Cronaca & AttualitàTrieste
Trieste, vietato dare da mangiare agli animali selvatici: multe fino a 900 euro e allarme aviaria
A Trieste vietato dare da mangiare alla fauna selvatica: sanzioni da 150 a 900 euro per tutelare salute e ambiente.
Il Comune di Trieste ha deciso di contrastare con maggiore severità l’abitudine di alimentare la fauna selvatica sul territorio cittadino. Con una nuova ordinanza firmata dal sindaco Roberto Dipiazza, è stato introdotto il divieto assoluto di dare da mangiare agli animali selvatici, prevedendo sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 900 euro. Alla base della decisione ci sono motivazioni legate alla tutela dell’igiene urbana, della salute pubblica e ai recenti casi di influenza aviaria registrati nell’area giuliana.
Il rischio aviaria preoccupa il territorio
Tra le ragioni che hanno portato all’emanazione del provvedimento figura anche la presenza di alcuni episodi di influenza aviaria rilevati negli ultimi mesi. Dopo i casi registrati nell’autunno dello scorso anno, nuovi episodi si sono verificati anche nella primavera del 2026, soprattutto lungo il litorale triestino e nell’area compresa tra Duino, Monfalcone, Grado e le zone limitrofe.
In particolare, sono stati segnalati decessi di alcuni esemplari di cigno, una situazione che ha acceso l’attenzione delle autorità sanitarie. L’avifauna selvatica, infatti, può spostarsi facilmente tra diversi territori, contribuendo alla diffusione del virus anche in aree lontane dai focolai iniziali.
Cosa prevede la nuova ordinanza
L’ordinanza firmata dal primo cittadino stabilisce il divieto di alimentare qualsiasi specie di fauna selvatica, sia in modo diretto sia indiretto. Non sarà quindi consentito distribuire cibo agli animali né lasciare a terra alimenti o scarti alimentari che possano attirare uccelli o altri esemplari selvatici.
Il divieto riguarda specie comunemente presenti in città come piccioni, cornacchie, gabbiani e altri volatili, ma anche altri animali che potrebbero essere attratti dal cibo lasciato negli spazi pubblici.
L’unica eccezione riguarda i cinghiali, per i quali esistono già specifiche disposizioni previste dalla normativa nazionale.
Sanzioni pesanti per i trasgressori
Chi verrà sorpreso a violare l’ordinanza rischierà una sanzione amministrativa compresa tra 150 e 900 euro. Il pagamento in misura ridotta, previsto dalla normativa, sarà pari a 300 euro.
L’amministrazione comunale punta così a scoraggiare una pratica considerata dannosa sotto diversi aspetti. Oltre ai possibili rischi sanitari, infatti, il foraggiamento della fauna selvatica può alterare il comportamento naturale degli animali, favorire la loro concentrazione in determinate aree urbane e generare problemi di decoro e pulizia.
Un intervento per salute e sicurezza
Con questa ordinanza il Comune di Trieste intende rafforzare i controlli sul territorio e sensibilizzare la popolazione sui comportamenti corretti da adottare nei confronti della fauna selvatica. L’obiettivo è quello di ridurre i rischi sanitari, limitare la diffusione di malattie come l’aviaria e garantire una migliore convivenza tra cittadini e animali.
L’invito rivolto ai residenti è quello di evitare qualsiasi forma di alimentazione degli animali selvatici e di contribuire alla tutela dell’ambiente urbano attraverso comportamenti responsabili.
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