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Economia

Andamento dell’industria in provincia di Udine: c’è una crescita rispetto alla fine del 2022

Il presidente Benedetti: «A ottobre-novembre il trend economico per il 2024/25 potrà essere meglio definito in relazione all’andamento dell’inflazione»

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UDINE – Mentre nei primi tre mesi del 2023 la produzione industriale nella provincia di Udine è diminuita dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, è cresciuta invece del 4,3% rispetto agli ultimi 3 mesi del 2022. È positivo, però, che gli ordinativi siano cresciuti del 2,8% e del ben 12,1% rispetto al quarto trimestre del 2022. Positivo anche l’indice di utilizzo impianti, che è passato dal 77,8% del secondo semestre 2022 al 78,7% del primo trimestre 2023. Con riferimento ai singoli comparti, in ripresa l’industria meccanica (primo trimestre 2023 +1,6% rispetto allo stesso trimestre 2022 e +5,4% sul quarto trimestre 2022), siderurgica (+1,3% la variazione tendenziale, +4,8% quella congiunturale), e alimentare (+6% la variazione tendenziale, +0,9% quella congiunturale), mentre presentano criticità i settori legno e mobile (-10,2% la variazione tendenziale, +2% quella congiunturale), carta (-13,5% la variazione tendenziale, +15,6% quella congiunturale), chimica (-16,5% la variazione tendenziale, -0,2% quella congiunturale), gomma e plastica (-5,1% la variazione tendenziale, +0,2% quella congiunturale), materiali da costruzione (-5,2% la variazione tendenziale, -10,3% quella congiunturale).

Un quadro economico quindi che permane positivo, confermato anche dalle aspettative degli imprenditori, dove un 18% prevede un ulteriore aumento della produzione, contro un 4% che ne prevede un calo. Il conflitto ucraino è ancora fonte di incertezza, ma prevale l’ottimismo per una tregua–pace, che darà il via alla ricostruzione dell’Ucraina, tant’è che il prezzo del gas per Mwh è rientrato a 25 euro, come lo era nel giugno 2021 (a dicembre 2019 era di 15 euro). Fortunatamente, il prezzo di 346 euro per Mwh dell’agosto 2022 è un ricordo, così come il prezzo del petrolio di 77 Usd/barile, sceso di ben il 40% rispetto a marzo 2022. Con gli attuali prezzi dell’energia l’inflazione dovrebbe rallentare e di conseguenza moderare l’aumento dei tassi. L’inflazione ad aprile 2023 rispetto ad aprile 2022, riferita ai prezzi di consumo (Nic), in provincia di Udine è stata del + 7,8% contro il + 11/3% dell’ottobre scorso, quindi in calo. Rispetto ad aprile 2021 la variazione media è del 14,5%, mentre per gli alimentari è del + 20,3%. Comunque, l’inflazione è ancora alta ed i tassi BCE dal 3,75% attuale probabilmente saliranno ancora.

Il commento del presidente di Confindustria Udine, Gianpietro Benedetti: “E’ prevedibile quindi un raffreddamento contenuto dell’economia nell’autunno 2023, legato all’aumento dei tassi di interesse ed alla minor domanda. Raffreddamento che potrà essere attenuato da un buon piano Pnrr. Per l’Italia l’equilibrio tra tassi di interesse, inflazione e Pil è delicato per via del grande debito accumulato negli ultimi 40 anni, che è di circa 2.800 miliardi di euro. Il quadro economico e l’esigenza di evitare ulteriori deficit di bilancio chiamano la riduzione delle spese che tolgono risorse, senza valore aggiunto, alla scuola, alla sanità, ai servizi sociali ed all’incentivazione ad intraprendere per mantenere il Pil non solo positivo, ma il più alto possibile. Un buon contributo potrebbe essere dato dall’applicazione del concetto lean and fast, con la qualità del servizio, anche nell’amministrazione pubblica. Nei prossimi mesi l’Italia avrà un buon supporto dalle entrate per il turismo. A ottobre-novembre il trend economico per il 2024/25 potrà essere meglio definito in relazione all’andamento dell’inflazione, soluzione della guerra in Ucraina, sua ricostruzione, un buon progetto per il Pnrr in Italia, unitamente alle riforme necessarie per ridimensionare il debito, mantenendo elevato il Pil”.

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