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Economia & Lavoro

Crollo delle assunzioni nel 2020 in Friuli Venezia Giulia: meno 30,7%

Indagine Ires Fvg su dati Inps sull’anno della pandemia. Cessazioni al -20%, boom del bonus baby-sitting

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FVG – Nel 2020 il numero di nuovi rapporti di lavoro dipendente attivati in regione nel settore privato (esclusa l’agricoltura) è diminuito di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-30,7%, circa 44.000 in meno). Lo evidenzia, rielaborando dati Inps, il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo. Questa pesante contrazione è ovviamente l’effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19 e delle conseguenti restrizioni (come l’obbligo di chiusura delle attività non essenziali), nonché della più generale caduta della produzione e dei consumi. La flessione ha riguardato tutte le tipologie contrattuali ed è stata più marcata per i rapporti che prevedono un termine, in particolare per le assunzioni in somministrazione (-39,3%). Le nuove assunzioni a tempo indeterminato fanno al contrario segnare la riduzione più contenuta (-23,9%).

Aprile è stato il mese più critico. Il trimestre marzo-maggio, come era prevedibile, ha registrato un vero e proprio crollo dei flussi di assunzione rispetto allo stesso periodo del 2019 (complessivamente -62%); il mese di aprile è stato quello più critico, con un numero di ingressi nel mercato del lavoro diminuito di oltre l’80% rispetto allo stesso periodo del 2019 (-81,7%). In particolare, le assunzioni stagionali ad aprile si sono praticamente azzerate (sono state in tutto 74 rispetto alle oltre 3.000 dello stesso mese dell’anno precedente); anche i contratti di lavoro intermittente, connessi in prevalenza al settore turistico, nello stesso mese hanno evidenziato una forte battuta d’arresto (-83,7%). Il ricorso ai contrati stagionali e al lavoro intermittente, che riguardano prevalentemente i giovani e le donne, era al contrario aumentato negli ultimi anni, in particolare dopo la soppressione dei voucher nel 2017. Le assunzioni a tempo determinato e in somministrazione, invece, erano già in diminuzione da tempo, dopo l’espansione del biennio 2016-2017. Il cosiddetto Decreto Dignità, approvato nella seconda parte del 2018, introducendo diverse restrizioni ne aveva in effetti interrotto la crescita. A partire dalla scorsa estate si era comunque verificato un parziale recupero delle assunzioni, ma la ripresa si è interrotta nell’ultimo trimestre dell’anno, a causa dell’adozione di nuove misure di restrizione dell’attività economica in corrispondenza della seconda ondata pandemica.

In calo anche le cessazioni dei rapporti di lavoro. Nello scorso anno sono diminuite anche le interruzioni dei rapporti di lavoro (-19,5% rispetto al 2019), soprattutto quelle relative ai contratti in somministrazione e di apprendistato (in entrambi i casi di circa un quarto). Per quanto concerne le motivazioni delle cessazioni, la flessione maggiore ha riguardato quelle di natura economica (-46,3%), soprattutto per effetto del blocco dei licenziamenti introdotto dal Governo con il Decreto del 17 marzo “Cura Italia” e successivamente prorogato. I licenziamenti di natura economica comprendono quelli avvenuti per giustificato motivo oggettivo, licenziamento collettivo, per esodo incentivato, cambio appalto o interruzione di rapporti di lavoro nel settore edile per completamento dell’attività e chiusura di cantiere. Nel 2020 è sensibilmente diminuito anche il numero di variazioni contrattuali (-21,9%); principalmente si tratta di passaggi da tempo determinato a indeterminato. Anche in questo caso si è interrotto un trend in atto dal 2018, che aveva portato ad un consistente numero di stabilizzazioni di rapporti di lavoro.

Il bonus baby sitting. L’introduzione del cosiddetto bonus baby-sitting, la cui erogazione avviene tramite il Libretto Famiglia, ha comportato un enorme incremento di questa tipologia di lavoro occasionale, in particolare nel periodo marzo-agosto. Tale misura è stata introdotta per fare fronte all’aumento dei carichi familiari a seguito della chiusura generalizzata delle scuole. Nel 2020 in Friuli Venezia Giulia le ore di lavoro occasionale retribuite mediante il Libretto Famiglia sono state infatti 1,3 milioni, contro le 133.000 circa dell’anno precedente (in pratica si sono decuplicate). Nel mese di giugno, quando è stato totalizzato il numero più elevato di ore, i lavoratori interessati sono stati circa 6.600 in tutta la regione (contro i 554 dello stesso mese del 2019). Si ricorda che possono fare ricorso alle prestazioni di lavoro occasionale tramite il Libretto Famiglia soltanto le persone fisiche, per remunerare: 1) lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione; 2) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità; 3) insegnamento privato supplementare; 4) acquisto di servizi per l’infanzia; 5) steward negli impianti sportivi; 6) bonus baby-sitting (decreto Cura Italia 2020, art. 23, art. 25) e dall’articolo 72 del DL n. 34/2020 (decreto “Rilancio”).

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