Seguici su

PoliticaRegione FVGTrieste

Fedriga a Trieste: le Regioni partner strategiche Ue, no ai centralismi

Il 29 ottobre a Trieste Massimiliano Fedriga ha aperto i lavori della Commissione Coter: al centro il ruolo delle Regioni nelle strategie europee di coesione e nella gestione dei fondi.

Avatar

Pubblicato

il

Il governatore Fedriga interviene alla riunione del Comitato Coter oggi a Trieste
Il governatore Fedriga interviene alla riunione del Comitato Coter oggi a Trieste

TRIESTE – Il 29 ottobre 2026 il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha aperto i lavori della Commissione politica di coesione territoriale e bilancio dell’Unione europea (Coter) del Comitato europeo delle Regioni, riunita questa mattina nel palazzo della Regione in piazza Unità d’Italia. Hanno partecipato oltre 30 componenti da tutta Europa. Al centro della giornata il ruolo delle Regioni nella definizione delle strategie europee di coesione.

Nel suo intervento, Fedriga ha definito la politica di coesione uno strumento concreto per cittadini, imprese e comuni. Ha dichiarato: “La politica di coesione non rappresenta una semplice voce di bilancio, bensì il modo concreto in cui l’Europa entra nella vita quotidiana dei cittadini, delle imprese e dei nostri comuni. Ogni forma di centralizzazione va respinta, sostenendo il valore della coesione come principale strumento di lungo periodo dell’Unione per investire in competitività, conoscenza e sviluppo sostenibile, proprio perché si fonda su politiche regionali basate sui territori”.

Nel saluto istituzionale, Fedriga ha sostenuto che la posizione del Comitato delle Regioni e la sinergia con la Commissione Coter sono essenziali, soprattutto in vista del passaggio dalla programmazione europea 2021-27 a quella 2028-34.

Sulla gestione degli investimenti, il governatore ha avvertito che escludere il protagonismo dei territori sarebbe un errore per l’Unione. Ha inoltre sottolineato l’esperienza delle Regioni nell’efficientamento della spesa e nell’efficacia degli interventi, precisando che il monitoraggio dei risultati non è contestato, ma deve partire dalla centralità territoriale. Ha quindi affermato: “Decidere gli investimenti senza considerare la strategicità e il protagonismo dei territori sarebbe un grave errore per l’intera Unione – ha dichiarato Fedriga – . Le regioni hanno sviluppato un’esperienza fondamentale per efficientare la spesa e garantire la massima efficacia degli interventi. Pur non essendoci alcuna contrarietà al monitoraggio dei risultati, questo deve strutturarsi a partire dalla centralità territoriale: una nazionalizzazione o centralizzazione delle politiche di coesione arrecherebbe un danno diretto sia alle amministrazioni locali che ai cittadini europei”.

Fedriga ha portato l’esperienza delle aree di confine tra Italia e Slovenia, dove la coesione ha favorito sinergie su infrastrutture, servizi condivisi e integrazione della vita quotidiana. Ha osservato: “Aree che fino a pochi decenni fa erano segnate da profonde divisioni – ha osservato Fedriga – oggi condividono piazze, comunità e strategie di sviluppo comune. Per questo motivo le regioni non devono essere considerate semplici beneficiarie dei fondi, ma partner strategici dell’Unione”.

Fondo unico Ue, le richieste di 65 regioni su bilancio e tempi

Sulla proposta di un Fondo unico per gestire i finanziamenti comunitari, Fedriga ha segnalato il rischio di una centralizzazione eccessiva, in assenza di garanzie giuridicamente vincolanti. Ha illustrato i punti della dichiarazione sottoscritta a Bruxelles dal Friuli-Venezia Giulia insieme ad altre 64 regioni europee.

La dichiarazione chiede un bilancio fisso, adeguato e dedicato a tutte le categorie di regioni, comprese quelle in transizione e quelle sviluppate; il riconoscimento normativo del ruolo regionale nella preparazione, negoziazione e attuazione dei piani; un orientamento ai risultati basato sul consenso regionale, anziché su riforme nazionali fuori dal controllo delle Regioni; e tempi certi, con l’approvazione delle norme entro la fine dell’anno per consentire l’uso immediato delle risorse da gennaio 2028. Fedriga ha dichiarato: “Chiediamo in primo luogo un bilancio fisso, adeguato e dedicato a tutte le categorie di regioni, incluse quelle in transizione e sviluppate. Riteniamo inoltre essenziale riconoscere normativamente il ruolo delle regioni nella preparazione, negoziazione e attuazione dei piani, poiché non esiste coesione senza rappresentanza diretta nei confronti della Commissione. Un terzo punto riguarda un orientamento ai risultati che si basi sul consenso regionale e non su riforme nazionali che sfuggono al nostro controllo. Infine, chiediamo tempistiche certe con l’approvazione delle norme entro la fine dell’anno per consentire l’uso immediato delle risorse da gennaio 2028”.

In conclusione, il governatore ha sostenuto che le Regioni chiedono di poter proseguire la programmazione, gli investimenti e la rendicontazione dei risultati, come partner dell’Unione e non come semplici beneficiarie. Ha aggiunto: “Le Regioni – ha concluso Fedriga – chiedono soltanto di poter continuare a programmare, investire e rendere conto dei risultati. Non come semplici beneficiari, ma come partner strategici dell’Unione. Il Friuli Venezia Giulia continuerà porterà queste posizioni nel confronto con Roma e Bruxelles”.

Il governatore Fedriga interviene alla riunione del Comitato Coter oggi a Trieste
Il governatore Fedriga interviene alla riunione del Comitato Coter oggi a Trieste
Il governatore Fedriga interviene alla riunione del Comitato Coter oggi a Trieste
Il governatore Fedriga interviene alla riunione del Comitato Coter oggi a Trieste

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Tu cosa ne pensi?