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Artegna pronta ad ospitare il Campionato italiano Gravel

L’11 luglio Artegna ospiterà il campionato italiano Gravel, dedicato a Enzo Cainero. La gara attraverserà i Comuni segnati dal terremoto del 1976, unendo sport, memoria e territorio

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L'intervento dell'assessore Barbara Zilli alla presentazione del campionato italiano Gravel di Artegna del prossimo 11 luglio
L'intervento dell'assessore Barbara Zilli alla presentazione del campionato italiano Gravel di Artegna del prossimo 11 luglio

Artegna si prepara a diventare capitale italiana del Gravel. Sabato 11 luglio la località pedemontana ospiterà il campionato italiano Gravel, una delle manifestazioni ciclistiche più attese della stagione, capace di unire agonismo, paesaggio, turismo lento e memoria collettiva.

L’evento è stato presentato ieri, 18 giugno, ad Artegna, alla presenza dell’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha evidenziato il valore sportivo e simbolico della rassegna. La competizione, giunta alla sua quinta edizione, sarà infatti intitolata a Enzo Cainero, figura centrale nella storia del ciclismo friulano e nazionale, e attraverserà alcuni dei territori più profondamente segnati dal terremoto del Friuli del 1976.

La manifestazione è organizzata dalla DP66 Pinarello Race Academy, realtà guidata da Daniele Pontoni, e potrà contare su un finanziamento regionale di 65mila euro.

Una gara tra colline friulane e Prealpi Giulie

Il percorso del Tricolore Gravel valorizzerà un’area particolarmente adatta a questa disciplina, sempre più praticata e seguita anche in Italia. Il tracciato si snoderà tra colline friulane, sterrati, borghi e scenari naturali delle Prealpi Giulie, offrendo agli atleti una prova tecnica e suggestiva.

I concorrenti affronteranno inizialmente un giro di lancio di 13,5 chilometri, seguito da un anello di 37,5 chilometri da ripetere più volte in base alla categoria di appartenenza. Il percorso toccherà i Comuni di Artegna, Gemona, Magnano in Riviera, Montenars e Buja, territori che custodiscono una forte identità ciclistica, paesaggistica e storica.

La scelta di questo tracciato non è casuale: il Gravel, disciplina che unisce strada e sterrato, fatica e scoperta, competizione e rapporto diretto con l’ambiente, trova in quest’area del Friuli un palcoscenico naturale ideale.

Il ricordo di Enzo Cainero

Uno degli elementi più significativi dell’edizione 2026 è la dedica a Enzo Cainero, manager sportivo e grande protagonista della promozione del ciclismo in Friuli. Il suo nome resta legato alla capacità di portare grandi eventi sul territorio, trasformando salite, borghi e strade friulane in luoghi riconosciuti dagli appassionati di ciclismo.

«Ospitare quest’anno ad Artegna il campionato italiano Gravel è per noi motivo di grande orgoglio per il Friuli e per l’intera regione», ha dichiarato l’assessore Barbara Zilli, sottolineando come il territorio si presti «come palcoscenico naturale perfetto per questa disciplina».

Per Zilli, intitolare la rassegna a Cainero significa dare continuità a una visione: quella di uno sport capace di guardare avanti, creare comunità e promuovere il territorio. «Se oggi il Friuli è terra di grande ciclismo, lo dobbiamo alla sua capacità di vedere oltre, di tracciare strade dove altri vedevano solo salite impossibili», ha affermato l’assessore.

Sport, memoria e identità locale

Il Tricolore Gravel di Artegna non sarà soltanto una manifestazione sportiva. La gara assumerà anche un forte valore civile e identitario, perché attraverserà luoghi simbolo della rinascita friulana dopo il sisma del 1976.

Nel 2026 ricorre infatti il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, una tragedia che segnò profondamente comunità, famiglie e territori, ma che divenne anche simbolo di ricostruzione, dignità e coesione.

«Attraverso lo sport onoriamo la memoria delle vittime e il dolore di quei giorni e mostriamo come queste comunità si siano rialzate», ha dichiarato Zilli. L’assessore ha ricordato che il Friuli non ha soltanto ricostruito case, fabbriche e chiese, ma ha saputo preservare anche un patrimonio naturalistico oggi riconosciuto come risorsa per la qualità della vita, il turismo sostenibile e le attività outdoor.

Il Gravel come volano per turismo lento e territorio

La manifestazione rappresenta anche un’opportunità di promozione per il territorio. Il Gravel è una disciplina in forte crescita perché interpreta una nuova idea di ciclismo: meno legata soltanto alla prestazione e più vicina alla scoperta dei luoghi, alla sostenibilità e al contatto con la natura.

In questo senso, il campionato italiano ad Artegna potrà portare nel cuore del Friuli atleti, accompagnatori, famiglie e appassionati, generando ricadute positive per le comunità locali e per il sistema dell’accoglienza.

Il passaggio nei Comuni di Artegna, Gemona, Magnano in Riviera, Montenars e Buja permetterà di raccontare un Friuli autentico, fatto di paesaggi verdi, strade secondarie, memoria storica e vocazione sportiva.

L’impegno della DP66 e il ruolo dei giovani

Durante la presentazione, l’assessore Zilli ha ringraziato la società organizzatrice, evidenziando in particolare il lavoro della DP66 Pinarello Race Academy nel promuovere la pratica sportiva e nel sostenere la crescita dei giovani talenti.

L’impegno educativo verso le nuove generazioni è uno degli aspetti centrali della manifestazione. Il ciclismo, e in particolare una disciplina come il Gravel, può diventare strumento di formazione, rispetto delle regole, conoscenza del territorio e valorizzazione dell’ambiente.

Artegna pronta ad accogliere il Tricolore Gravel

L’appuntamento dell’11 luglio ad Artegna si annuncia dunque come una giornata di grande sport, ma anche come un momento di partecipazione collettiva. Il campionato italiano Gravel porterà nel Friuli collinare una vetrina nazionale, inserendo la competizione in un racconto più ampio: quello di una terra che ha saputo rialzarsi, custodire la propria memoria e trasformare il paesaggio in una risorsa per il futuro.

«Saremo felici di accogliere qui gli atleti, i giovani, gli appassionati e le loro famiglie», ha concluso Zilli, auspicando che l’evento possa rappresentare «un’occasione di sport e memoria con uno sguardo al futuro».

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