di trasferirsi all’estero

Sempre più laureandi dell’Università di Udine valutano l’esperienza all’estero: il dato cresce rispetto al 2024 ma resta sotto i livelli pre-pandemia.

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Oltre un laureando su tre dell’Università di Udine pensa di trasferirsi all’estero. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio del progetto “Rilevazione continua sui laureandi”, promosso dal Cantiere Friuli e coordinato dal professor Gian Pietro Zaccomer.

Nel 2025 la propensione all’espatrio ha raggiunto il 35,9%, un dato ricavato dall’analisi di quasi 2.900 studenti che hanno presentato domanda di laurea. Il valore segna un lieve aumento rispetto al 35,1% registrato nel 2024, confermando una tendenza che resta significativa.

Nonostante la crescita, il dato rimane ancora distante dai livelli registrati prima della pandemia, quando tra il 2018 e il 2019 la percentuale di studenti intenzionati a lasciare l’Italia superava ampiamente il 40%.

L’indagine fa parte di un monitoraggio avviato nel 2018 che ha già raccolto oltre 25.300 questionari tra laureandi dei corsi triennali, magistrali e a ciclo unico, offrendo un quadro dettagliato delle aspettative e delle prospettive dei giovani che terminano il loro percorso accademico.

Differenze di genere: gli uomini più propensi a partire

Uno degli aspetti più evidenti emersi dallo studio riguarda il divario tra uomini e donne nella propensione all’espatrio.

Secondo i dati raccolti nel 2025, il 41,4% dei laureandi uomini dichiara di voler andare all’estero, mentre tra le laureande la percentuale scende al 31,4%. Si tratta di uno scarto di 10 punti percentuali, il più alto registrato dalla pandemia a oggi.

Negli anni precedenti il divario si era progressivamente ampliato: nel 2018 la differenza era di soli 2,8 punti percentuali, mentre nel 2020 era già salita a 7,5 punti.

Il professor Zaccomer sottolinea come le cause di questo fenomeno siano molteplici. “Le motivazioni del divario di genere sono diverse e vanno ricondotte anche alle attuali instabilità geopolitiche e al loro diverso impatto sulle aspettative degli studenti”, spiega.

Il ruolo dei programmi di mobilità internazionale

Tra i fattori che incidono maggiormente sulla scelta di partire, gli studi condotti negli anni indicano la partecipazione ai programmi di mobilità internazionale, come Erasmus e iniziative analoghe.

Queste esperienze permettono agli studenti di confrontarsi con contesti accademici e lavorativi internazionali, aumentando la probabilità che scelgano di proseguire il proprio percorso fuori dall’Italia.

Proprio per comprendere meglio queste dinamiche, nei prossimi approfondimenti il gruppo di ricerca analizzerà l’andamento delle esperienze di mobilità nelle diverse aree disciplinari dell’Ateneo, con l’obiettivo di individuare quali scenari possano emergere nei prossimi anni.

Un convegno per discutere il futuro del capitale umano

I risultati dell’indagine saranno al centro del convegno “Alla ricerca del capitale umano”, in programma giovedì 12 marzo alle 16.30 nella Sala Tomadini del polo economico-giuridico dell’Università di Udine.

All’incontro parteciperanno rappresentanti del mondo accademico, dell’istruzione e del lavoro, chiamati a confrontarsi sulle dinamiche che alimentano quella che viene definita la “trappola” dello sviluppo del capitale umano in Friuli-Venezia Giulia.

L’obiettivo del dibattito sarà quello di analizzare le cause della mobilità dei giovani laureati e individuare strategie per valorizzare le competenze sul territorio, evitando la perdita di talenti e favorendo nuove opportunità di crescita professionale nella regione.

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