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La stagione del basket chiude in anticipo: il commento di Micalich (Apu)

I tifosi friulani non potranno, perciò, tornare a vedere i propri beniamini al Carnera prima della prossima stagione

Lorenzo Pegoraro

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UDINE – L’annuncio del presidente della Fip Gianni Petrucci ha ufficializzato l’inevitabile: il campionato di serie A2 è dichiarato concluso a causa della situazione sanitaria determinata dal Covid-19. Una decisione che il presidente dell’Apu Alessandro Pedone ha accolto con una certa amarezza, ma anche con grande comprensione: “Purtroppo era ormai inevitabile che andasse a finire così, credo che le istituzioni del basket abbiano preso la decisione più giusta ed anche la più sofferta. La crisi sanitaria che attanaglia il nostro Paese e il mondo intero ci obbliga a fermarci, per il bene di tutti”.
I tifosi friulani non potranno, perciò, tornare a vedere i propri beniamini al Carnera prima della prossima stagione. L’ultima immagine di questo campionato sarà, per i friulani, la vittoria per 74 a 66 contro la squadra di San Severo guidata in panchina dall’ex Lardo. Una vittoria che aveva confermato l’Old Wild West nelle parti alte della classifica (3a a pari merito) e che l’aveva proiettata in un finale di stagione di estremo interesse. Come ovviamente sa bene il G.M. bianconero Davide Micalich con cui commentiamo la conclusione per forza maggiore del campionato.

Micalich, se le avessero detto che la partita casalinga con San Severo sarebbe stata l’ultima di questo campionato, cosa avrebbe pensato?
“Non ci avrei mai creduto, era una situazione inimmaginabile. Abbiamo capito successivamente, ben prima che ci fosse la decisione di concludere il campionato, che non si sarebbe potuto mai riprendere a giocare ed è giusto che sia andata a finire così”.

Il rammarico più grande è quello di non avere potuto vedere, fino alla fine, i risultati di una squadra che, nelle ultime 7 partite, aveva colto 6 successi (perdendo di misura solo con Mantova)?
“La squadra aveva acquisito la sua dimensione, risolvendo i suoi problemi in campo e con gli infortunati, Fabi a parte. Gli innesti di Gazzotti e Strautins erano stati innesti importanti che avevano contribuito ad alzare il livello della squadra ed eravamo pronti per andare a giocare i play-off da protagonisti”.

Se il campionato fosse giunto al termine, secondo lei chi sarebbero state le due squadre che sarebbero salite?
“E’ un giochino difficile da fare, ma sicuramente noi saremmo stati tra le squadre da battere”

Il fatto che non si sia potuto giocare fino alla fine può rendere maggiori le speranze di rivedere poche variazioni in squadra per il prossimo anno?
“Non è un mistero che io sia molto affezionato a questi giocatori. Certamente il lavoro è stato interrotto sul più bello, mi piacerebbe rivedere tanti di questo gruppo anche il prossimo anno. Ora, però, è presto, ci sono tante variabili da valutare, in primis le condizioni economiche”.

Una nota personale: spesso si è lamentato di sacrificare alla famiglia molto tempo per il basket. Si ritiene accontentato oppure ora è anche troppo?
“E’ il contrario. I primi giorni, mi sono goduto la famiglia, mentre adesso sono sempre in ufficio a lavorare. Questa è una fase così caotica che è impossibile fermarsi, c’è un’annata da concludere, da fare i conti con tante cose. I contratti dei giocatori? Penso che alla fine ci sarà un compromesso, ognuno farà un passo in avanti verso l’altra parte. C’è una idea comune, attendiamo qualche giorno e poi ci sarà una comunicazione ufficiale. Noi, comunque, seguiamo le decisioni che prenderà la Lega Pallacanestro”.

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