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Cronaca

Ricordata la ritirata di Russia, evento da tramandare alle nuove generazioni

La cerimonia è stata promossa dall’Unirr nel Tempio Sacrario di Cargnacco a Pozzuolo del Friuli

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POZZUOLO DEL FRIULI – La necessità di mantenere viva la memoria e un ringraziamento all’Unione nazionale italiana reduci di Russia (Unirr) per il costante impegno nel ricordare quanti presero parte alla Campagna di Russia e, soprattutto, coloro che non riuscirono a tornare e a riunirsi ai propri cari. E’ la sintesi del commento dell’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Bini, rilasciato a margine del 79° anniversario della ritirata di Russia (1943-2022) la cui ricorrenza è stata celebrata nel Tempio Sacrario di Cargnacco a Pozzuolo del Friuli.
L’esponente della Giunta del Friuli Venezia Giulia, presente in rappresentanza della Regione, ha deposto una corona d’alloro al monumento sul piazzale assieme al sindaco di Pozzuolo del Friuli, alla Medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din e alle autorità militari.

Nel sottolineare l’importanza dei luoghi della memoria e delle commemorazioni, fondamentali per non dimenticare, il rappresentante regionale ha rimarcato come il no alla guerra debba essere sempre forte perché il passato può tornare e lo dimostra il conflitto in atto in Ucraina. Secondo l’assessore, quindi, vi è il dovere morale, civile e istituzionale di ricordare le vittime e i dispersi della tragica Campagna di Russia. Fare memoria è un atto necessario, per noi stessi e per le generazioni future per assicurare loro un futuro di libertà.
Nell’onorare le spoglie dei circa mille soldati, identificati o “noti ma non identificati” che riposano nel sacrario, l’assessore regionale ha anche deposto un omaggio floreale al sacello di monsignor Carlo Caneva, cappellano militare in Russia durante la Seconda guerra mondiale, grazie al quale il tempio venne realizzato  per ricordare gli oltre 90.000 caduti e dispersi in Russia.

La cerimonia, promossa dall’Unirr, ha visto la partecipazione delle autorità civili e militari, dei gonfaloni di alcuni Comuni della regione e dei labari di numerose associazioni combattentistiche e d’arma.