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Banca d’Italia promuove il Friuli-Venezia Giulia, crescita sopra la media nazionale

Il report della Banca d’Italia presentato a Udine conferma la crescita virtuosa del Friuli-Venezia Giulia, sopra la media nazionale su Pil, occupazione, turismo, investimenti ed export

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L'assessore regionale Barbara Zilli alla presentazione del rapporto della Banca d'Italia sull'economia del FVG
L'assessore regionale Barbara Zilli alla presentazione del rapporto della Banca d'Italia sull'economia del FVG

Il Friuli-Venezia Giulia si conferma una regione economicamente solida, capace di crescere più della media nazionale e di mantenere un profilo virtuoso su alcuni degli indicatori chiave dello sviluppo. È quanto emerge dal report della Banca d’Italia “Economie regionali. L’economia del Friuli-Venezia Giulia”, presentato ieri, martedì 16 giugno, a Udine, nella sede di Palazzo Antonini Stringher.

Alla presentazione è intervenuta anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha sottolineato come il rapporto confermi un quadro positivo per il territorio regionale, in particolare sul fronte del Prodotto interno lordo, dell’occupazione, del turismo e degli investimenti locali.

Secondo l’esponente della Giunta regionale, il documento di Banca d’Italia rappresenta un ulteriore elemento di conferma della capacità del Friuli-Venezia Giulia di muoversi con solidità in una fase economica ancora segnata da incertezze internazionali, costi elevati e tensioni sui mercati.

Zilli: “Crescita virtuosa rispetto alla media nazionale”

“Il rapporto della Banca d’Italia conferma per il Friuli-Venezia Giulia un dato di crescita virtuoso rispetto alla media nazionale, secondo indicatori molteplici che riguardano il Pil, l’occupazione, il turismo e gli investimenti locali”, ha dichiarato Zilli nel corso dell’incontro.

L’assessore ha collegato il quadro tracciato dal rapporto anche ad altri segnali positivi arrivati negli ultimi giorni, richiamando la valutazione favorevole di Fitch Ratings e il parere unanime espresso ieri mattina dal Consiglio delle autonomie locali sulla manovra di assestamento estiva.

Il riferimento è a un contesto nel quale la Regione punta a rafforzare la propria capacità di investimento, sostenendo allo stesso tempo il sistema produttivo e i settori più esposti alle trasformazioni economiche in corso.

Investimenti, imprese e agricoltura al centro della strategia regionale

Nel suo intervento Zilli ha indicato le principali leve sulle quali l’Amministrazione regionale intende continuare a lavorare. Tra queste figurano gli investimenti come motore di sviluppo, il sostegno al sistema produttivo, la liquidità per le imprese e per il comparto agricolo, l’utilizzo dei fondi di rotazione e il rafforzamento delle linee finanziarie dedicate ai confidi.

La strategia regionale punta quindi a mantenere alta la capacità di risposta del territorio, con strumenti in grado di accompagnare aziende, filiere produttive e agricoltura in una fase in cui l’accesso al credito e la disponibilità di liquidità restano fattori decisivi per la competitività.

Particolare attenzione è stata riservata anche alle misure contenute nell’assestamento di bilancio. L’assessore ha ricordato l’iniezione di 8 milioni di euro destinata al trasferimento tecnologico e all’innovazione della filiera produttiva degli elettrodomestici, un comparto strategico per l’economia regionale.

Una manovra da 50 milioni per le attività produttive e 40 per l’agricoltura

Il quadro degli interventi regionali illustrato da Zilli comprende un sistema di misure che vale complessivamente 50 milioni di euro per le attività produttive e 40 milioni di euro per l’agricoltura.

Si tratta di risorse che la Regione intende utilizzare per sostenere il tessuto economico locale, favorire l’innovazione, rafforzare la competitività delle imprese e garantire strumenti finanziari adeguati a chi opera nei settori più esposti alle difficoltà del mercato.

“Attraverso una forte valorizzazione dei rapporti con il sistema bancario – ha aggiunto Zilli – riusciamo a garantire in tempi celeri liquidità a tassi più bassi rispetto al mercato. Questo è un valore del nostro sistema regionale”.

Il rapporto tra istituzioni e mondo bancario viene quindi indicato come uno degli elementi chiave per rendere più efficace l’azione pubblica, soprattutto quando si tratta di assicurare alle imprese risorse disponibili in tempi rapidi.

Export e turismo confermati motori dell’economia regionale

Dal report della Banca d’Italia emerge anche il peso di due settori fondamentali per il Friuli-Venezia Giulia: export e turismo. Due ambiti che continuano a rappresentare un traino per la crescita regionale e che confermano la capacità del territorio di valorizzare tanto la propria vocazione produttiva quanto il proprio patrimonio naturale, culturale e paesaggistico.

L’export resta una componente essenziale per molte imprese regionali, inserite in filiere internazionali e chiamate a misurarsi con mercati complessi. Allo stesso tempo, il turismo continua a mostrare margini di sviluppo significativi, grazie a un’offerta diversificata e concentrata in un territorio relativamente ristretto.

Zilli ha richiamato in particolare la varietà dell’offerta turistica regionale, che spazia dalla vacanza per le famiglie al turismo lento, dai siti naturali ai luoghi di interesse storico e archeologico.

Dalle Dolomiti all’Adriatico, il vantaggio competitivo del FVG

Uno dei punti di forza evidenziati dall’assessore riguarda la capacità del Friuli-Venezia Giulia di proporre esperienze molto diverse tra loro in un’area geografica compatta. “In un raggio ristretto il Friuli-Venezia Giulia offre dalle Dolomiti al mare Adriatico: un vantaggio distintivo della nostra regione”, ha concluso Zilli.

Il turismo viene così letto non solo come comparto economico in crescita, ma anche come leva di sviluppo territoriale, capace di collegare costa, montagna, città d’arte, aree rurali e percorsi legati alla storia e alla cultura.

Il report della Banca d’Italia, presentato ieri a Udine, si inserisce dunque in un momento in cui la Regione rivendica una traiettoria positiva e punta a consolidare gli strumenti di sostegno alla crescita. La sfida, ora, sarà trasformare questi indicatori favorevoli in sviluppo stabile, investimenti duraturi e nuove opportunità per imprese, lavoratori e territori.

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