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La cometa Tempel 2 arriva al perielio: l’orario migliore per cercarla nel cielo del Friuli

Cometa 10P/Tempel 2 al perielio il 2 agosto 2026: orari, direzione e strumenti per osservarla dal Friuli-Venezia Giulia

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Cometa ( © Depositphotos)

La cometa periodica 10P/Tempel 2 raggiungerà il perielio domenica 2 agosto, offrendo agli appassionati un’occasione interessante, ma non semplice. Dal Friuli-Venezia Giulia sarà necessario osservare il cielo dopo la mezzanotte, scegliendo un luogo buio con l’orizzonte meridionale libero e utilizzando un binocolo potente o un telescopio. La cometa, infatti, non sarà visibile a occhio nudo.

Il perielio nelle prime ore del 2 agosto

Il perielio, cioè il punto dell’orbita più vicino al Sole, sarà raggiunto intorno alle 4.46 di domenica 2 agosto. In quel momento Tempel 2 si troverà a circa 212 milioni di chilometri dal Sole.

La notte migliore sarà quindi quella tra sabato 1 e domenica 2 agosto, anche se la cometa potrà essere cercata pure nelle ore successive. Il massimo avvicinamento alla Terra avverrà il 3 agosto, quando passerà a circa 62 milioni di chilometri, una distanza del tutto sicura.

A che ora guardare il cielo

Tempel 2 si troverà tra le stelle del Capricorno, molto bassa verso sud. La finestra più favorevole dal Friuli-Venezia Giulia sarà indicativamente tra le 00.30 e le 3.30.

Il momento migliore arriverà attorno alle 2.10, quando la cometa raggiungerà circa 19 gradi sopra l’orizzonte. Per individuarla sarà quindi fondamentale avere una visuale libera, senza alberi, montagne o edifici nella direzione di osservazione.

Dove vederla e quali strumenti usare

I luoghi più adatti saranno le zone con poco inquinamento luminoso e un orizzonte meridionale aperto. Possono essere favorevoli la bassa pianura friulana, alcune aree del Carso e il litorale, lontano però dalle luci dei centri abitati.

La luminosità prevista è compresa indicativamente tra la magnitudine 9 e 10. Un normale binocolo 10×50 potrebbe quindi non bastare, soprattutto a causa della foschia e della luce lunare. Meglio utilizzare un binocolo 15×70, un telescopio da almeno 80-100 millimetri oppure una fotocamera con esposizioni prolungate.

La cometa apparirà come una piccola macchia diffusa, più luminosa nella zona centrale, e non come un grande astro con una lunga coda.

La Luna complicherà l’osservazione

Uno degli ostacoli principali sarà la Luna calante ancora molto luminosa, pochi giorni dopo la fase di Luna piena. Il suo chiarore ridurrà il contrasto della chioma della cometa.

Per limitare il disturbo sarà utile scegliere una posizione in cui un edificio, una siepe o un rilievo possano schermare la luce diretta della Luna senza coprire il cielo verso sud.

Una cometa che ritorna ogni cinque anni

Tempel 2 fu scoperta il 4 luglio 1873 dall’astronomo Wilhelm Tempel. È una cometa periodica appartenente alla famiglia di Giove e completa un’orbita attorno al Sole in circa 5,36 anni.

Il suo nucleo misura poco più di dieci chilometri di diametro e ruota su se stesso in circa 8,95 ore. Gli astronomi hanno inoltre osservato un lento rallentamento della sua rotazione, probabilmente causato dai getti di gas e polveri prodotti durante l’avvicinamento al Sole.

Nelle fotografie può mostrare una suggestiva chioma verdastra, dovuta alle molecole illuminate dalla radiazione solare. Un colore che, tuttavia, sarà molto difficile da distinguere direttamente attraverso un telescopio.

Il 12 agosto arriva anche l’eclissi di Sole

Agosto offrirà un secondo importante appuntamento astronomico. Mercoledì 12 agosto 2026 dal Friuli-Venezia Giulia sarà visibile una profonda eclissi parziale di Sole, mentre il fenomeno sarà totale in alcune zone della Groenlandia, dell’Islanda e della Spagna. L’eclissi inizierà attorno alle 19.25 e raggiungerà la fase massima poco dopo le 20, con il Sole ormai molto basso sull’orizzonte occidentale. Servirà quindi un luogo con la visuale libera verso ovest. Il fenomeno dovrà essere osservato esclusivamente con occhiali certificati per eclissi o filtri solari adeguati: normali occhiali da sole, binocoli e telescopi senza protezioni specifiche possono provocare gravi danni alla vista.

 

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