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Turismo da record a Trieste nel 2025, superati i 2 milioni di presenze (+11,3%)

Trieste supera i 2 milioni di presenze turistiche nel 2025 con un +11,3%. Crescono crociere luxury, investimenti negli hotel e attenzione a nautica, Carso e commercio locale

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Trieste (© sovoque - unsplash)

Trieste continua a correre e consolida il suo ruolo tra le mete turistiche più dinamiche del Nord Italia. Nel 2025 il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia ha infatti superato la soglia dei 2 milioni di presenze turistiche, registrando un incremento del +11,3% rispetto al 2024. Un risultato definito “esponenziale” dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto al convegno “Il turismo a Trieste: crescita, criticità, opportunità”, promosso dall’associazione Luoghi comuni.

Secondo l’assessore, il trend conferma come Trieste stia vivendo una fase di forte attrattività internazionale, ma evidenzia anche la necessità di pianificare il futuro con una strategia condivisa e strutturata.

“Serve un piano industriale del turismo”

Nel suo intervento, Bini ha sottolineato l’importanza di creare una governance unitaria del settore turistico, coinvolgendo tutti gli attori del territorio.

“Occorre fare sistema tra tutti gli attori coinvolti, condividendo un vero e proprio piano industriale di lungo periodo”, ha dichiarato l’assessore.

L’obiettivo è quello di superare i campanilismi e costruire un’offerta integrata capace di valorizzare sia le attrazioni più conosciute sia le aree ancora meno frequentate. Un equilibrio ritenuto fondamentale anche per preservare l’identità della città e la qualità della vita dei residenti.

“È essenziale tenere insieme la promozione turistica e le esigenze dei cittadini, che contribuiscono in maniera decisiva all’autenticità e all’appeal di Trieste”, ha aggiunto Bini.

Carso e nautica tra le grandi opportunità di sviluppo

Tra i comparti con maggiori margini di crescita, la Regione individua soprattutto il Carso triestino e la nautica. Due settori strategici sui quali il Friuli-Venezia Giulia punta con decisione.

“La nostra è la prima Regione in Italia ad avere un testo unico dedicato alla nautica”, ha ricordato Bini, evidenziando come la normativa regionale preveda incentivi specifici sia per la filiera produttiva sia per la nautica da diporto.

L’idea è quella di ampliare ulteriormente l’offerta esperienziale, intercettando un turismo sempre più orientato verso attività outdoor, sostenibilità e qualità.

L'intervento dell'assessore regionale Sergio Emidio Bini

L’intervento dell’assessore regionale Sergio Emidio Bini

Crociere: meno scali ma più turismo luxury

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del turismo crocieristico, che continua a rappresentare uno degli asset più rilevanti per Trieste.

Nel 2024 il porto ha registrato 131 scali crocieristici, mentre nel 2025 il numero dovrebbe scendere a 125. Una lieve flessione che, secondo l’assessore, non rappresenta un segnale negativo.

“Sta cambiando la tipologia di navi che attraccano a Trieste – ha spiegato Bini – con un aumento delle crociere di fascia luxury e visitatori con maggiore capacità di spesa”.

Una trasformazione che potrebbe generare ricadute economiche ancora più significative sul territorio, soprattutto per il commercio locale, la ristorazione e le produzioni tipiche.

Investimenti su botteghe storiche e commercio locale

Secondo la Regione, il turista moderno è sempre più interessato a esperienze autentiche e prodotti identitari. “Il visitatore cerca eccellenze locali, genuine e tipiche”, ha sottolineato Bini.

Per questo motivo il Friuli-Venezia Giulia sta investendo sul commercio di prossimità attraverso il nuovo Codice regionale del Terziario, con interventi mirati a sostegno di botteghe storiche, negozi di vicinato, locali tradizionali, attività legate all’artigianato e all’enogastronomia.

L’obiettivo è rafforzare il legame tra turismo e tessuto economico locale, valorizzando l’identità triestina.

Nuovi hotel e più capacità ricettiva

Tra le sfide più urgenti emerge quella del potenziamento dell’offerta ricettiva. Per rispondere alla crescente domanda turistica, la Regione ha lanciato nel 2025 un nuovo bando per hotel a 4 stelle, con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro.

“La graduatoria è stata pubblicata recentemente e vede anche a Trieste il finanziamento di un importante progetto privato”, ha ricordato Bini.

Un segnale che conferma come il turismo venga ormai considerato un motore economico strategico per il territorio regionale.

Trieste guarda al futuro del turismo

Le prospettive restano positive anche per i prossimi anni. Secondo l’assessore regionale, la crescita continuerà, ma sarà fondamentale arrivare preparati.

“Bisogna mettere a fattore comune risorse e competenze, puntando su un’offerta sempre più variegata e interconnessa”, ha concluso Bini.

Tra le priorità indicate:

  • servizi di qualità;
  • formazione del personale;
  • aumento della capacità ricettiva;
  • integrazione tra centro città e aree meno conosciute.

Trieste si prepara così a consolidare la sua trasformazione da città di passaggio a vera destinazione turistica internazionale, puntando su qualità, autenticità e sostenibilità.

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