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Azzanese Softball, trasferte da 10mila euro: la squadra lancia una raccolta fondi per inseguire l’A1
Come può una piccola realtà sportiva sostenere i costi della Serie A2 e continuare a inseguire il sogno dell’A1?
Quarant’anni di attività sportiva non si costruiscono per caso. Dietro alla storia dell’Azzanese Softball ci sono sacrifici, passione e la capacità di crescere stagione dopo stagione fino ad arrivare ai campionati nazionali. Oggi la società di Azzano Decimo milita nel campionato di Serie A2, ma per continuare a competere ad alti livelli si trova a fare i conti con costi sempre più pesanti, soprattutto per le trasferte.
Per questo motivo il club ha deciso di lanciare una raccolta fondi, chiedendo il sostegno della comunità per poter proseguire il proprio cammino sportivo e continuare a inseguire il sogno della promozione in A1.
Una squadra costruita per puntare in alto
La rosa dell’Azzanese è composta da circa 15-16 giocatrici, con nove atlete schierate in campo durante le partite. Gran parte della squadra arriva da Azzano Decimo e dai paesi limitrofi, mentre due giocatrici straniere provengono da Olanda e Repubblica Ceca.
Una scelta tecnica precisa, fatta per aumentare il livello competitivo della squadra e ambire al salto di categoria. L’obiettivo dichiarato della società, infatti, è quello di conquistare la promozione in Serie A1, sfiorata già nella passata stagione.
Il peso delle trasferte nel campionato di Serie A2
A spiegare le difficoltà è la presidente Anita Spadotto, figura storica del softball locale ed ex giocatrice della massima serie italiana. La dirigente segue da decenni le vicende dell’Azzanese e ricorda con orgoglio il passato del club:
“Fino al 2001 è sempre stata in Serie A”.
Nel 2019 Spadotto, insieme a tre allenatori, ha deciso di rilanciare la società con un progetto ambizioso. Oggi però il problema principale riguarda i costi di gestione, aumentati notevolmente con l’inserimento di squadre molto lontane nel girone.
“Le trasferte sono diventate onerose. Pensiamo a Caserta, dove due uscite costano circa 10mila euro. Oppure a Lucca, tra viaggio e pernottamenti”, spiega la presidente. Per contenere le spese la squadra spesso parte alle quattro del mattino e rientra a mezzanotte, ma nelle trasferte più lunghe questo non basta più.
Sponsor difficili da trovare e spese sempre più alte
La società vive quasi esclusivamente grazie alle sponsorizzazioni, fondamentali per affrontare i costi stagionali. Tuttavia trovare nuovi partner economici è sempre più complicato.
“Con i tempi che corrono è difficile trovare sponsor o mantenerli. Bisogna davvero impegnarsi per avere il budget necessario”, racconta Spadotto.
Il softball, inoltre, è uno sport costoso anche dal punto di vista tecnico. Una singola mazza può arrivare a costare 500 euro e una squadra deve averne diverse a disposizione. A queste spese si aggiungono le tasse federali e i costi organizzativi delle partite casalinghe, che possono raggiungere i 420 euro per ogni gara interna.
Per affrontare un campionato con ambizioni di promozione servono ormai oltre 100mila euro.
La raccolta fondi per continuare a sognare
Da qui la decisione di avviare una raccolta fondi online, nata anche grazie al confronto con una squadra di Serie A1 come Forlì.
“Ci hanno consigliato di partire subito, perché oltre a raccogliere fondi è anche un modo per farci conoscere”, spiega la presidente.
La campagna è stata sviluppata insieme al team di Ginger, attraverso un percorso articolato che ha richiesto corsi, valutazioni e la realizzazione di un video professionale di presentazione.
L’obiettivo fissato è di 6.800 euro. Al momento ne sono già stati raccolti 2.567. Parallelamente continua la corsa sul campo, con la convinzione di poter finalmente conquistare quella promozione in A1 soltanto sfiorata lo scorso anno.
“Abbiamo buone sensazioni”, conclude Spadotto.
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