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Cronaca & Attualità

Grassi e zuccheri durante la crescita, scoperto un effetto sui muscoli: la ricerca dell’Università di Trieste

Una ricerca dell’Università di Trieste rivela che una dieta ricca di grassi e zuccheri modifica l’attività dei geni muscolari durante la crescita, con risposte differenti tra maschi e femmine nei modelli sperimentali

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Il team di ricercatori
Il team di ricercatori (© portale.units.it)

Un’alimentazione troppo ricca di grassi e zuccheri potrebbe influenzare non soltanto il peso corporeo, ma anche i processi biologici che regolano lo sviluppo dei muscoli. È quanto emerge da una nuova ricerca condotta dall’Università di Trieste, in collaborazione con la Fondazione Italiana Fegato e l’Università di Padova, che ha individuato risposte differenti in base al sesso biologico e alla fase di crescita.

Lo studio, pubblicato il 13 ottobre sulla rivista scientifica internazionale Nutrients e presentato dall’ateneo triestino, apre nuove prospettive sulla relazione tra alimentazione, sviluppo muscolare e salute metabolica.

I risultati, ottenuti attraverso esperimenti sui topi, offrono indicazioni importanti sui meccanismi biologici coinvolti, pur richiedendo ulteriori verifiche prima di poter essere estesi all’essere umano.

Non soltanto obesità e diabete: perché l’alimentazione influisce anche sui muscoli

Quando si parla delle conseguenze di una dieta squilibrata, l’attenzione si concentra generalmente su sovrappeso, obesità, diabete e accumulo di grasso nel fegato. I ricercatori hanno invece approfondito un aspetto meno conosciuto: il modo in cui un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri può modificare l’attività dei geni nel tessuto muscolare durante la crescita.

I muscoli scheletrici, infatti, non servono soltanto a permettere i movimenti. Svolgono anche un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo, contribuendo all’utilizzo del glucosio presente nel sangue e alla gestione delle riserve energetiche dell’organismo.

Comprendere come reagiscono alle abitudini alimentari, soprattutto nelle fasi di sviluppo, può quindi aiutare a chiarire alcuni dei meccanismi coinvolti nelle alterazioni metaboliche.

Lo studio: analizzati gli effetti dopo quattro e venti settimane

La ricerca è stata realizzata da un gruppo di studiosi composto da Emiliana Giacomello, Pablo Giraudi, Natalia Rosso, Silvia Gazzin, Claudio Tiribelli e Luana Toniolo.

Gli scienziati hanno osservato topi maschi e femmine sottoposti a una dieta ad alto contenuto di grassi e zuccheri, iniziata a tre settimane di età e proseguita per quattro oppure venti settimane.

Attraverso l’analisi dell’espressione genica di un muscolo della zampa, il tibiale anteriore, hanno valutato quali processi molecolari fossero associati all’alimentazione e come cambiassero durante la maturazione.

L’obiettivo non era semplicemente misurare un eventuale aumento di peso, ma comprendere come il tessuto muscolare reagisse a livello molecolare, distinguendo gli effetti della dieta dalle trasformazioni dovute alla normale crescita.

Maschi e femmine reagiscono diversamente, cosa hanno scoperto i ricercatori

Uno degli aspetti più interessanti riguarda le differenze osservate tra i due sessi.

Nei topi femmina, le modificazioni dell’attività genica associate alla dieta sono risultate più evidenti dopo un periodo relativamente breve. I cambiamenti interessavano soprattutto geni coinvolti nella struttura muscolare e nell’organizzazione dei tessuti.

Nei topi maschi, invece, la risposta iniziale era meno marcata, mentre le variazioni diventavano più estese dopo un’esposizione prolungata. In questo caso risultavano maggiormente coinvolti i processi legati al metabolismo energetico, all’utilizzo dei grassi e alla struttura dei muscoli.

La ricerca ha evidenziato anche un altro elemento: la maturazione dell’organismo influisce profondamente sull’attività dei geni muscolari, indipendentemente dall’alimentazione. Per interpretare correttamente gli effetti di una dieta occorre quindi considerare anche la fase di sviluppo.

La ricercatrice: «Le risposte molecolari differiscono tra i sessi»

A spiegare il significato dello studio è Emiliana Giacomello, ricercatrice dell’Università di Trieste coinvolta nel progetto.

Il lavoro prosegue una collaborazione scientifica che già nel 2024 aveva analizzato gli effetti di un’alimentazione ricca di grassi e zuccheri sulle caratteristiche strutturali e funzionali dei muscoli.

«In questo nuovo studio abbiamo analizzato l’espressione genica del muscolo e i dati ottenuti suggeriscono che le risposte molecolari alla dieta differiscono tra i sessi e dipendono dalla fase di maturazione», ha spiegato Giacomello.

I risultati contribuiscono dunque a comprendere meglio perché lo stesso regime alimentare possa produrre risposte biologiche differenti, senza che questo significhi necessariamente sviluppare le stesse conseguenze sulla salute.

Per approfondire metodi e risultati è possibile consultare lo studio scientifico originale pubblicato sulla rivista Nutrients.

Cosa significa per bambini e adolescenti

È importante sottolineare che la ricerca è stata condotta sui topi e non su bambini o adolescenti. Le differenze osservate nell’attività dei geni non dimostrano, da sole, un danno muscolare nell’essere umano né permettono di stabilire conseguenze sulla salute a lungo termine.

Si tratta di risultati preliminari, ottenuti attraverso un’analisi esplorativa con un numero limitato di campioni biologici, che dovranno essere approfonditi con ulteriori studi.

La ricerca richiama comunque l’attenzione sull’importanza delle abitudini alimentari durante la crescita, un periodo in cui organi e tessuti attraversano trasformazioni fondamentali.

Le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sottolineano l’importanza di un’alimentazione varia ed equilibrata, che privilegi frutta, verdura, legumi e cereali integrali, limitando il consumo eccessivo di zuccheri liberi e grassi saturi.

Accanto all’alimentazione, rimane essenziale il movimento: per i bambini e gli adolescenti tra i 5 e i 17 anni viene raccomandata una media di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata o intensa nel corso della settimana.

Il messaggio che emerge dalla ricerca triestina è quindi più ampio del semplice controllo del peso: la salute muscolare e quella metabolica sono strettamente collegate, e studiare questa relazione fin dalle prime fasi dello sviluppo può aprire nuove prospettive per la prevenzione.

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