Cronaca & AttualitàPordenone
Rapina, droga e violenze domestiche: arrestato 42enne a Pordenone
42enne arrestato a Pordenone per rapina, traffico di droga e maltrattamenti: sconterà la pena ai domiciliari
Un cumulo di reati commessi tra il 2015 e il 2021 ha portato all’arresto di un 42enne di nazionalità marocchina, ora sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. L’intervento è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Prata di Pordenone, che hanno rintracciato l’uomo in seguito a un provvedimento emesso dall’ufficio esecuzioni penali della Procura di Pordenone.
La misura cautelare è il risultato di condanne diventate irrevocabili, accumulate nel corso degli anni per episodi di diversa natura.
La rapina del 2015
Tra i fatti contestati spicca una rapina commessa nel 2015 all’interno di un esercizio pubblico di Pordenone. In quell’occasione, il 42enne, in stato di alterazione dovuto all’alcol, aveva sottratto con violenza a un cliente la somma di 40 euro, appena vinta alle slot machine.
Un episodio che ha segnato l’inizio di una serie di comportamenti illeciti proseguiti negli anni successivi.
Traffico di droga e altri reati
Nel 2021 l’uomo si è reso protagonista di più episodi legati al traffico di sostanze stupefacenti, avvenuti tra Pordenone e San Vito al Tagliamento. Le attività illecite hanno portato a ulteriori condanne, contribuendo al quadro complessivo che ha determinato l’attuale misura restrittiva.
Violenze e maltrattamenti in famiglia
A completare il profilo giudiziario, anche una serie di atti violenti e maltrattamenti nei confronti della moglie, avvenuti nel periodo compreso tra il 2015 e il 2021. Comportamenti spesso aggravati dall’abuso di alcol, che hanno inciso in modo determinante nella valutazione complessiva della posizione dell’uomo.
La pena da scontare
Il Tribunale di Sorveglianza, nel rideterminare la pena, ha tenuto conto dei periodi già scontati in carcere e in affidamento in prova. Al termine del calcolo, è stato stabilito che il 42enne dovrà espiare un mese e sette giorni di reclusione, da scontare presso la propria abitazione.
Trasferimento ai domiciliari
Dopo le formalità di rito svolte in caserma, i militari dell’Arma hanno accompagnato l’uomo al proprio domicilio, dove resterà ai domiciliari per scontare la pena definitiva.
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