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«Tu chiedi chi erano gli Spandau!» Tony Hadley, the voice

Teatrone in visibilio in una serata da 80nostalgia!

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foto: Simone Di Luca

UDINE – «Senza gli Spandau Ballet io non sarei qui e voi non sareste lì» è il saluto ai compagni di viaggio di quella decade indimenticabile con i quali non ha chiuso granché bene anche dal punto di vista legale. Fatto sta che una storia straordinaria, anche se non ha lieto fine, rimane pur sempre una storia straordinaria. E’ quella di Tony Hadley, è a tutti gli effetti una storia – di musica, di show, di spettacolo, di spettacoli – straordinaria, suggellata da una serata altrettanto memorabile in quel del Giovanni da Udine.

E così ci ritroviamo quarant’anni più tardi sempre attraverso le barricate. Per altri motivi, ma sempre attraverso le barricate e per uno di quegli eventi ai quali ci si va come per un rituale collettivo, un esorcismo per scacciare questi anni insopportabili e richiamare a noi la Decade per eccellenza implorando quegli anni a suon di applausi grida coretti desperation keeps us strong – tornate! Vi preghiamo, tornate… tornate!

I mitici Anni Ottanta, si diceva: simbolo, nel nostro paese più che altrove, del vivere alla grande, di agiatezza, spensieratezza. Insomma, di benessere. Per chi se li ricorda, o per chi glieli hanno raccontati (spesso male) erano gli anni della Milano da bere e di conseguenza di tutte le città da bere, e forse in provincia si beveva ancor di più. Non tutto è oro ciò che luccica, recita il proverbio; già, perchè se a quel tempo sbagliavi la band di riferimento – ragazzi – eri fregato: amici, parenti, fidanzati, fidanzate, tutti – poteva scoppiare un caso, per un poster appeso dietro la porta della camera si scioglievano legami fin ad allora considerati indissolubili.

Sul nostro personale taccuino il solito animale da palcoscenico: tutto. E quando si dice tutto significa tutto. Carisma, leadership, simpatia, fascino, autoironia e soprattutto voce. E che voce, quella voce. Bomba To Cut a Long Story Short, l’esordio spands, new wave che più new wave non si può, per poi cambiare direzione: in assoluto il pezzo più riuscito. Only When You Leave, con diversi problemi alla regolazione del volume ma dalla quale il Nostro ne esce con quello che si chiama mestiere. Barricades un po’ da osteria; poco male, c’è anche chi arriva col mood da Ceghedaccio. I’ll Fly For You sempre per sempre ed ancora la più amata in Italy, nel cuore del decennio, nel cuore dei fans. Tanti paragoni nella carriera di Hadley: la rivalità con Le Bon, similitudini a Elvis, Sinatra, Bryan Ferry. Ma il migliore per lui era (neanche a dirlo!) Freddie: Somebody to Love, anche qui, classe esperienza savoir faire, come sopra. Finale pre pre-natalizio con un’improbabile ma apprezzatissima Santa Klaus griffata Boss. E nota tecnica: passaggio tra la formazione acustica che lo aveva accompagnato negli ultimi anni e questa decisamente più elettrica, più rock, sicuramente riuscito. 

In una recente puntata di una famosa trasmissione di un’altrettanto famosa radio friulana, lo storico conduttore parlava dei quarant’anni di quegli altri, i rivali, avete capito quali, insomma. Raccontava di come (quelli là) avessero impresso il proprio marchio su tutta la decade, sulle relative mode, sul relativo stile e di come fosse risorta quella tradizione tipicamente inglese di dualismo e di acerrima rivalità con un’altra, di band. Naturalmente la band che perse questa sfida per ko (creata al 99×100 dai media, e anche questa non è una novità!) furono i nostri, gli Spandau. E ciò, numeri alla mano, è incontestabile anche per il fan più sfegatato, anche se ora ci siamo tutti riconciliati, anche quelli che avevano tolto il saluto per quel poster, in nome di una superlativa nostalgia. 

Sì, è vero, gli Spandau hanno perduto ma quello stile, quello non perderà mai; perché lo stile non perde mai. Se quelli che vinsero erano dei New Romantic che cercavano il suono della TV, i nostri altrettanto Romantic hanno preferito il suono di una festa cocktail molto più esclusiva, meno chiassosa, meno tamarra, più stilosa, per farla breve.

Spiacenti, siamo fuori tempo massimo, non c’è tempo né voglia di rivincite, solo di bella musica. E di sognare che nel futuro tutto ritorni come prima, tutto meglio come era meglio prima. Già, forse hanno vinto quegli altri, e forse anche ora le giovani generazioni sanno chi siano i Duran Duran. 

Ma tu chiedi chi erano gli Spandau, tu chiedi chi erano gli Spandau Ballet! 

Tony Hadley e la sua band: tutto esaurito al Teatrone!

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