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Fotovoltaico, accumuli e solare termico: impianti per oltre 247mila kW in FVG
Oltre 342 milioni di incentivi per fotovoltaico e solare termico: più di 47mila domande e 44mila famiglie coinvolte. Bandi aperti fino al 15 settembre 2026
Oltre 342 milioni di euro investiti in quattro anni, più di 47mila domande presentate e oltre 44mila famiglie già coinvolte nella produzione di energia pulita. È il bilancio della misura regionale dedicata agli incentivi per fotovoltaico, sistemi di accumulo e solare termico, avviata con la legge regionale del 2023 e destinata a chiudere una fase particolarmente significativa della transizione energetica in Friuli-Venezia Giulia.
A tracciare il quadro è l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, che definisce i risultati raggiunti “straordinari e senza precedenti” per il territorio regionale. I bandi rivolti a persone fisiche, enti ecclesiastici e impianti solari termici resteranno aperti fino al 15 settembre 2026, mentre continuerà anche nel 2027 il canale specifico dedicato ai condomini.
Una misura da 342 milioni per spingere la transizione energetica
La Regione ha sostenuto l’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile attraverso un investimento complessivo superiore a 342 milioni di euro nell’arco di quattro anni. Una cifra che, secondo il bilancio illustrato dall’assessore Amirante, ha consentito di portare nelle case dei cittadini un sostegno concreto alla transizione energetica.
I numeri raccontano la portata dell’intervento: sono state presentate oltre 47mila domande, mentre più di 44mila famiglie hanno già realizzato interventi per produrre energia pulita. Si tratta di un impatto diffuso, che ha interessato abitazioni, territori e comunità locali, contribuendo a ridurre la dipendenza dalle fonti tradizionali e a contenere i costi energetici.
“Oltre 47mila domande presentate e più di 44mila famiglie che hanno già realizzato interventi per produrre energia pulita testimoniano il successo di una misura che ha accompagnato concretamente cittadini e territori nella transizione energetica”, sottolinea Amirante.
Impianti per oltre 247mila kW e accumuli da 435mila kWh
La misura regionale ha prodotto risultati rilevanti anche sul piano tecnico ed energetico. Grazie ai contributi, finora sono stati installati impianti per una potenza complessiva pari a 247.120 kW. A questi si aggiungono sistemi di accumulo per 435.443 kWh e oltre mille impianti solari termici.
Il dato evidenzia non soltanto la forte adesione da parte dei cittadini, ma anche la crescente attenzione verso l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia. Il fotovoltaico, in particolare, si conferma uno degli strumenti principali attraverso cui le famiglie possono ridurre il peso delle bollette e contribuire agli obiettivi ambientali.
Per la Regione, l’intervento ha avuto una ricaduta doppia: da un lato il sostegno diretto ai cittadini, dall’altro il rafforzamento del comparto tecnico e professionale legato alle energie rinnovabili.
Costi coperti fino al 90% per il fotovoltaico e fino al 100% per il solare termico
Uno degli elementi centrali del successo della misura è stata la possibilità di integrare i contributi regionali con gli incentivi nazionali. Questa combinazione ha consentito di arrivare a una copertura molto elevata dei costi sostenuti dalle famiglie.
Secondo quanto ricordato dall’assessore Amirante, il modello ha permesso di coprire fino al 90 per cento dei costi per il fotovoltaico e fino al 100 per cento per il solare termico. Una leva particolarmente efficace, che ha reso accessibili interventi spesso onerosi e ha accelerato la diffusione degli impianti sul territorio.
“Abbiamo sostenuto migliaia di famiglie nell’abbattimento dei costi energetici, favorendo allo stesso tempo la crescita del comparto tecnico e professionale regionale legato alle energie rinnovabili”, evidenzia l’assessore.
Domande fino al 15 settembre 2026
Alla luce dei risultati raggiunti e del progressivo calo delle richieste rispetto alla fase iniziale, la Regione ha fissato al 15 settembre 2026 il termine ultimo per la presentazione delle domande relative ai bandi destinati a persone fisiche, enti ecclesiastici e impianti solari termici.
La scadenza segna quindi la chiusura di una fase della misura, che in questi anni ha rappresentato uno degli strumenti più incisivi per accompagnare la transizione energetica regionale. Fino a quella data sarà ancora possibile presentare domanda nell’ambito dei canali previsti dai bandi in via di chiusura.
La decisione arriva dopo una fase di grande partecipazione, nella quale il Friuli-Venezia Giulia ha registrato numeri importanti sia in termini di richieste sia di interventi effettivamente realizzati.
Resta aperto il bando per i condomini
Diverso il percorso previsto per i condomini, il cui bando resterà aperto anche nel 2027. La Regione considera infatti il patrimonio condominiale una delle principali sfide della rigenerazione energetica, soprattutto nelle aree urbane.
Si tratta di interventi più complessi rispetto a quelli sulle singole abitazioni, sia dal punto di vista tecnico sia da quello decisionale. L’autoconsumo collettivo richiede infatti tempi più lunghi, passaggi assembleari e valutazioni condivise tra più proprietari.
Ad oggi sono stati incentivati circa cento condomini, ma la platea potenziale resta molto ampia. “Abbiamo scelto di mantenere attivo questo canale perché il patrimonio condominiale rappresenta una sfida strategica per l’autoconsumo collettivo e per la rigenerazione energetica delle aree urbane”, afferma Amirante.
Il ruolo del Servizio regionale e il supporto ai cittadini
Nel bilancio dell’assessore trova spazio anche il lavoro amministrativo svolto dal Servizio regionale per le politiche della rigenerazione urbana, chiamato a gestire un volume molto elevato di richieste, pratiche e contatti con i cittadini.
La struttura regionale ha garantito assistenza continua, fornendo oltre 17mila riscontri via mail e un supporto telefonico quotidiano. Un’attività che, secondo Amirante, ha rappresentato un elemento essenziale per accompagnare cittadini e famiglie in tutte le fasi della misura.
“Dietro questi risultati c’è stato uno straordinario impegno amministrativo e organizzativo”, conclude l’assessore, sottolineando come il lavoro degli uffici abbia confermato la vicinanza concreta dell’Amministrazione regionale alle esigenze delle famiglie.
Un bilancio che guarda alla rigenerazione energetica del territorio
Il quadro che emerge è quello di una misura capace di incidere in modo significativo sulla diffusione delle energie rinnovabili in Friuli-Venezia Giulia. L’investimento regionale ha favorito la produzione domestica di energia pulita, sostenuto le famiglie nel contenimento dei costi e contribuito allo sviluppo di una filiera professionale legata agli impianti rinnovabili.
Con la chiusura dei bandi principali fissata al 15 settembre 2026 e il mantenimento del canale dedicato ai condomini, la Regione punta ora a consolidare i risultati raggiunti e ad aprire una nuova fase centrata sull’autoconsumo collettivo e sulla rigenerazione energetica delle aree urbane.
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