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Daniel Tafa, la perizia della Procura: “La morte era prevedibile ed evitabile”

Morte Daniel Tafa a Maniago, la perizia: incidente prevedibile ed evitabile con adeguate misure di sicurezza.

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Incidente sul lavoro - Daniel Tafa
Incidente sul lavoro ( © Depositphotos)

La morte di Daniel Tafa, il 22enne deceduto nello stabilimento Stm di Maniago, sarebbe stata prevedibile e tecnicamente evitabile. È questa la conclusione della consulenza tecnica disposta dalla Procura di Pordenone nell’ambito dell’inchiesta sull’incidente sul lavoro avvenuto nei mesi scorsi. Secondo gli esperti incaricati, esistevano le condizioni per prevenire la tragedia attraverso misure di sicurezza adeguate e già esigibili in base alla normativa e all’esperienza maturata dall’azienda.

Le conclusioni della consulenza tecnica

Nel documento si legge che l’infortunio era “oggettivamente prevedibile e tecnicamente evitabile attraverso misure che erano esigibili in base al progresso tecnico, alla normativa vigente e soprattutto alla specifica esperienza infortunistica maturata dall’azienda nel corso degli anni”.

Secondo quanto emerso dall’autopsia, Daniel Tafa è stato colpito da due schegge incandescenti, che lo hanno trafitto “come se fossero delle fucilate”, provocandone la morte durante il turno di lavoro.

Le criticità evidenziate dagli esperti

La consulenza sottolinea come il livello di tutela garantito ai lavoratori fosse insufficiente sotto diversi aspetti. In particolare, gli esperti evidenziano carenze sul piano tecnico, organizzativo e procedurale-formativo, precisando che la distanza tra le misure adottate e quelle necessarie “non è riconducibile a un’unica omissione puntuale”, ma a un insieme di criticità.

Come riferisce l’Ansa, la perizia ha individuato numerose lacune nelle misure di prevenzione, nell’organizzazione della sicurezza e nelle procedure operative applicate all’interno dello stabilimento.

Un incidente già accaduto nel 2024

Tra gli elementi più rilevanti emerge anche un precedente verificatosi nel dicembre 2024, quando nello stesso stabilimento si era già verificato un incidente con modalità analoghe, fortunatamente con conseguenze meno gravi. Nonostante quell’episodio, secondo la consulenza, l’organizzazione interna dell’azienda non avrebbe subito modifiche sostanziali per ridurre il rischio di eventi simili.

Sette persone indagate

Le conclusioni della consulenza saranno ora esaminate dalla Procura di Pordenone, che prosegue le indagini per accertare eventuali responsabilità. Nell’ambito del procedimento penale risultano attualmente indagate sette persone, tra dirigenti, responsabili della sicurezza e figure apicali dell’azienda.

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