Economia & Lavoro
Lavoro in Friuli-Venezia Giulia, cresce il dumping contrattuale: i dati dell’indagine Ires
Cos’è il dumping contrattuale e quanto è diffuso in Friuli-Venezia Giulia?
Il dumping contrattuale, cioè l’applicazione di contratti collettivi firmati da organizzazioni sindacali e datoriali meno rappresentative rispetto alle principali sigle nazionali, che possono prevedere condizioni economiche e normative meno favorevoli per i lavoratori, resta un fenomeno limitato in Friuli-Venezia Giulia, ma mostra segnali di crescita che invitano a non abbassare la guardia. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Ires Fvg per gli Enti Bilaterali del Terziario, che analizza anche occupazione, ricerca di personale, formazione e condizioni economiche di imprese e lavoratori.
Contratti collettivi, il Friuli-Venezia Giulia tra le regioni più virtuose
“I dati ci dicono che è un fenomeno contenuto, ma non dobbiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato Fabio Pillon, presidente degli Enti Bilaterali.
Secondo i dati del Cnel, nel Terziario regionale i contratti sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil tutelano il 97,6% dei lavoratori dipendenti, circa 116 mila su 119 mila. Una percentuale tra le più elevate d’Italia, in linea con il resto del Nord. A livello provinciale, Pordenone e Trieste superano il 98% di copertura, mentre Udine e Gorizia si attestano intorno al 97%.
Pulizie e vigilanza i comparti con più contratti non confederali
Le differenze emergono soprattutto in alcuni settori. Nei servizi di pulizia la copertura dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative è del 94,1%, mentre nella vigilanza scende all’83,1%, evidenziando una maggiore diffusione dei contratti non confederali.
La situazione è diversa nel commercio e nel turismo, dove la copertura dei principali contratti collettivi raggiunge il 99%, confermando una sostanziale tenuta del sistema.
Occupazione stabile, ma aumentano le difficoltà economiche
Nel secondo semestre del 2025 il Terziario registra una lieve flessione dell’occupazione, mentre per il primo semestre del 2026 le imprese prevedono un quadro sostanzialmente stabile.
Più preoccupante la situazione economica delle famiglie: cresce la quota di chi è costretto ad attingere ai risparmi o a fare debiti, mentre diminuisce quella di chi riesce ad accantonare risorse.
Le imprese cercano personale, ma reperirlo resta difficile
La ricerca di nuovi lavoratori interessa una parte significativa delle aziende del Terziario e continuerà anche nel 2026. Le imprese si affidano ancora soprattutto ai canali informali, come passaparola e conoscenze personali.
Tra le aziende che stanno assumendo, quasi sei su dieci dichiarano di incontrare molte o abbastanza difficoltà nel trovare candidati adeguati.
Formazione ed Enti Bilaterali
La formazione non obbligatoria coinvolge poco più di un’impresa su quattro, soprattutto negli ambiti di marketing e comunicazione, sicurezza sul lavoro e competenze digitali. Le aziende che non investono in percorsi formativi lo fanno principalmente perché ritengono di non averne necessità.
Cresce anche la conoscenza dell’Ente Bilaterale Territoriale del Terziario Fvg. Tra i contributi più richiesti dalle imprese figurano quelli per visite mediche, attività sportive e asili nido, mentre i lavoratori ricorrono soprattutto ai servizi dedicati alla formazione, alla sicurezza sul lavoro e alle visite mediche.
Nel complesso, l’indagine conferma un mercato del lavoro regionale solido sul fronte della contrattazione collettiva, ma evidenzia anche alcune criticità da monitorare: la crescita, seppur contenuta, dei contratti non confederali in alcuni comparti, le difficoltà nel reperire personale e il progressivo aumento delle famiglie che faticano a risparmiare.
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