Economia & LavoroRegione FVG
IA nelle imprese, da Regione FVG un milione di euro per innovazione e formazione
La Regione Friuli-Venezia Giulia lancia un bando da 1 milione di euro per sostenere micro e piccole imprese e professionisti nell’adozione dell’intelligenza artificiale con contributi fino a 10mila euro
Un milione di euro per aiutare micro e piccole imprese e liberi professionisti a introdurre l’intelligenza artificiale nei propri processi produttivi. È questo l’obiettivo del nuovo bando regionale presentato oggi a Udine dall’assessore alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, una misura che colloca il Friuli-Venezia Giulia tra le prime Regioni italiane ad attivare uno strumento specifico dedicato all’adozione dell’IA nelle realtà produttive di dimensioni più contenute.
L’iniziativa nasce nell’ambito della Legge regionale 19/2025 e rappresenta un primo passo concreto per accompagnare il tessuto economico regionale verso una trasformazione tecnologica che sta già cambiando il modo di lavorare, produrre e organizzare le attività.
Contributi a fondo perduto fino al 75%
Il cuore della misura è rappresentato dal contributo a fondo perduto, che potrà coprire fino al 75% delle spese ammissibili, con un importo massimo di 10mila euro per ciascun beneficiario.
La dotazione finanziaria iniziale per il 2026 ammonta a 1 milione di euro, così suddiviso:
- 700mila euro destinati alle spese di investimento;
- 300mila euro dedicati alle spese correnti.
Le domande potranno essere presentate dalle ore 9 del 10 giugno alle ore 16 del 31 luglio 2026 attraverso il sistema regionale Istanze on line (IOL). L’assegnazione dei contributi avverrà con procedura valutativa a sportello, quindi secondo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Quali spese possono essere finanziate dal bando
Il bando è stato costruito per sostenere concretamente l’ingresso dell’intelligenza artificiale nelle attività quotidiane delle imprese.
Tra le spese ammissibili rientrano:
- acquisto di software e piattaforme basate sull’IA;
- licenze e sistemi digitali intelligenti;
- dispositivi tecnologici dedicati;
- personalizzazione e integrazione delle soluzioni con i sistemi aziendali esistenti;
- servizi di manutenzione e aggiornamento;
- assistenza tecnica specialistica;
- consulenze professionali;
- attività di formazione del personale, purché erogate da enti accreditati dalla Regione.
L’obiettivo è favorire non solo l’acquisto degli strumenti tecnologici, ma anche la crescita delle competenze necessarie per utilizzarli in maniera efficace.
Bini: “L’IA deve essere uno strumento al servizio delle persone”
Nel corso della presentazione, l’assessore Bini ha sottolineato come l’intelligenza artificiale rappresenti ormai una realtà consolidata e non più una prospettiva futura.
“L’intelligenza artificiale è già parte del presente e la Regione vuole accompagnare micro e piccole imprese e liberi professionisti nell’uso di strumenti che possono migliorare organizzazione, processi e competitività”, ha dichiarato l’assessore.
Secondo Bini, il ruolo delle istituzioni deve essere quello di favorire una transizione equilibrata, nella quale la tecnologia resti al servizio dell’uomo e del lavoro.
“L’intelligenza artificiale deve restare uno strumento guidato dalle persone e dal lavoro umano, che è il cuore delle nostre attività produttive. Per questo, accanto agli investimenti, serve formare imprenditori e personale”, ha aggiunto.
Un momento della presentazione del nuovo bando regionale
Un aiuto per il 96% del sistema produttivo regionale
La misura guarda soprattutto alle realtà più piccole, che costituiscono la stragrande maggioranza dell’economia regionale.
Come evidenziato dall’assessore, circa il 96% delle imprese del Friuli-Venezia Giulia è composto da micro e piccole aziende, realtà che spesso incontrano maggiori difficoltà nell’avviare percorsi di innovazione tecnologica rispetto alle grandi imprese.
“Le grandi imprese hanno già avviato percorsi interni legati all’intelligenza artificiale, mentre nelle realtà più piccole pesano ancora timori, costi e difficoltà culturali”, ha spiegato Bini.
Il bando punta quindi a ridurre queste barriere, favorendo l’adozione di strumenti che possono migliorare l’efficienza operativa, automatizzare attività ripetitive e supportare i processi decisionali.
Formazione e competenze al centro della trasformazione
Uno degli aspetti più rilevanti della misura riguarda la formazione. La Regione ritiene infatti che la diffusione dell’intelligenza artificiale debba essere accompagnata da un adeguato sviluppo delle competenze.
“Ogni grande cambiamento genera preoccupazione, come è accaduto in passato con altre trasformazioni tecnologiche. La risposta deve essere il governo del cambiamento: formazione, competenze e accompagnamento degli imprenditori”, ha osservato l’assessore.
L’obiettivo è evitare che l’intelligenza artificiale venga percepita come una minaccia, valorizzandone invece il potenziale come strumento capace di aumentare produttività e competitività senza sostituire il ruolo centrale delle persone.
L’intervento dell’assessore Sergio Emidio Bini durante l’illustrazione della misura regionale dedicata all’intelligenza artificiale nelle Pmi
Possibili nuove risorse se le richieste saranno numerose
La dotazione iniziale di un milione di euro potrebbe non rappresentare il punto di arrivo della misura. La Regione ha infatti già lasciato aperta la possibilità di un rifinanziamento qualora il numero di domande superasse le aspettative.
“Valuteremo la risposta del territorio e, qualora emergesse una domanda superiore alla dotazione iniziale, la Regione potrà rafforzare il canale nelle prossime finestre utili”, ha concluso Bini.
Un segnale che testimonia la volontà di sostenere nel tempo la digitalizzazione del sistema produttivo regionale e di accompagnare le piccole imprese nell’utilizzo delle nuove tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.
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