Cronaca & Attualità
Bambini sempre più esposti a smartphone e tablet: in Fvg scatta la mobilitazione di sanitari e scuole
Custodi Digitali Fvg, boom di adesioni al progetto regionale per prevenire l’abuso di smartphone e tablet nei bambini
La crescente esposizione di neonati e bambini molto piccoli a smartphone e tablet viene ormai considerata una vera emergenza da numerosi professionisti della salute. Per affrontare questo fenomeno, il Friuli-Venezia Giulia ha lanciato la prima edizione di “Custodi Digitali Fvg”, un progetto pilota promosso da Mec (Media Educazione Comunità) che punta a costruire una rete di prevenzione e sensibilizzazione sul benessere digitale fin dai primi mesi di vita.
Adesioni oltre le aspettative
L’iniziativa ha registrato un successo immediato. In appena una settimana, si sono iscritti al percorso formativo oltre 400 professionisti della sanità, tra infermieri, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, medici della prevenzione e psicologi, sia ospedalieri sia dei consultori. Il corso, erogato in modalità asincrona, consente di ottenere 12 crediti Ecm.
Accanto al personale sanitario hanno aderito anche 70 coordinatori pedagogici dei servizi educativi 0-6 anni, dando vita a una collaborazione considerata strategica tra il mondo della salute e quello dell’educazione. Il progetto coinvolge tutte le aziende sanitarie regionali – Asugi, Asufc e Asfo – con la supervisione scientifica dell’Irccs Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste.
Il ruolo delle ostetriche e la prevenzione prima della nascita
Uno degli aspetti più innovativi del modello sviluppato in Friuli-Venezia Giulia riguarda la prevenzione primaria, che inizia ancora prima della nascita del bambino.
Accanto ai pediatri di libera scelta, già protagonisti del progetto, sono state coinvolte anche le ostetriche, con una sperimentazione già avviata nell’Asfo. L’obiettivo è fornire una formazione specifica sull’educazione digitale affinché, nei corsi preparto, venga inserito stabilmente un modulo dedicato all’uso consapevole delle tecnologie.
In questo modo, i futuri genitori potranno ricevere informazioni e indicazioni sul benessere digitale dei figli ancora prima della nascita, un approccio che viene presentato come una novità assoluta a livello nazionale.
Un ecosistema che coinvolge famiglie, scuola e sanità
Il progetto “Custodi Digitali Fvg” si sviluppa attraverso diversi strumenti e azioni coordinate.
Tra questi figurano i bilanci di salute pediatrici, durante i quali verranno distribuiti nuovi materiali informativi dedicati alle famiglie. Per raggiungere il maggior numero possibile di persone, le schede sono state tradotte anche in bengalese, urdu e francese.
Parallelamente, dopo l’adesione dei coordinatori pedagogici, è in fase di progettazione un ampio percorso formativo destinato al personale educativo dei nidi e delle scuole dell’infanzia. L’iniziativa potrebbe coinvolgere fino a 7mila tra insegnanti, educatori ed educatrici operanti sul territorio regionale.
Un altro filone di lavoro riguarda la realizzazione di ambulatori “Screen-Free”, attraverso una revisione della comunicazione visiva negli ospedali e nelle sale d’attesa. Tavoli tecnici dedicati stanno studiando cartellonistica e materiali informativi pensati per trasmettere messaggi immediati e comprensibili ai genitori.
L’allarme degli operatori sanitari
Secondo Maria Lipone, coordinatrice di Custodi Digitali Fvg, il numero elevato di adesioni conferma l’esistenza di un problema diffuso e percepito da chi lavora quotidianamente con bambini e famiglie.
“Le adesioni, molto più alte delle aspettative, sono l’indice chiaro che queste formazioni rispondono a un bisogno reale e urgente, a una vera e propria emergenza”, ha dichiarato Lipone. La coordinatrice sottolinea come gli operatori segnalino frequentemente situazioni di sovraesposizione agli schermi anche nei bambini più piccoli, non soltanto nelle sale d’attesa, ma persino durante le visite mediche.
Per i promotori del progetto, il forte coinvolgimento di professionisti, educatori e istituzioni rappresenta il segnale di una crescente consapevolezza collettiva sulla necessità di accompagnare le famiglie verso un utilizzo più equilibrato e responsabile delle tecnologie digitali fin dalla prima infanzia.
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