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Fedriga rilancia il “Modello Friuli” nel 50° anniversario del sisma

A Gemona il Consiglio regionale straordinario per il 50° anniversario del terremoto del Friuli. Fedriga rilancia il “Modello Friuli” come esempio di autonomia e responsabilità istituzionale

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Il governatore Massimiliano Fedriga interviene a Gemona
Il governatore Massimiliano Fedriga interviene a Gemona

Cinquant’anni dopo il terremoto che devastò il Friuli, Gemona del Friuli è tornata a essere il simbolo della rinascita e della capacità di ricostruzione del territorio. Nel corso del Consiglio regionale straordinario organizzato ieri 6 maggio al Teatro sociale per commemorare il 50° anniversario del sisma del 1976, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha richiamato il valore storico e politico del cosiddetto “Modello Friuli”, davanti alle più alte cariche dello Stato.

Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri Giancarlo Giorgetti e Luca Ciriani, oltre al presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

«Il terremoto fu una prova di verità per le istituzioni»

Nel suo intervento, Fedriga ha sottolineato come il sisma del 1976 non sia stato soltanto una tragedia naturale, ma anche un momento decisivo per la politica e le istituzioni.

“Questa giornata non è solo memoria, ma un’occasione per disegnare il nostro futuro ricordando i valori di quella lezione”, ha dichiarato il governatore.

Secondo Fedriga, la ricostruzione del Friuli rappresentò una straordinaria assunzione di responsabilità collettiva, capace di mettere in rete Stato, Regione e Comuni in un modello di collaborazione ancora oggi considerato un esempio a livello nazionale.

Il governatore ha evidenziato come il “Modello Friuli” sia nato da una catena istituzionale efficace e vicina ai territori, basata su decisioni rapide e condivise. Un principio che, secondo il presidente della Regione, rimane attuale anche per affrontare le emergenze contemporanee.

L'intervento della premier Meloni

L’intervento della premier Meloni

La lezione del 1976: «Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese»

Uno dei passaggi più significativi del discorso di Fedriga ha riguardato la filosofia che guidò la ricostruzione post terremoto.

“Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”, ha ricordato il governatore, definendo quella scelta una precisa strategia politica e sociale.

L’obiettivo era infatti garantire immediatamente il lavoro, evitare lo spopolamento e permettere alle persone di restare nei propri paesi. Una visione che univa ricostruzione materiale e sviluppo economico, puntando sulle infrastrutture, sulle aree produttive e sul rilancio complessivo del Friuli-Venezia Giulia.

Fedriga ha ribadito che quella capacità di pianificazione trasformò una tragedia in un’occasione di crescita per l’intera regione, contribuendo a renderla moderna, competitiva e strategica per l’economia nazionale.

Autonomia e territori: il messaggio politico di Fedriga

Nel finale del suo intervento, il presidente della Regione ha collegato direttamente l’esperienza della ricostruzione al tema dell’autonomia regionale.

Per Fedriga, il modello nato dopo il sisma dimostra come le decisioni prese vicino ai territori possano essere più efficaci e rapide rispetto a processi centralizzati.

“L’autonomia intesa come responsabilità e come capacità di decidere in prossimità dei territori”, ha affermato il governatore.

Secondo Fedriga, il vero obiettivo non deve essere la concentrazione del potere, ma la distribuzione delle responsabilità, costruendo processi condivisi insieme alle comunità locali.

I sindaci presenziano alla Seduta straordinaria del Consiglio regionale

I sindaci presenziano alla Seduta straordinaria del Consiglio regionale

Mattarella visita la mostra dedicata al terremoto del Friuli

Al termine della seduta straordinaria del Consiglio regionale, Fedriga ha accompagnato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla mostra Friuli 1976 una gran voglia di vivere – Nel segno del Messaggero Veneto, allestita a Palazzo Elti.

L’esposizione, organizzata per gli 80 anni del quotidiano, ripercorre attraverso immagini e testimonianze una delle pagine più drammatiche ma anche più significative della storia del Friuli-Venezia Giulia, raccontando la forza e la determinazione di una comunità capace di rialzarsi dalle macerie.

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