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Truffe in aumento, il Friuli-Venezia Giulia stanzia 600mila euro per la prevenzione

La Regione stanzia 600mila euro per prevenire truffe, raggiri e frodi informatiche. Previsti 150mila euro per ogni area provinciale e progetti rivolti soprattutto alle persone più fragili

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Truffa
Truffa (© Depositphotos)

La Regione Friuli-Venezia Giulia mette in campo 600mila euro per contrastare truffe, raggiri e frodi informatiche, fenomeni sempre più diffusi che colpiscono in particolare anziani, persone fragili e cittadini con minore familiarità con le nuove tecnologie.

La Giunta regionale ha approvato il nuovo bando destinato a finanziare iniziative di informazione, sensibilizzazione e prevenzione sul territorio. Le risorse saranno distribuite in parti uguali tra le quattro aree provinciali: 150mila euro ciascuna per Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia.

L’obiettivo è fornire ai cittadini strumenti concreti per riconoscere i tentativi di truffa, adottare comportamenti prudenti e sapere a chi rivolgersi in caso di situazioni sospette.

Truffe in crescita, attenzione ai cittadini più fragili

Il provvedimento nasce dalla necessità di rispondere a un fenomeno in continua evoluzione. Accanto ai raggiri tradizionali, commessi di persona o attraverso telefonate ingannevoli, stanno aumentando le frodi che utilizzano email, messaggi, social network, false piattaforme digitali e tecniche di manipolazione sempre più sofisticate.

«Le truffe, soprattutto quelle rivolte alle persone più fragili e quelle che sfruttano le nuove tecnologie, rappresentano un fenomeno in costante crescita che richiede un impegno dinamico sul fronte della prevenzione», ha spiegato l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti.

Secondo l’assessore, la consapevolezza dei cittadini costituisce una delle difese più efficaci: conoscere i principali meccanismi utilizzati dai truffatori può infatti permettere di individuare con maggiore rapidità richieste anomale, falsi allarmi e tentativi di ottenere denaro o informazioni riservate.

Come saranno distribuiti i 600mila euro

Per il 2026 il bando dispone di una dotazione complessiva di 600mila euro, ripartita equamente sul territorio regionale.

Alle aree di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia saranno destinati 150mila euro ciascuna, così da favorire una diffusione capillare delle iniziative e garantire un coinvolgimento equilibrato delle diverse comunità locali.

L’intervento rientra nel Protocollo d’intesa per la sicurezza urbana integrata, sottoscritto tra le Prefetture del Friuli-Venezia Giulia, la Regione e Anci Fvg. Il modello punta sulla collaborazione tra istituzioni, amministrazioni locali e realtà sociali, superando un approccio basato esclusivamente sulla repressione dei reati.

Spettacoli, seminari e campagne contro i raggiri

Il bando potrà finanziare progetti con modalità differenti, pensati per raggiungere pubblici diversi e rendere più comprensibili i rischi legati alle truffe.

Tra le iniziative ammesse figurano spettacoli teatrali, convegni, seminari, workshop, campagne di comunicazione, attività informative e produzioni multimediali. Saranno sostenuti anche i progetti che prevedono il coinvolgimento diretto dei cittadini attraverso incontri, laboratori ed eventi sul territorio.

Il ricorso a linguaggi semplici, esempi concreti e rappresentazioni teatrali potrà risultare particolarmente efficace per spiegare come agiscono i truffatori e quali segnali non devono essere ignorati.

Le attività potranno riguardare, ad esempio, le telefonate di falsi appartenenti alle forze dell’ordine, le richieste urgenti di denaro, i finti tecnici, le frodi bancarie, il phishing e i messaggi contenenti collegamenti malevoli.

Una rete territoriale per proteggere le persone più esposte

Un elemento centrale del bando riguarda la creazione di reti territoriali di prevenzione. I progetti potranno coinvolgere famiglie, commercianti, parrocchie, medici di medicina generale, doposcuola, associazioni e altri soggetti che operano quotidianamente a contatto con la popolazione.

Queste realtà possono svolgere un ruolo decisivo nel diffondere informazioni corrette, intercettare situazioni di vulnerabilità e aiutare le persone più esposte a non affrontare da sole eventuali tentativi di raggiro.

«Il contrasto alle truffe non può essere affidato esclusivamente all’azione delle forze dell’ordine, ma richiede la partecipazione dell’intera comunità», ha sottolineato Roberti.

L’intento della Regione è quindi rafforzare una cultura condivisa della prevenzione, facendo in modo che istituzioni, associazioni e cittadini diventino parte di un sistema di protezione più ampio.

Chi potrà presentare i progetti

Le domande potranno essere presentate dai Comuni, sia singolarmente sia in forma associata, dalle Comunità del Friuli-Venezia Giulia, dalle associazioni culturali senza scopo di lucro e dalle fondazioni culturali.

Sono comprese le realtà impegnate nella promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e storico, nella gestione di musei, biblioteche e centri di ricerca, oltre alle organizzazioni che diffondono la cultura attraverso attività artistiche, musicali, letterarie e cinematografiche.

La scelta di coinvolgere il mondo culturale risponde alla volontà di utilizzare strumenti capaci di raggiungere la popolazione in modo diretto, comprensibile e partecipato.

Iniziative gratuite e contributi assegnati con graduatoria

Le attività finanziate dovranno essere gratuitamente accessibili al pubblico. In alternativa, potrà essere richiesto un contributo economico simbolico, che dovrà comunque essere inferiore al 50 per cento del costo effettivo dell’iniziativa.

L’assegnazione dei finanziamenti avverrà attraverso una procedura valutativa a graduatoria. Saranno quindi premiati i progetti ritenuti più efficaci, innovativi e capaci di produrre ricadute concrete sul territorio.

Particolare attenzione sarà riservata alla qualità delle proposte, alla capacità di raggiungere i cittadini maggiormente esposti e alla creazione di collaborazioni durature tra soggetti pubblici e privati.

La conoscenza come prima forma di difesa

Il nuovo bando regionale punta a trasformare la prevenzione in un’azione quotidiana e condivisa. Di fronte a truffe sempre più credibili e difficili da riconoscere, la diffusione di informazioni affidabili può ridurre il rischio che i cittadini cadano nelle reti dei malintenzionati.

Non comunicare codici o password, verificare sempre l’identità di chi chiede denaro e non agire sotto pressione restano alcune delle principali precauzioni. Ma la strategia regionale vuole andare oltre i singoli consigli, costruendo comunità più informate e attente.

Con lo stanziamento di 600mila euro, il Friuli-Venezia Giulia rafforza così il proprio impegno nella sicurezza urbana integrata, puntando sulla collaborazione e sulla consapevolezza come strumenti fondamentali contro truffe e raggiri.

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