Economia & LavoroRegione FVG
ITS del FVG tra i migliori d’Italia, diplomati all’83,7% e lavoro per il 92,4%
Gli ITS del Friuli-Venezia Giulia raggiungono il 92,4% di occupazione e l’83,7% di diplomati. La Regione investe 15 milioni e prepara 32 corsi, nuove sedi e il potenziamento dei laboratori
Gli Istituti tecnologici superiori del Friuli-Venezia Giulia si confermano tra i migliori d’Italia per capacità di attrarre studenti, qualità della formazione e inserimento nel mondo del lavoro. A certificarlo sono i dati del monitoraggio nazionale di Indire, presentati nella sede dell’Accademia Nautica dell’Adriatico di Trieste dall’assessore regionale alla Formazione, Istruzione e Lavoro, Alessia Rosolen.
I numeri collocano il sistema regionale al sesto posto assoluto a livello nazionale. Il risultato diventa ancora più significativo considerando il rapporto tra studenti iscritti e popolazione: nella graduatoria ponderata sulla dimensione demografica, il Friuli-Venezia Giulia sale infatti al secondo posto in Italia, alle spalle soltanto dell’Umbria.
Diplomati all’83,7%, otto punti sopra la media nazionale
Uno dei dati più rilevanti riguarda la capacità degli studenti di portare a termine i percorsi formativi. Negli ITS del Friuli-Venezia Giulia il tasso di diplomati raggiunge l’83,7%, contro una media nazionale del 75,7%.
Si tratta di una differenza di otto punti percentuali, che evidenzia la solidità dell’offerta formativa regionale e la capacità degli istituti di accompagnare gli iscritti fino al conseguimento del titolo.
Positivo anche il giudizio sulla qualità complessiva dei percorsi. Il Friuli-Venezia Giulia occupa il quinto posto nazionale, con un valore pari a 8,1, superiore alla media italiana di 7,6.
«Dal monitoraggio nazionale Indire emerge che il sistema degli ITS del Friuli-Venezia Giulia è ai vertici nazionali sia rispetto alla capacità di attrazione regionale ed extraregionale sia sotto il profilo del perseguimento del titolo e dell’inserimento lavorativo», ha sottolineato Rosolen.
La presentazione del monitoraggio Indire sugli ITS
Il 92,4% trova lavoro dopo il percorso ITS
Il dato più significativo è quello relativo all’occupazione. Il tasso di inserimento lavorativo dopo i corsi raggiunge il 92,4%, confermando gli ITS come uno dei principali canali di collegamento tra formazione specialistica e imprese.
La crescita registrata negli ultimi anni è particolarmente evidente. Gli occupati formati dagli istituti regionali sono passati dai 58 del 2013 ai 314 del 2024. Un aumento che testimonia il progressivo consolidamento del sistema e la crescente richiesta, da parte delle aziende, di profili tecnici altamente specializzati.
Alla base dei risultati vi è una rete che coinvolge istituti, università, cluster produttivi e 130 imprese, impegnate nella progettazione dei percorsi e nelle attività formative.
Questo rapporto diretto con il tessuto economico consente di aggiornare i programmi sulla base delle reali esigenze del mercato del lavoro, riducendo la distanza tra competenze acquisite e professionalità richieste.
Dalla Regione 15 milioni di euro per potenziare il sistema
Il sistema ITS regionale sarà ulteriormente rafforzato grazie a 15 milioni di euro stanziati dalla Regione per i prossimi due anni nell’ambito della programmazione del Fondo sociale europeo.
Le risorse serviranno ad ampliare l’offerta formativa, sostenere i quattro ITS regionali e sviluppare nuove sedi. Con la stagione formativa 2026-2027 è prevista, compatibilmente con il numero degli iscritti, l’attivazione di due poli a Gorizia e Monfalcone.
Sarà inoltre rafforzata la sede di Amaro, considerata strategica per avvicinare le opportunità di formazione tecnologica anche alle aree montane. La Regione intende intervenire sulla struttura anche attraverso ulteriori risorse da inserire nell’assestamento di bilancio.
Un altro elemento sottolineato dall’assessore riguarda la parificazione dei benefici per il diritto allo studio tra studenti ITS e universitari, con l’accesso a borse di studio e voucher.
Trentadue corsi tra Pordenone, Udine, Trieste, Amaro, Gorizia e Monfalcone
Per l’anno formativo 2026-2027 sono complessivamente previsti 32 corsi, distribuiti tra i quattro istituti regionali. Le selezioni sono già state avviate o partiranno nelle prossime settimane.
L’ITS Academy Alto Adriatico proporrà otto corsi nelle sedi di Pordenone e Amaro, dedicati alle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e dei dati, al sistema agroalimentare e all’energia.
L’ITS Accademia Nautica dell’Adriatico organizzerà sette percorsi a Trieste e Gorizia nell’ambito della mobilità sostenibile e della logistica.
L’ITS Academy Udine metterà a disposizione dodici corsi tra Udine e Monfalcone, concentrati sulle aree del sistema casa e dell’ambiente costruito, della meccatronica, dei beni culturali e del turismo.
L’ITS Academy Lifetech proporrà infine cinque corsi a Trieste nei settori della chimica e delle nuove tecnologie della vita.
A supporto delle attività didattiche, il sistema regionale può contare su 58 laboratori, nei quali gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi con tecnologie, strumenti e processi utilizzati direttamente nelle aziende.
Attrazione di studenti anche dall’estero
Oltre alla capacità di richiamare giovani dalle altre regioni italiane, il Friuli-Venezia Giulia sta lavorando per rafforzare la dimensione internazionale degli ITS.
Le iniziative di attrazione formativa si sono concentrate in particolare su Egitto e Somalia, con l’obiettivo di favorire l’arrivo di studenti stranieri, rispondere alla domanda di competenze delle imprese e costruire nuovi percorsi di collaborazione internazionale.
I risultati del monitoraggio Indire confermano dunque il ruolo crescente degli ITS nelle politiche regionali per la formazione e il lavoro. Con tassi di diploma e occupazione nettamente superiori alla media nazionale, il sistema del Friuli-Venezia Giulia si presenta come un modello capace di unire istruzione specialistica, innovazione e concrete opportunità professionali.
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