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Fvg, la linea sulle rinnovabili: “No a impianti selvaggi, sì a una transizione condivisa”

Transizione energetica sì, ma senza sacrificare territorio e agricoltura: la Regione Fvg punta su regole chiare e coinvolgimento locale

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L’assessore alla Difesa dell’ambiente ed energia Fabio Scoccimarro
L’assessore alla Difesa dell’ambiente ed energia Fabio Scoccimarro

La transizione energetica rappresenta una priorità per il Friuli-Venezia Giulia, ma deve essere affrontata con equilibrio e visione strategica. Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia Fabio Scoccimarro, intervenendo in Consiglio regionale a Trieste.

Secondo l’esponente della Giunta Fedriga, la Regione crede fermamente nello sviluppo delle energie rinnovabili, ma rifiuta un approccio non coordinato che rischi di trasformarsi in una vera e propria “colonizzazione energetica”. L’obiettivo è evitare che la crescita degli impianti comprometta il paesaggio o sottragga terreno prezioso all’agricoltura.

Stop a impianti senza regole

Scoccimarro ha sottolineato come le nuove norme sulle aree idonee per gli impianti debbano essere applicate rapidamente, ma con un ruolo attivo della Regione. Grazie allo statuto speciale, infatti, il Friuli-Venezia Giulia può individuare ulteriori aree rispetto a quelle stabilite a livello nazionale.

In questo contesto si inserisce la revisione della legge regionale 2 del 2025, attualmente in fase di aggiornamento. L’obiettivo è arrivare all’approvazione entro la fine dell’estate, garantendo certezze normative e riducendo il rischio di speculazioni.

Tutela del paesaggio e del suolo agricolo

Uno dei punti centrali dell’azione regionale riguarda la difesa del territorio. L’individuazione delle nuove aree non sarà basata esclusivamente su parametri numerici legati alla produzione energetica, ma terrà conto di criteri stringenti.

La Regione intende fare da “scudo” per la tutela paesaggistica, ambientale e forestale, con particolare attenzione alla salvaguardia del suolo agricolo. In quest’ottica, il fotovoltaico a terra indiscriminato non rientra nella strategia di sviluppo delineata.

Comuni protagonisti delle scelte

Un ruolo chiave sarà affidato ai territori. La revisione normativa punta infatti a rafforzare il coinvolgimento delle amministrazioni locali, considerate “prime sentinelle” del territorio.

I Comuni dovranno essere parte attiva nella pianificazione, indicando le aree più adatte e quelle da preservare. L’obiettivo è evitare decisioni calate dall’alto, garantendo invece un processo condiviso in cui le comunità locali possano incidere concretamente.

Obiettivi ambientali e sviluppo sostenibile

La Regione Fvg conferma la volontà di contribuire agli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione, ma con un approccio autonomo e regolato. Ogni nuovo impianto dovrà rappresentare un valore aggiunto per il territorio, senza compromettere biodiversità e identità paesaggistica.

Come ha concluso Scoccimarro, la sfida è quella di coniugare innovazione e sostenibilità, difendendo la pianificazione locale e garantendo uno sviluppo energetico realmente compatibile con le caratteristiche del Friuli-Venezia Giulia.

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