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King Velliscig cala gli assi: il jazz ribelle di Udin&jazz incendia la città

La 36a edizione del festival stringe le mani al mondo al grido di “Stay Human”: dal ritorno di Pat Metheny al mito di Miles Davis con Marcus Miller, sedici giorni di note sacre e profane

Massi Boscarol

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Marcus Miller: l'omaggio a Miles con la sua super band sarà il fulcro di quest'edizione

UDINE – Chiudete le macchine, spegnete i computer, restituite i passaporti alla realtà. L’armata di King Velliscig ha riacceso i motori, ha lucidato gli ottoni e ha deciso che è tempo di tornare umani. Trentasei edizioni e non sentirle, trentasei anni passati a giocare a scacchi con le mode e con il tempo, vincendo sempre. Il sovrano assoluto del jazz friulano – quel Giancarlo Velliscig con cui noi, da cronisti sfrontati ed un po’ improbabili, giochiamo da una vita una partita di cinica e affettuosa complicità – ha lanciato il suo nuovo editto. Niente algoritmi, niente gabbie virtuali. Il manifesto di quest’anno è un ordine perentorio and just a little demagogico: Stay Human. Un viaggio dal 2 al 18 luglio che trasformerà Udine in una trincea di note libere, un palcoscenico diffuso contro l’odio, le guerre e la finzione. Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, la macchina da pace di Euritmica è pronta a invadere ancora una volta il capoluogo del Friuli. 

Il via è un battito di ciglia che vale una stagione. Il 2 luglio, l’anteprima al Castello di Udine porta la firma di un vecchio complice del festival: Pat Metheny. Il profeta delle chitarre (perchè sul palco ne porta a decine) torna a casa per presentare in prima nazionale il suo laboratorio creativo “Side-Eye III+”, un match generazionale tra la sua leggenda griffe e quattro giovani talenti che non hanno paura di guardarlo negli occhi. Prima, alle 19.00 in Corte Morpurgo, il Kormôr Jazz Collective scalderà l’aria ricordando a tutti da dove viene il sangue del jazz udinese.

Ma l’estate è lunga e morde gambe ed orecchie. Il 15 luglio il tempo si ferma per l’anniversario dei cento anni dalla nascita di Miles Davis. E chi poteva chiamare King Velliscig se non l’uomo che con Miles ha riscritto le regole del gioco? Marcus Miller sale al Castello con la superband di “We Want Miles!” per l’unica data del Norditalia. Insieme a lui, mostri sacri del calibro di Mike Stern, Bill Evans e Mino Cinelu per soffiare sul fuoco di Tutu e Amandla. Un rito pagano che si unisce alla mostra di Pordenone con uno scambio di biglietti che è già un patto di sangue tra appassionati.

E poi la geografia si spacca, diventa itinerante, esonda. Il 14 luglio il festival sbarca all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro per il ritorno del genio folle e polistrumentista Jacob Collier, sette Grammy in tasca e la voglia di stupire ancora una volta l’Italia sposando la monumentale Naonis Orchestra diretta da Valter Sivilotti. Tre date sole in tutto il Paese, e una è nostra.

Non basta? Sabato 11 luglio il Castello si tinge di nero con una notte black da togliere il fiato: il blues ancestrale e maliano di Baba Sissoko apre le danze, prima di lasciare il palco alle vibrazioni incendiarie del basso di Nik West, l’uragano funk che faceva impazzire Prince. E a proposito del folletto di Minneapolis, il 17 luglio è il turno del basso sperimentale, virale e cinico di MonoNeon, preceduto dal calore latin jazz della Ocho Rios sotto la Loggia del Lionello.

In mezzo, la parata delle stelle italiane: il 10 luglio si apre al Parco Moretti con il grido di pace del Francesco Bearzatti Double Quartet, per poi correre ai Giardini Loris Fortuna ad ascoltare la chitarra fulminante di Matteo Mancuso, un fulmine hard prestato alle sonorità calde del blues. Ci saranno i tributi a Joni Mitchell con Lorena Favot, le visioni continentali di Kurt Rosenwinkel, la Spili Young Jazz Band con i tedeschi di The Dorf, e i Pink Floyd primordiali riletti dal Danilo Gallo Trio. E ancora Buster Keaton sonorizzato dalla Zerorchestra, il samba di Denise Dantas, le lezioni di Roberto Ottaviano, Antonio Forcione e i “Dialoghi” finali tra Marco Bianchi e U.T. Gandhi.

La festa si chiuderà il 18 luglio in Corte Morpurgo, consegnando le chiavi della città alla pluripremiata Frost Jazz Orchestra di Miami. Un titano americano per l’ultimo brindisi. Per i più impazienti, i martedì di giugno allo Spazio 35 offrono già le “Pillole di Jazz” di Flaviano Bosco con il Bizzarre Trio, il Desert Trio e Francesca Bertazzo.

Abbonamenti già aperti con maglietta ufficiale in omaggio, sconti per gli under 26. E allora… Udine: alza le mani, applaudi e – nel caso – rimani umana.

Programma completo e biglietti su: Euritmica

Pat Metheny in castello, una delle date più attese dell’edizione

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