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Cultura

Chiuse le riprese per “Fiori sopra l’inferno”, la serie TV ambientata nel Tarvisiano

Una troupe composta da 79 professionisti di cui 22 maestranze regionali è rimasti sul territorio dal 28 marzo al 7 maggio per un totale di 41 giorni

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TARVISIO – La foresta, un commissario topico, misteri, indagini e un sottile gioco fra i valori della vita e della morte sono i protagonisti della serie Rai-Tv in tre serate tratta dall’omonimo romanzo thriller di Ilaria Tuti, “Fiori sopra l’Inferno”, diretta da Carlo Carlei e prodotta da Publispei e Rai Fiction con il supporto di Friuli Venezia Giulia Film Commission–PromoTurismoFvg,  Comune di Chiusaforte, Comune di Malborghetto-Valbruna, Comune di Tarvisio, Comune di Udine, il Fed – Fondo edifici culto, il Corpo Forestale Fvg, il Soccorso Alpino di Cave del Predil, i pompieri volontari di Malborghetto-Valbruna e la Comunità montana della Val Canale e Canal del Ferro e la Polizia di Stato. Presentato in conferenza stampa, il giorno in cui si concludono le riprese con un passaggio nella capitale, il film scritto da Donatella Diamanti, Mario Cristani, Valerio D’Annunzio e Carlo Carlei vede come protagonista Elena Sofia Ricci nelle vesti di Teresa Battaglia, commissario di Udine ed esperta in profiler, assegnata al caso di Travenì dove un assassino rischia di destabilizzare la quiete ostentata e fittizia della comunità locale.

“Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde.” Queste le prime righe del romanzo della pluripremiata scrittrice gemonese Ilaria Tuti che ambienta il thriller nelle Alpi della zona del tarvisiano tra Malborghetto-Valbruna e l’incantata Val Saisera e tra Camporosso, Tarvisio, Sella Nevea e la Val Canale. La città di Udine fa invece da cornice alla vita personale di Teresa Battaglia e Massimo Marini, giovane ispettore a fianco del commissario in questa indagine apparentemente impossibile.
Travenì è un piccolo paradiso tra le montagne ove si registrano una serie di crimini inspiegabili sui quali è chiamata a indagare la protagonista, donna forte e al contempo fragile, dotata di un sarcasmo e di una sensibilità fuori dal comune. Al suo fianco l’assistente Parisi e il giovane ispettore Massimo Marini che diventa da subito bersaglio dell’affetto ruvido di Teresa, la quale soffre di una malattia a cui non vuol dare un nome, capace di toglierle l’arguzia e la memoria. Doti, queste, necessarie per immedesimarsi nell’assassino, comprenderlo, entrare in empatia e, alla fine, anticipare le sue mosse per salvare vite umane. Gli unici su cui Teresa Battaglia può contare sono i bambini di Travenì perché ancora acerbi e pertanto diversi dalla comunità adulta chiusa nel tentativo di nascondere i fantasmi del passato e le ombre del presente. Il Friuli Venezia Giulia, grazie al lavoro di FVG Film Commission, alle maestranze, alla meticolosa attività di location scouting e ai luoghi incredibili che sono fonte d’ispirazione per scrittori e registi, si conferma una meta molto ambita per le troupe cinematografiche e televisive a cui segue un movimento crescente di cine-turisti, curiosi di scoprire dal vivo gli scorci dei set più famosi.

“Ringrazio Ilaria Tuti per l’atteggiamento collaborativo, la sua discrezione le fa onore. Noi abbiamo girato nei luoghi descritti nel romanzo, abbiamo inseguito la neve e le anime raccontate rispettandone lo spirito. Dal punto di vista del regista, amo questa regione. Raramente ho visto un luogo in cui c’è tutto ed il meglio di tutto. E’ molto stimolante dal punto di vista visivo e creativo.”  Carlo Carlei, il regista. “E’ stata un’esperienza bellissima, ho amato Teresa Battaglia e nell’animo ci ho trovato mia madre e tante donne che hanno paura di perdere il controllo delle situazioni. Teresa è una donna caustica, ruvida ma ironica. L’ho interpretata con enormi soddisfazioni. Poi, mi sono innamorata del Friuli Venezia Giulia, sono stati giorni memorabili. Non vedo l’ora di tornarci.” Elena Sofia Ricci, attrice. “Avevo paura di giostrarmi fra il piano reale e narrativo descrivendo personaggi che seppur inventati sono ispirati a persone che ho conosciuto e luoghi della mia infanzia ma il riscontro del territorio e della sua gente è stato veramente positivo”. Ilaria Tuti, scrittrice. “Un luogo che ha queste tradizioni popolari, questa profondità di terra, già appassionatamente restituita dal libro, non poteva che emozionarmi.  Ho lottato per avere i diritti televisivi per questo romanzo. La serie sarà trasmessa da Rai 1, tra febbraio e marzo 2023” Verdiana Bixio, produttrice Publispei