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Inclusione sociale, Regione FVG e Caritas fanno squadra per detenuti e poveri

Rete tra Regione e Caritas per investimenti e nuovi modelli puntano a ridurre la recidiva e contrastare la povertà multidimensionale

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L'incontro a Palmanova con i vertici delle Caritas del Fvg e il presidente della Fondazione Esodo, don Enrico Pajarin
L'incontro a Palmanova con i vertici delle Caritas del Fvg e il presidente della Fondazione Esodo, don Enrico Pajarin

Si rafforza in Friuli-Venezia Giulia il percorso verso un welfare più coordinato ed efficace, grazie alla collaborazione tra Regione e Caritas. Al centro del confronto, avvenuto mercoledì 15 aprile a Palmanova nella sede della Protezione civile, la volontà di mettere a sistema esperienze già esistenti e sviluppare una visione organica degli interventi sociali.

A sottolinearlo è stato l’assessore regionale alle Politiche sociali, Riccardo Riccardi, che ha incontrato i rappresentanti delle Caritas di Udine (don Luigi Gloazzo), Pordenone (Andrea Barachino), Trieste (Giovanni La Manna) e Gorizia (don Paolo Zuttion), insieme al presidente della Fondazione Esodo, don Enrico Pajarin.

Il modello Fondazione Esodo per il reinserimento dei detenuti

Uno dei temi centrali è stato il reinserimento delle persone detenute, affrontato attraverso il modello promosso dalla Fondazione Esodo. Si tratta di un sistema che punta a un accompagnamento globale della persona, sia dentro che fuori dal carcere.

L’obiettivo non è solo il ritorno alla libertà, ma la costruzione di un progetto di vita stabile, attraverso formazione professionale, tirocini lavorativi, soluzioni abitative e percorsi educativi e di autonomia.

I risultati sono significativi: nei percorsi monitorati negli ultimi 15 anni, la recidiva si attesta attorno al 14%, un dato molto inferiore rispetto alla media nazionale. In Friuli-Venezia Giulia la popolazione carceraria conta circa 700 detenuti.

Risorse e strumenti per rafforzare l’inclusione

La Regione intende consolidare questa strategia attraverso una governance più strutturata, coinvolgendo i servizi della giustizia e valorizzando strumenti come la Cassa delle Ammende, che finanzia progetti di inclusione socio-lavorativa.

Confermato anche l’impegno sul progetto AMAES per l’housing sociale, con la consapevolezza che il sostegno abitativo deve essere accompagnato da percorsi educativi personalizzati.

L'incontro a Palmanova

L’incontro a Palmanova

Empori solidali e contrasto alla povertà

Nel confronto con le Caritas è emersa anche la necessità di rafforzare la rete degli empori solidali, strumenti fondamentali per il sostegno alle famiglie in difficoltà.

Riccardi ha evidenziato come la povertà sia oggi un fenomeno multidimensionale, che non riguarda solo l’aspetto economico ma anche salute, istruzione e lavoro.

Per questo motivo, gli interventi devono essere integrati e strutturali, capaci di affrontare le cause profonde del disagio.

Oltre 15 milioni di euro per il welfare regionale

Nonostante dati complessivamente positivi rispetto al resto del Paese, la Regione continua a investire in modo significativo:

  • oltre 6 milioni di euro annui per la grave marginalità
  • 9 milioni di euro dal Fondo sociale regionale per i servizi di inclusione

L’obiettivo è chiaro: superare la frammentazione degli interventi e costruire un sistema coordinato che valorizzi competenze e risorse.

Verso un welfare più coordinato e inclusivo

La collaborazione con le Caritas rappresenta un tassello fondamentale per sviluppare un modello di welfare capace di unire sostegno materiale e accompagnamento relazionale, favorendo l’emancipazione delle persone.

La Regione si impegna ora ad avviare un confronto istituzionale permanente con tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, per rendere sempre più efficace la lotta alla povertà e l’inclusione sociale.

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