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Adunata Alpini del Triveneto a Gemona, successo oltre le attese nel segno del sisma del 1976
Gemona ha chiuso l’Adunata degli Alpini del Triveneto con migliaia di presenze, il monumento ai 15mila volontari Ana della ricostruzione e il ricordo del sisma del 1976
Gemona del Friuli ha vissuto tre giorni di memoria, orgoglio e partecipazione collettiva. L’Adunata degli Alpini del Triveneto, svoltasi dal 19 al 21 giugno, si è conclusa ieri con un bilancio definito superiore a ogni aspettativa: migliaia di Penne Nere sono arrivate non solo dal Triveneto, ma anche da altre regioni italiane e dalle sezioni estere, trasformando la città simbolo della ricostruzione friulana in un grande luogo di incontro, riconoscenza e fratellanza.
Nel giorno successivo alla chiusura della manifestazione, resta forte l’immagine di un territorio che, a quasi mezzo secolo dal terremoto del 1976, ha voluto rendere omaggio a chi fu protagonista delle fasi più difficili dell’emergenza e della rinascita. Un legame, quello tra il Friuli-Venezia Giulia e gli Alpini, che l’Adunata ha riportato al centro con forza, anche grazie alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella giornata conclusiva.
Un fiume di Penne Nere nel cuore del Friuli terremotato
La manifestazione ha avuto un valore particolare perché inserita nel percorso verso il 50° anniversario del sisma del 1976, una ferita che ha segnato in profondità il Friuli ma che ha anche mostrato al Paese la capacità di una comunità di rialzarsi.
A Gemona, uno dei luoghi più colpiti dal terremoto, gli Alpini sono tornati come parte viva di quella memoria. Proprio qui, nel 1976, operarono i cantieri e si svolsero molti interventi portati avanti dalle Penne Nere per sostenere la popolazione e contribuire alla ricostruzione.
L’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, intervenuta in rappresentanza della Regione, ha sottolineato come l’Adunata sia stata un momento di profondo significato per Gemona, per il Friuli e per l’intera comunità regionale. La partecipazione di migliaia di Alpini, ha evidenziato, ha rappresentato un motivo di orgoglio e un’occasione per rinsaldare un rapporto storico e indissolubile.
L’assessore Barbara Zilli assieme al sindaco Roberto Revelant
Il monumento ai 15mila volontari Ana della ricostruzione
Uno dei momenti più intensi della tre giorni è stato lo scoprimento del monumento dedicato ai 15mila volontari dell’Associazione nazionale alpini che, dopo il terremoto del 1976, accorsero in Friuli per soccorrere la popolazione e contribuire alla ricostruzione.
L’opera, realizzata dal maestro Giovanni Basso, è stata inaugurata durante una cerimonia carica di significato. La statua è stata descritta come un simbolo del lavoro, del sacrificio e della volontà di crescita, rappresentata dall’alpino che sale verso l’alto: un’immagine plastica della rinascita friulana e della forza di una comunità che non si è arresa.
Durante la cerimonia sono stati ricordati anche il presidente dell’Ana dell’epoca, Franco Bertagnolli, il sindaco di Gemona del 1976, Ivano Benvenuti, e il comandante della Julia di allora, generale di brigata Giovanni De Acutis. Presenti, tra le autorità, il sindaco di Gemona Roberto Revelant e il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini.
Lo scoprimento del monumento
Il ricordo dei cantieri e delle 63 sezioni Ana
La memoria della ricostruzione è stata al centro anche dell’appuntamento serale al Cinema Teatro Sociale, dove sono state conferite le medaglie-ricordo ai presidenti delle 63 sezioni Ana che, in occasione del terremoto del 1976, parteciparono ai cantieri della rinascita.
La serata ha visto anche l’esibizione del coro dei Congedati della Julia e la proiezione di filmati legati a quei giorni difficili. Un passaggio che ha permesso di trasformare il ricordo in testimonianza pubblica, restituendo valore non solo all’impegno degli Alpini, ma anche alla capacità del Friuli di ricostruire comunità, paesi, case e identità.
Zilli: “Un legame profondo tra friulani e Alpini”
L’assessore Barbara Zilli ha parlato di un sentimento che continua a dimostrarsi estremamente solido, sostenuto anche dai tanti giovani che si riconoscono nei valori alpini. Secondo la rappresentante della Giunta regionale, il messaggio più importante dell’Adunata è proprio la necessità di tramandare e coinvolgere le nuove generazioni, evitando che la memoria resti ferma o confinata alle celebrazioni.
Il richiamo è stato anche all’insegnamento dell’onorevole Giuseppe Zamberletti, figura centrale nella storia della Protezione civile italiana: non attendere, ma agire, trasmettere valori e rendere le comunità protagoniste. È questo, secondo Zilli, il significato più profondo del monumento inaugurato a Gemona.
L’assessore Barbara Zilli assieme ad alcuni rappresentanti dei Comuni Fvg
La presenza di Giorgia Meloni e il successo della manifestazione
La giornata conclusiva dell’Adunata ha visto la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, una presenza che ha dato ulteriore rilievo istituzionale alla manifestazione. Per la Regione, la presenza della premier ha onorato il territorio e l’intero evento, confermando la centralità di Gemona e del Friuli nella memoria nazionale legata al terremoto del 1976.
Al termine dell’Adunata, Zilli ha rimarcato il grande valore degli Alpini e l’eccellenza organizzativa dimostrata dalla sezione Ana di Gemona, guidata dal presidente Ivo Del Negro, custode di una storia lunga cent’anni. L’affluenza, superiore alle previsioni, ha confermato la forza di una manifestazione capace di richiamare partecipanti da tutta Italia e dall’estero.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul palco delle autorità
Il passaggio della Stecca a Treviso
La chiusura ufficiale è stata segnata dal tradizionale passaggio della Stecca dalla sezione Ana di Gemona a quella di Treviso, che ospiterà la prossima edizione dell’Adunata. Un gesto simbolico che consegna il testimone a un nuovo territorio, ma lascia in Friuli-Venezia Giulia l’eco di una manifestazione vissuta con grande partecipazione.
Nel bilancio finale resta l’immagine di un immenso fiume umano accompagnato dal suono delle fanfare, come ha ricordato l’assessore Zilli: una comunità riunita nel segno della riconoscenza, della memoria e della fratellanza.
Gemona capitale della memoria alpina
L’Adunata del Triveneto ha confermato Gemona come luogo simbolo della memoria alpina e della ricostruzione friulana. A distanza di cinquant’anni dal sisma, le Penne Nere hanno potuto vedere i risultati della rinascita di un territorio che non ha dimenticato chi, nei giorni più duri, si mise al servizio della popolazione.
Oggi, lunedì 22 giugno, il Friuli-Venezia Giulia guarda alla conclusione dell’evento con un sentimento di gratitudine e orgoglio. L’Adunata non è stata soltanto una celebrazione, ma un racconto collettivo: quello di una terra ferita, ricostruita e ancora capace di riconoscersi nei valori di solidarietà, sacrificio, memoria e comunità.
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