Seguici su

Eventi & CulturaTrieste

A Trieste i segreti della Polizia Scientifica in una mostra gratuita fino al 12 novembre

A Trieste una mostra gratuita racconta oltre 120 anni di Polizia Scientifica, dalle impronte digitali all’intelligenza artificiale. Sette ambienti multimediali al Magazzino 26, visitabili fino al 12 novembre

Avatar

Pubblicato

il

Locandina "La verità nelle tracce" - La mostra a Triste che racconta oltre 120 anni della polizia scientifica italiana
La verità nelle tracce - Locandina

TRIESTE – Come si individua un’impronta invisibile? Quali strumenti vengono utilizzati per analizzare una scena del crimine? E in che modo l’intelligenza artificiale sta trasformando le indagini? A queste domande risponde “La verità nelle tracce – Oltre 120 anni di Polizia Scientifica”, la mostra inaugurata il 31 ottobre alla Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste.

L’esposizione, promossa dalla Polizia di Stato e realizzata in collaborazione con la Questura di Trieste, resterà aperta fino al 12 novembre 2026, con ingresso gratuito. Un percorso multimediale permette di conoscere le tecniche investigative, gli strumenti impiegati dagli specialisti e alcuni dei casi più importanti della cronaca italiana.

Sette ambienti per scoprire come lavora la Polizia Scientifica

La mostra è organizzata in sette ambienti tematici, ciascuno dedicato a una diversa disciplina delle scienze forensi. Il racconto, accompagnato dalla voce del giornalista Gianluigi Nuzzi, combina documenti storici, fotografie, oggetti originali e contenuti audiovisivi.

Il percorso parte dal 1903, quando il medico legale Salvatore Ottolenghi fondò la prima scuola di Polizia Scientifica italiana. Tra gli strumenti esposti figurano le storiche gemelle Ellero, utilizzate per il fotosegnalamento dei sospettati.

Una sezione è dedicata alle impronte digitali, con documenti d’archivio e una riproduzione tridimensionale che i visitatori possono osservare e toccare.

Si passa poi alla scena del crimine, dove vengono spiegate le procedure per individuare, documentare e conservare le tracce. Il pubblico può scoprire come funzionano le analisi del DNA, gli accertamenti balistici e chimici e le tecnologie utilizzate per ricostruire la dinamica di un evento.

Dal caso Moro alla strage di via Palestro, le indagini che hanno segnato la storia italiana

Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione riguarda i grandi fatti di cronaca nei quali è intervenuta la Polizia Scientifica.

Il percorso comprende materiali relativi al rapimento di Aldo Moro e alla strage di via Palestro a Milano del 1993, accompagnati dalle testimonianze di operatori che hanno partecipato alle attività investigative.

Tra gli oggetti particolari figura anche una microcamera nascosta in un telefono pubblico, utilizzata negli anni Novanta durante indagini su un’organizzazione coinvolta nel traffico internazionale di stupefacenti.

La mostra permette così di comprendere come, accanto al lavoro degli investigatori, siano fondamentali la raccolta corretta degli elementi di prova e le analisi svolte nei laboratori.

Intelligenza artificiale e ricostruzioni 3D: le nuove frontiere delle indagini

Il percorso arriva fino alle tecnologie più recenti, tra cui intelligenza artificiale, analisi delle immagini digitali, esami fonici e informatica forense.

Particolarmente suggestiva è la sezione dedicata alla ricostruzione tridimensionale delle scene del crimine, una tecnica che consente di ricreare virtualmente luoghi ed eventi e di riesaminare anche casi del passato.

Le stesse tecnologie trovano applicazione in altri ambiti. Tra gli esempi proposti figura la ricostruzione del volto del pittore rinascimentale Lorenzo Lotto, realizzata partendo da un suo autoritratto attraverso tecniche di elaborazione dell’immagine e modellazione 3D.

Un appuntamento anche con Trieste True Crime

La mostra si svolge in concomitanza con la seconda edizione di Trieste True Crime, in programma dal 5 al 7 novembre alla Sala Luttazzi, sempre al Magazzino 26.

Giovedì 5 novembre, alle 18, il questore di Trieste Lilia Fredella presenterà l’esposizione. Seguirà l’incontro Il fascino del male. I segreti della mente criminale, con lo psichiatra e saggista Vittorino Andreoli in dialogo con il giornalista Alberto Bollis. L’ingresso è libero.

Orari, ingresso e informazioni per visitare la mostra

“La verità nelle tracce” è visitabile fino a giovedì 12 novembre 2026 alla Sala Carlo Sbisà del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste.

L’apertura è prevista tutti i giorni, festivi compresi, dalle 10 alle 19, senza biglietto d’ingresso.

L’esposizione è pensata per avvicinare il pubblico al lavoro della Polizia Scientifica, mostrando come osservazione, metodo e innovazione tecnologica siano diventati strumenti fondamentali per l’attività investigativa.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Tu cosa ne pensi?