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Economia & Lavoro

A giugno in FVG 11.560 assunzioni programmate: il turismo spinge l’estate del lavoro

Estate 2026, imprese del Friuli-Venezia Giulia a caccia di personale, ma resta alto il mismatch: quasi un profilo su due è difficile da reperire

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Lavoro in FVG
Lavoro in FVG (© Redazione / AI)

Nel mese di giugno le imprese del Friuli-Venezia Giulia prevedono 11.560 nuovi ingressi, con una crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare il mercato del lavoro regionale è soprattutto la filiera dell’accoglienza, della ristorazione e dei servizi turistici, mentre resta alta la difficoltà nel trovare personale qualificato.

Turismo protagonista con 3.010 ingressi solo a giugno

L’estate si apre con un segnale positivo per il lavoro in Friuli-Venezia Giulia. Secondo il nuovo Bollettino Excelsior-Unioncamere, elaborato per il territorio dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine, le imprese regionali hanno programmato 11.560 entrate nel mese di giugno 2026.

Nel trimestre giugno-agosto, il fabbisogno complessivo supera quota 30 mila contratti, confermando una domanda di lavoro significativa, soprattutto nei comparti legati alla stagione estiva.

Il dato mensile mostra un aumento di 180 ingressi rispetto a giugno 2025, mentre sul trimestre si registra una lieve contrazione, pari a 520 entrate in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A distinguersi è il comparto turistico: alloggio, ristorazione e servizi turistici concentrano 3.010 ingressi nel mese e 7.980 nel trimestre, con una crescita del 13,6% a giugno e del 4,7% nel periodo giugno-agosto rispetto al 2025.

Servizi in crescita, industria ancora frenata dalla manifattura

Il quadro regionale conferma il ruolo centrale dei servizi. Il settore programma 8.220 entrate a giugno, con un incremento del 5,7% rispetto a giugno 2025, pari a 440 ingressi in più.

Nel trimestre estivo, invece, i servizi prevedono 21.020 entrate, con una leggera diminuzione rispetto allo scorso anno. Il dato resta comunque il più consistente tra i comparti economici regionali.

Più complessa la situazione dell’industria. Le imprese industriali programmano 2.950 entrate a giugno e 7.760 nel trimestre giugno-agosto, ma il confronto con il 2025 resta negativo: -7,8% nel mese e -2% nel trimestre. A pesare è soprattutto la manifattura, ancora esposta alle incertezze dello scenario internazionale.

Le costruzioni, invece, mostrano una sostanziale stabilità nelle assunzioni previste.

Da Pozzo: “Segnale di fiducia per la stagione estiva”

Il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, sottolinea come la crescita del turismo rappresenti un indicatore incoraggiante per l’economia regionale.

Secondo Da Pozzo, la concentrazione di ingressi nella filiera dell’accoglienza è “un segnale di fiducia” per la stagione estiva appena avviata. Il presidente richiama però anche il peso del contesto internazionale, che continua a condizionare in particolare la manifattura e, indirettamente, tutti i settori attraverso l’aumento dei costi di logistica ed energia.

L’auspicio è che le tensioni globali possano attenuarsi, anche se le situazioni di conflitto degli ultimi mesi continuano a creare un clima di incertezza per le imprese.

Il nodo del mismatch, quasi un profilo su due è difficile da trovare

Accanto alla crescita della domanda di lavoro, resta forte il problema del mismatch tra domanda e offerta. A giugno, le imprese del Friuli-Venezia Giulia dichiarano difficoltà nel reperire il 49,6% dei profili ricercati.

Il dato conferma una criticità ormai strutturale: molte aziende hanno bisogno di personale, ma faticano a trovare candidati con competenze adeguate, disponibilità immediata o esperienza specifica.

Le figure più difficili da reperire sono soprattutto quelle ad alta specializzazione. Tra queste spiccano i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni, con una difficoltà di reperimento pari al 76,1%, e i profili qualificati nei servizi sanitari e sociali, che raggiungono l’82,6%.

Tra gli operai, una delle categorie più problematiche è quella degli specializzati nelle rifiniture delle costruzioni, difficili da trovare nell’81,8% dei casi.

Paoletti: “Servono formazione e salari per trattenere i giovani”

Sul tema della carenza di professionalità interviene anche Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia e vicepresidente vicario di Unioncamere.

Paoletti evidenzia la necessità di un intervento deciso su formazione e salari, due elementi considerati fondamentali per trattenere le competenze in Italia e offrire prospettive concrete ai giovani dopo gli studi.

Il richiamo arriva anche alla luce della recente conferenza nazionale delle Camere di Commercio italiane a Capaccio Paestum, dove sono stati messi al centro i temi dell’Europa, dei giovani e dell’indipendenza produttiva in settori strategici.

Secondo Paoletti, per sostenere imprese e lavoratori serve anche un’Europa più semplice e meno appesantita dalla burocrazia, in grado di favorire competitività, investimenti e percorsi formativi più aderenti alle trasformazioni del mercato.

Giovani e lavoratori immigrati: le quote previste dalle imprese

Le opportunità per i giovani restano diffuse. Il 36% delle assunzioni programmate dalle imprese regionali interesserà candidati fino a 29 anni, una quota significativa soprattutto nei servizi, nel turismo e nei profili operativi richiesti dalla stagione estiva.

Per una quota pari al 25%, le imprese prevedono inoltre di assumere personale immigrato, confermando il contributo importante dei lavoratori stranieri in diversi settori produttivi e nei servizi.

Nel settore primario, infine, le assunzioni programmate sono 380 a giugno e 1.290 nel trimestre, numeri più contenuti rispetto a industria e servizi ma comunque rilevanti nel quadro complessivo del fabbisogno regionale.

Un mercato dinamico, ma con competenze da rafforzare

Il nuovo quadro Excelsior mostra dunque un Friuli-Venezia Giulia con una domanda di lavoro ancora vivace, spinta dalla partenza della stagione turistica e dalla tenuta dei servizi.

La crescita del comparto dell’accoglienza offre una prospettiva positiva per l’estate, ma il mercato resta attraversato da due nodi principali: da un lato le incertezze internazionali che frenano la manifattura, dall’altro la difficoltà strutturale nel reperire figure qualificate.

La sfida, per imprese, istituzioni e sistema formativo, sarà trasformare la domanda di lavoro in occupazione stabile e qualificata, riducendo il divario tra competenze richieste e profili disponibili.

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