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Pordenone, il Pd: “Serve il vigile di quartiere”, allarme sicurezza e 154 vetrine vuote in centro

Il Pd torna a chiedere l’introduzione del vigile di quartiere: “Servono risposte concrete su sicurezza e commercio”

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Polizia - Sicurezza Pordenone
Polizia ( © Depositphotos)

Il vigile di quartiere torna al centro del dibattito politico a Pordenone. A rilanciare la proposta è il Partito democratico, che chiede all’amministrazione comunale di riconsiderare l’introduzione di questa figura per rafforzare il presidio del territorio.

L’idea era stata presentata in consiglio comunale dal capogruppo Pd Nicola Conficoni, ma era stata bocciata dalla maggioranza. Secondo gli esponenti dem, però, la situazione sul fronte della sicurezza non è migliorata e per questo sarebbe necessario tornare a discutere della proposta.

Il tema della sicurezza, spiegano dal gruppo consiliare, si intreccia sempre più con quello del commercio cittadino, con molti operatori che si trovano a fare i conti sia con i disagi legati agli episodi di violenza sia con una congiuntura economica difficile.

Genovesi: “Proclami ma pochi risultati concreti”

A fare il punto sulla situazione è Alessandro Genovesi, segretario del Circolo cittadino del Pd e consigliere comunale.

Secondo Genovesi, commercio e sicurezza rappresentano da anni due delle principali criticità della città e continuano a procedere parallelamente senza che si intraveda una soluzione strutturale.

A fronte di proclami e dichiarazioni non sono seguiti atti concreti in grado di incidere realmente sulla situazione – afferma – e la stessa ordinanza sulla sicurezza, annunciata mesi fa dall’amministrazione, non è chiaro quali benefici concreti stia portando alla collettività”.

Il consigliere sottolinea come alcune zone del centro continuino a essere teatro di problemi segnalati da residenti ed esercenti.

Le zone più problematiche della città

Tra le aree più critiche vengono citate via Mazzini e la zona della stazione ferroviaria, dove – secondo quanto riferito dal Pd – continuano a verificarsi episodi di risse e disordini.

“Si tratta di situazioni segnalate quotidianamente da residenti e commercianti – prosegue Genovesi – che finiscono per generare un clima di insicurezza e per scoraggiare le attività economiche già messe a dura prova da un contesto complesso”.

Una condizione simile, aggiunge il segretario dem, si registrerebbe anche in un’altra area del centro cittadino, tra via Cavallotti e piazza Risorgimento.

Proprio in via Cavallotti, nelle scorse ore, si è verificata l’aggressione a un commerciante, un episodio definito “molto grave” dal Pd e indicato come segnale di una situazione che, secondo il partito, resta lontana dall’essere sotto controllo.

Il nodo delle vetrine vuote in centro

Il quadro descritto dal Partito democratico comprende anche le difficoltà del tessuto commerciale.

Secondo Genovesi, nel centro di Pordenone si contano circa 154 vetrine vuote, un dato che per il Pd rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà che la città sta attraversando.

“Non è certo un biglietto da visita edificante – conclude il consigliere – soprattutto in vista del prossimo anno, quando Pordenone sarà Capitale italiana della Cultura”.

Per questo motivo il Pd invita la giunta comunale a rivalutare la proposta del vigile di quartiere, considerata uno strumento utile per aumentare la presenza sul territorio e migliorare la percezione di sicurezza tra cittadini e commercianti.

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