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Giro d’Italia, 15 milioni di euro per le strade del Friuli-Venezia Giulia: l’eredità lasciata dalla tappa di Piancavallo

Il Giro d’Italia lascia in Friuli-Venezia Giulia un’eredità concreta: 15 milioni di euro investiti per migliorare la viabilità delle aree montane e pedemontane.

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Il governatore della Regione Massimiliano Fedriga con l'assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante sulla linea del traguardo posta a Piancavallo
Il governatore della Regione Massimiliano Fedriga con l'assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante sulla linea del traguardo posta a Piancavallo

PIANCAVALLO – Il passaggio del Giro d’Italia in Friuli-Venezia Giulia non ha rappresentato soltanto un grande evento sportivo, ma anche un’importante occasione per migliorare le infrastrutture del territorio. In occasione della tappa che ha collegato Gemona del Friuli a Piancavallo, la Regione ha infatti investito circa 15 milioni di euro in lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione della rete viaria.

A sottolinearlo è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, presente all’arrivo della tappa friulana della 109ª edizione della Corsa Rosa, dove ha partecipato anche alla cerimonia di premiazione consegnando il riconoscimento alla maglia bianca Afonso Eulálio.

Strade più sicure nelle aree montane

Secondo Amirante, la preparazione dell’evento ha richiesto un importante lavoro di coordinamento che ha coinvolto numerosi comuni della fascia pedemontana e montana delle province di Udine e Pordenone.

Gli interventi hanno riguardato asfaltature, manutenzioni straordinarie e opere di riqualificazione necessarie per garantire standard adeguati a una manifestazione internazionale come il Giro d’Italia. I lavori hanno interessato sia la rete stradale regionale sia quella gestita dagli Enti di decentramento regionale.

L’assessore ha evidenziato come questi interventi rappresentino un beneficio duraturo per le comunità locali, contribuendo a migliorare la sicurezza e l’efficienza della viabilità in territori che richiedono una costante attività di manutenzione.

Il Giro come motore del cicloturismo

Oltre all’aspetto infrastrutturale, la Regione considera il Giro d’Italia una straordinaria opportunità di promozione per le aree interne del Friuli-Venezia Giulia.

La manifestazione, seguita da milioni di persone in tutto il mondo, offre infatti una vetrina internazionale capace di valorizzare paesaggi, borghi e percorsi naturali. Un ruolo particolarmente importante per lo sviluppo del cicloturismo, settore che negli ultimi anni sta registrando una crescita significativa.

Amirante ha ricordato come diversi amministratori locali abbiano confermato che la mobilità lenta e il turismo su due ruote stanno creando nuove opportunità economiche in territori che in passato hanno sofferto fenomeni di spopolamento.

Investimenti e nuovi percorsi ciclabili

L’assessore ha inoltre richiamato i numerosi riconoscimenti ottenuti dal Friuli-Venezia Giulia nel settore del cicloturismo grazie agli investimenti realizzati negli ultimi anni.

Un contributo importante è arrivato anche dai fondi del Pnrr, che hanno consentito di sviluppare nuovi tracciati ciclabili oggi in fase di completamento. Infrastrutture che andranno ad ampliare ulteriormente l’offerta regionale dedicata agli amanti della bicicletta e del turismo sostenibile.

Un’occasione per valorizzare il Friuli-Venezia Giulia

Per la Regione, il Giro d’Italia rappresenta molto più di una competizione sportiva. È un’occasione per mostrare al grande pubblico le bellezze del territorio e raccontare il percorso di crescita intrapreso sul fronte della mobilità sostenibile, del turismo lento e della valorizzazione delle aree montane.

Un’eredità che, oltre alle emozioni della corsa, lascia ai territori strade rinnovate, infrastrutture più efficienti e nuove prospettive di sviluppo.

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