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Contrabbando di gasolio: 5 arresti, 28 denunce e 440 mila litri sequestrati

A Tarvisio il maggior numero di transiti irregolari in arrivo in Italia

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TARVISIO – Negli ultimi mesi i finanzieri del Comando provinciale di Udine sono stati impegnati nel contrasto al contrabbando di prodotti petroliferi destinati all’autotrazione con numerosi servizi di controllo su strada lungo la rete viaria provinciale. Nel complesso, sono 5 le persone tratte in arresto e 28 quelle denunciate a piede libero per il reato di sottrazione al pagamento delle accise, di cui al decreto legislativo 504 del 1995. All’esito dei diversi interventi, le fiamme gialle hanno sequestrato 14 complessi veicolari, costituiti da motrice e rimorchio, nonché 440.000 litri di prodotto petrolifero, in prevalenza gasolio, irregolarmente introdotto nel territorio nazionale. Il danno per l’Erario, corrispondente all’imposta evasa (accise e IVA), è stato quantificato in oltre 380.000,00 euro, mentre le relative sanzioni sono pari, nel massimo, a 3,8 milioni di euro.

Di norma i trasporti irregolari vengono realizzati con l’impiego di autocisterne aventi una capacità superiore a 30 mila litri di prodotto petrolifero. Talvolta, però, i contrabbandieri cercano di dissimulare la reale natura del carico, trasportando il gasolio attraverso autoarticolati telonati, stipati con 26 o più cisterne IBC (cd. bulk) della capacità di mille litri ciascuna. In tutti i sequestri operati dai finanzieri, il gasolio trasportato era sempre scortato da documenti di viaggio inattendibili, perché indicanti prodotti di natura diversa da quella reale – quali vernici o solventi – così da non risultare formalmente soggetti ad accisa. Sempre con l’intento di dissimulare il trasporto illecito, il prodotto petrolifero in sequestro è risultato essere adulterato con addittivi che ne modificano la composizione chimica, facendolo in apparenza ricadere in una classe merceologica diversa da quella sottoposta ad accisa, al fine di sfuggire alle imposte dovute per i prodotti destinati all’autotrazione.

I transiti illeciti arrecano anche un potenziale pregiudizio alla sicurezza della circolazione stradale, poiché gli autoarticolati impiegati nel contrabbando di gasolio spesso non espongono al loro esterno le tabelle “Kemler” che identificano l’effettiva natura della merce trasportata così impedendo, in caso di incidente, agli operatori di polizia di rilevare rapidamente il pericolo di incendio o di esplosione connesso al prodotto petrolifero.
I controlli su strada sono stati operati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Udine, delle Compagnie di Tolmezzo e Latisana, nonché della Tenenza di Palmanova i quali, grazie anche all’esperienza maturata negli anni, hanno potuto identificare i trasporti di contrabbando attraverso accertamenti tecnici speditivi sul prodotto petrolifero, prima ancora di ottenere l’esito delle analisi chimiche di laboratorio.
Dalla mappatura dei flussi dei traffici illeciti, corroborata da riscontri investigativi e documentali, è emerso che l’effettiva origine delle merci contrabbandate è da ricondurre a società e imprese dell’Est Europa, mentre la reale destinazione del gasolio sottratto ad accisa in Italia si identifica, di norma, in aree industriali e magazzini del Centro-Sud della penisola, laddove questi prodotti, una volta giunti, sono spesso stoccati in depositi attrezzati con pompe erogatrici, per essere quindi ceduti ad aziende di trasporto o a consumatori finali a prezzi competitivi e in completa evasione d’imposta. Il quadro delineato conferma la rilevanza strategica della provincia di Udine quale crocevia dei traffici illeciti e l’impegno della Guardia di Finanza a presidio dei confini nazionali per contrastare i reati economico-finanziari e le condotte che ledono l’economia del Paese.

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