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Noava, nuovi defibrillatori sui mezzi di servizio e operatori formati

Due mezzi del Noava saranno dotati di defibrillatori automatici esterni. Quattro operatori formati potranno intervenire nelle emergenze sanitarie durante le attività di vigilanza ambientale in Friuli-Venezia Giulia

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I defibrillatori automatici esterni (Dea) a bordo dei mezzi di servizio del Noava
I defibrillatori automatici esterni (Dea) a bordo dei mezzi di servizio del Noava (© Redazione / AI)

Nuovi defibrillatori automatici esterni a bordo dei mezzi del Noava e personale formato per utilizzarli in caso di necessità. Il Nucleo operativo di attività di vigilanza ambientale del Corpo forestale regionale rafforza così la propria capacità di intervento sul territorio, aggiungendo alle funzioni di controllo ambientale anche un ulteriore presidio mobile a tutela della salute dei cittadini.

L’iniziativa, annunciata dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, all’energia e allo sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, prevede la dotazione di due Dae su altrettanti mezzi di servizio operativi in tutto il Friuli-Venezia Giulia. Una scelta che punta a rendere ancora più tempestiva la risposta degli operatori nelle situazioni di emergenza che dovessero verificarsi durante le attività quotidiane di vigilanza.

Due mezzi del Noava diventano “cardioprotetti”

La novità riguarda la collocazione di due defibrillatori automatici esterni a bordo dei veicoli del Noava, il Nucleo operativo che svolge attività di vigilanza ambientale nell’ambito del Corpo forestale regionale. Grazie a questa dotazione, i mezzi potranno diventare veri e propri presidi mobili di sicurezza, capaci di intervenire non solo nelle attività di controllo del territorio, ma anche in presenza di eventuali urgenze sanitarie.

La caratteristica più rilevante dell’intervento è proprio la dimensione mobile della copertura: i veicoli del Noava operano su tutto il territorio regionale e potranno quindi portare con sé una dotazione potenzialmente decisiva in caso di arresto cardiaco o di situazioni in cui l’utilizzo tempestivo di un Dae possa contribuire a salvare una vita.

I defibrillatori automatici esterni (Dea) a bordo dei mezzi di servizio del Nucleo operativo attività vigilanza ambientale (Noava) del Corpo forestale regionale

I defibrillatori automatici esterni (Dea) a bordo dei mezzi di servizio del Nucleo operativo attività vigilanza ambientale (Noava) del Corpo forestale regionale

Scoccimarro: “Tutela del territorio significa anche tutela della salute”

Secondo l’assessore Fabio Scoccimarro, l’iniziativa rappresenta un modo concreto per allargare il concetto di tutela del territorio. Non soltanto protezione dell’ambiente, vigilanza e presidio delle aree regionali, ma anche attenzione diretta alla sicurezza delle persone.

“La tutela del nostro territorio significa anche tutela della salute dei cittadini”, ha dichiarato Scoccimarro, spiegando che la Regione ha voluto dotare il Noava di defibrillatori automatici e formare il personale al loro utilizzo “affinché gli operatori possano intervenire tempestivamente anche nelle emergenze sanitarie che dovessero verificarsi durante il servizio”.

Un rafforzamento operativo che punta quindi a rendere il Nucleo ancora più pronto ad affrontare situazioni impreviste, soprattutto nei contesti in cui la presenza immediata di personale formato e di uno strumento salvavita può fare la differenza nei minuti decisivi prima dell’arrivo dei soccorsi sanitari.

Quattro operatori abilitati all’utilizzo dei Dae

Accanto alla dotazione tecnologica, l’intervento ha previsto anche un percorso specifico di formazione. Quattro operatori del Noava hanno completato con successo l’iter necessario per conseguire l’abilitazione all’utilizzo dei Dae: si tratta di un ispettore, un maresciallo e due guardie forestali.

La formazione del personale è uno degli elementi centrali del progetto. Avere a disposizione un defibrillatore, infatti, è importante, ma lo è altrettanto garantire che chi opera sul campo sia preparato ad attivare correttamente la procedura di emergenza, utilizzare lo strumento e coordinarsi con il sistema dei soccorsi.

“L’importanza di questa iniziativa risiede nella modernità degli strumenti acquisiti, ma soprattutto nella formazione degli operatori chiamati a intervenire anche nelle situazioni di grave emergenza sanitaria e ad attivare correttamente i soccorsi”, ha sottolineato Scoccimarro.

Un presidio più vicino ai cittadini

Il Noava è già presente in modo capillare sul territorio attraverso le attività di vigilanza ambientale. Con i nuovi defibrillatori, il Nucleo aggiunge una funzione ulteriore alla propria operatività, diventando anche un punto di riferimento in caso di emergenze sanitarie che possano verificarsi durante il servizio.

L’iniziativa nasce da una proposta del comandante del Noava ed è stata sostenuta dalla Direzione regionale. L’obiettivo è rafforzare un organo di controllo già attivo sul campo, rendendolo ancora più vicino ai cittadini e più preparato a rispondere a situazioni di urgenza.

La presenza dei due mezzi “cardioprotetti” permette di affiancare alle attività di tutela ambientale un presidio aggiuntivo per la salute pubblica. Un modello che interpreta la sicurezza del territorio in modo integrato: ambiente, prevenzione, intervento rapido e servizio alla comunità.

Investire negli strumenti e nelle persone

Per la Regione, il valore dell’intervento non si limita alla consegna dei dispositivi. Il punto chiave è l’investimento sulle competenze del personale, chiamato a operare in contesti diversi e spesso in aree del territorio dove la tempestività può essere determinante.

“Investire negli strumenti è importante, ma lo è ancora di più investire nelle persone”, ha evidenziato Scoccimarro. “Disporre di operatori qualificati e personale formato significa aumentare la sicurezza del territorio e offrire un servizio ancora più efficace alla comunità”.

Il Noava conferma così il proprio ruolo di presidio operativo al servizio dei cittadini, capace di unire controllo ambientale, prevenzione e capacità di intervento nelle emergenze. Una dotazione in più, ma soprattutto una competenza in più, per rendere il territorio del Friuli-Venezia Giulia più sicuro e meglio presidiato.

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