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Province in Friuli-Venezia Giulia, niente referendum e avanti con la riforma entro maggio

Il Friuli-Venezia Giulia si prepara a ripristinare le Province senza referendum. L’assessore Roberti chiarisce: nessuna consultazione necessaria, poiché non cambiano i confini. Legge regionale attesa entro maggio

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Ripristino delle province in FVG
Ripristino delle province in FVG (© DDW)

Il ripristino delle Province in Friuli-Venezia Giulia non richiederà alcun referendum consultivo. A chiarirlo in Consiglio regionale è stato l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, intervenuto per rispondere a un’interrogazione sul percorso di riforma degli enti di area vasta.

Secondo quanto spiegato, la consultazione delle popolazioni non è necessaria in questa fase, poiché si tratta di reintrodurre circoscrizioni già esistenti e non di crearne di nuove o modificarne i confini.

Quando è previsto il referendum: i casi specifici

Roberti ha precisato che lo Statuto regionale prevede il coinvolgimento dei cittadini solo in situazioni ben definite:

  • modifiche dei confini delle Province;
  • creazione di nuovi enti;
  • cambiamenti nella denominazione.

“In questa fase iniziale – ha sottolineato l’assessore – non si verificano queste condizioni, quindi non è richiesto alcun passaggio referendario”.

L'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti in Consiglio regionale

Autonomie locali Pierpaolo Roberti in Consiglio regionale

Province già operative: continuità amministrativa

Un elemento centrale della posizione della Regione riguarda il fatto che le circoscrizioni provinciali non sono mai scomparse del tutto.

Nel tempo, infatti, hanno continuato a essere utilizzate per diverse funzioni amministrative, sia statali sia regionali. Questo significa che il loro ripristino come enti elettivi non comporta una modifica territoriale, ma rappresenta una formalizzazione istituzionale di un assetto già esistente.

Iter legislativo verso il ripristino entro maggio

La Regione Friuli-Venezia Giulia è ora impegnata a completare l’iter normativo. L’obiettivo è portare la legge regionale alla discussione finale entro il mese di maggio, così da istituire ufficialmente i quattro enti di area vasta elettivi.

Questi enti ricalcheranno i perimetri storici delle Province e manterranno competenze fondamentali, in particolare in materia di edilizia scolastica e viabilità.

Dalla modifica dello Statuto alla nuova governance territoriale

Il percorso di riforma si inserisce in un quadro più ampio. La recente modifica dello Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia, approvata dal Parlamento, ha infatti reintrodotto un livello intermedio di governo tra Regione e Comuni.

La legge regionale in preparazione rappresenta quindi il passaggio attuativo necessario per rendere operativa questa nuova architettura istituzionale.

Una riforma attesa per servizi più efficienti

“In questa fase – ha ribadito Roberti – la priorità è dare attuazione alla riforma prevista dallo Statuto”.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare l’assetto istituzionale regionale e garantire servizi più efficienti ai cittadini, attraverso un livello amministrativo intermedio capace di coordinare meglio le funzioni territoriali.

Si tratta di un percorso definito “complesso ma fondamentale”, atteso da tempo dai territori e destinato a ridisegnare in modo significativo la governance del Friuli-Venezia Giulia.

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