Economia & Lavoro
Donne più brave all’università ma pagate meno: la ricerca shock dell’Università di Udine
Perché le donne laureate guadagnano ancora meno degli uomini nonostante voti universitari più alti?
Le donne ottengono risultati universitari migliori degli uomini, ma una volta entrate nel mondo del lavoro continuano a essere penalizzate sia negli stipendi sia nelle opportunità occupazionali. È il quadro che emerge dalla ricerca “Il mercato del lavoro dei laureati a Udine e in Italia: stato attuale e sfide future”, coordinata da Marco Sartor e presentata nella Torre di Santa Maria a Udine. Lo studio, realizzato dall’Università degli Studi di Udine attraverso l’elaborazione dei dati AlmaLaurea, analizza il periodo compreso tra il 2019 e il 2024.
A Udine quasi equilibrio tra laureati uomini e donne
A livello nazionale, le donne rappresentano ormai la maggioranza dei laureati magistrali. Nel 2024 il 58% delle lauree magistrali è stato conseuito da donne, mentre gli uomini si fermano al 42%.
All’Università di Udine, però, la situazione appare più equilibrata: nel 2024 gli uomini rappresentano il 50,9% dei laureati magistrali, contro il 49,1% delle donne. Secondo Sartor, il dato è legato soprattutto alla forte presenza di corsi tecnico-scientifici, dove gli studenti maschi restano prevalenti.
Negli ultimi anni l’ateneo friulano ha registrato continui cambiamenti: nel 2019 prevalevano gli uomini, nel 2022 le donne e nel 2024 si è tornati quasi alla parità. Una dinamica che, secondo il coordinatore della ricerca, dimostra come il divario di genere possa essere influenzato anche dalle caratteristiche dell’offerta formativa locale.
Le laureate ottengono voti medi più alti
I dati mostrano chiaramente che le studentesse hanno performance universitarie migliori. Le donne risultano infatti più regolari negli studi e raggiungono voti medi più elevati sia a livello nazionale sia all’Università di Udine.
Nel 2024, in Italia, il voto medio finale delle donne è stato pari a 107,8, contro il 106,6 degli uomini. A Udine il divario risulta ancora più marcato: 108,4 per le laureate contro 106,9 per i laureati.
Nonostante i risultati accademici migliori, però, il vantaggio femminile si interrompe al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro.
Il gender gap salariale aumenta con il tempo
Già a un anno dalla laurea emerge una forte differenza negli stipendi. In Italia gli uomini guadagnano mediamente 1.613 euro al mese, mentre le donne si fermano a 1.385 euro.
A Udine il divario risulta ancora più ampio: 1.677 euro mensili per gli uomini contro 1.429 euro per le donne.
Il dato più preoccupante riguarda però l’evoluzione della situazione nel tempo. A cinque anni dalla laurea il gap non diminuisce, ma cresce ulteriormente. In Italia supera i 300 euro mensili, mentre a Udine arriva a 358 euro di differenza.
Secondo Sartor, si tratta di un fenomeno strutturale: il tempo e l’esperienza lavorativa non riducono le disuguaglianze, ma tendono addirittura ad ampliarle.
Nei settori scientifici le differenze sono ancora più forti
La ricerca evidenzia anche forti differenze tra le varie aree disciplinari. Nei settori umanistici il gap retributivo è relativamente contenuto e si aggira attorno ai 49 euro mensili.
Situazione molto diversa nei settori tecnico-scientifici, dove gli stipendi sono più elevati ma cresce anche la distanza tra uomini e donne. In questi ambiti il divario salariale raggiunge infatti i 366 euro al mese.
Secondo la ricerca, proprio nei comparti più qualificati e remunerativi si concentrano le disuguaglianze più marcate.
Più disoccupazione tra le donne laureate
Le difficoltà non riguardano soltanto gli stipendi. A un anno dalla laurea il tasso di disoccupazione femminile è pari al 12,6%, contro l’8,1% degli uomini. Anche dopo cinque anni il dato resta più alto per le donne: 5% contro 3,1%.
Per Sartor il problema resta evidente: il sistema universitario riconosce e premia il merito femminile, ma il mercato del lavoro continua a non valorizzarlo allo stesso modo. I risultati dello studio sono stati presentati durante l’incontro “Employer attractiveness. Esperienze, metodi e strategie”, organizzato dall’Università di Udine insieme ad Aidda, Federmanager, Confindustria Udine e Fondazione Friuli.
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