Cronaca & Attualità
Incendio a Padriciano, 25 ettari in fumo: quattro elicotteri e oltre 80 persone contro le fiamme
Incendio a Padriciano: 25 ettari bruciati e oltre 80 persone impegnate nelle operazioni di spegnimento sul Carso triestino
Il rogo che sta colpendo l’area carsica di Padriciano prosegue da oltre 30 ore. Circa 25 ettari tra prati e boscaglia sono già andati distrutti, mentre decine di operatori e volontari continuano le operazioni di spegnimento e sorveglianza. L’incendio è stato dichiarato “contenuto”, ma resterà monitorato per tutta la notte.
Quattro elicotteri impegnati sul fronte del fuoco
Le operazioni hanno richiesto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi: quattro elicotteri, sedici autobotti, ventuno pick-up e più di 80 persone, oltre a un numero particolarmente elevato di litri d’acqua scaricati sull’area interessata dalle fiamme.
Durante la giornata i lanci sono stati effettuati dai due elicotteri della Protezione civile, dal mezzo dei vigili del fuoco e da un elicottero dell’Esercito italiano, arrivato nel tardo pomeriggio. Il velivolo militare appartiene al 5° Reggimento Aviazione “Rigel” di Casarsa della Delizia.
Il coordinamento delle operazioni è affidato al Corpo forestale regionale, competente in caso di incendi boschivi. Nonostante il rogo sia stato definito contenuto, la situazione rimane delicata e le attività di controllo proseguiranno senza interruzioni.
Oltre 80 persone e volontari da tutto il Friuli-Venezia Giulia
Sul campo sono intervenuti operatori del Corpo forestale, vigili del fuoco, funzionari della Protezione civile e numerose squadre comunali provenienti da tutta la regione. Tra il personale forestale erano presenti sei operatori delle stazioni di Duino Aurisina e Trieste, oltre al direttore dell’Ispettorato di Trieste e Gorizia, Paolo Benedetti.
I volontari hanno raggiunto il campo base allestito nei pressi della casa di riposo Ieralla da numerosi Comuni, tra cui Trieste, Udine, Gorizia, Monfalcone, Lignano Sabbiadoro, Palmanova, Grado, Latisana, Duino Aurisina, Staranzano, Doberdò del Lago, Ronchi dei Legionari e San Canzian d’Isonzo.
Presenti anche il Corpo dei pompieri volontari, la Croce verde per il supporto sanitario e i volontari dell’associazione della Polizia di Stato. Complessivamente, nel corso della giornata, 67 volontari hanno partecipato alle operazioni di spegnimento.
Sorveglianza per tutta la notte
Il Corpo forestale ha confermato che l’incendio verrà sorvegliato per tutta la notte. Decine di volontari rimarranno quindi nell’area per controllare eventuali riprese delle fiamme e intervenire rapidamente sui focolai ancora attivi.
La vigilanza verrà rafforzata anche nel resto del territorio regionale, dopo la dichiarazione dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, disposta con il decreto del 13 luglio.
Caldo intenso e rischio incendi ancora elevato
Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non favoriscono le operazioni. Le temperature continueranno a mantenersi ben al di sopra della media stagionale, con sole e caldo intenso almeno fino a giovedì.
Un’ulteriore criticità è prevista per mercoledì 5 agosto, quando sarà chiusa la parte slovena della diga sull’Isonzo. L’intervento renderà di fatto inutilizzabile il tratto italiano del fiume per il pescaggio dell’acqua da parte degli elicotteri impegnati negli incendi.
Nella tarda serata è tornato inoltre a sentirsi l’odore di fumo nei rioni triestini di Longera e San Giovanni, dopo che nel pomeriggio sembrava essere scomparso. Numerose le segnalazioni arrivate dai residenti.
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