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Fvg anticipa l’Europa su ricerca e innovazione: dalla Valle dell’Idrogeno all’intelligenza artificiale

La Regione Fvg anticipa alcune politiche europee su ricerca, innovazione e formazione: focus su IA, idrogeno e competenze

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L'assessore Alessia Rosolen oggi durante i lavori della Commissione VI
L'assessore Alessia Rosolen oggi durante i lavori della Commissione VI

Il Friuli-Venezia Giulia si conferma tra le realtà più dinamiche in Europa nel campo della ricerca scientifica e dell’innovazione. Secondo quanto illustrato dall’assessore regionale Alessia Rosolen durante l’esame dei documenti della Sessione europea 2026 in Commissione VI del Consiglio regionale, alcune politiche europee sono già state anticipate dalla Regione, mentre altre sono attualmente in fase di definizione.

Rosolen ha sottolineato come la ricerca rappresenti un pilastro strategico per attrarre talenti e rafforzare la partecipazione del Friuli-Venezia Giulia alle reti scientifiche europee. In questo contesto si inserisce anche il sostegno istituzionale garantito dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri, che contribuisce a rendere il sistema scientifico regionale un modello riconosciuto a livello nazionale.

La Valle dell’Idrogeno e le nuove tecnologie

Tra i progetti più significativi citati dall’assessore spicca la Valle dell’Idrogeno, iniziativa considerata un’eccellenza a livello europeo. Il progetto punta a promuovere un modello di sviluppo sostenibile basato sull’energia pulita, collegando due Stati e una Regione all’interno di un’unica strategia.

Parallelamente, la Regione sta lavorando anche su Intelligenza artificiale, cloud e microchip, temi centrali nelle nuove politiche europee. In questo ambito, ha spiegato Rosolen, il Friuli-Venezia Giulia opera in coordinamento con alcuni dei principali operatori mondiali, con l’obiettivo di mettere a disposizione competenze scientifiche e professionalità capaci di contribuire allo sviluppo tecnologico del continente.

Fondi europei e sviluppo delle competenze

Un ruolo fondamentale nel sostegno alla ricerca e all’innovazione è svolto anche dagli strumenti finanziari europei. L’assessore ha evidenziato la soddisfazione per il parere favorevole ottenuto sulla riprogrammazione del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, che permetterà di destinare risorse anche al settore delle biotecnologie.

L’introduzione delle priorità STEP, inoltre, ha consentito di utilizzare in modo più efficace il Fondo sociale europeo per lo sviluppo delle competenze e la formazione professionale, rafforzando il legame tra ricerca, innovazione e mercato del lavoro.

Scuola, ITS e nuove competenze digitali

Sul fronte dell’istruzione, la Regione ha sviluppato un sistema che si muove in piena sintonia con le strategie della Commissione europea, integrando orientamento, diritto allo studio e formazione tecnica avanzata.

Tra gli strumenti più rilevanti c’è il sistema degli ITS – Istituti Tecnologici Superiori, frutto di una collaborazione tra scuole, istituzioni e imprese. A questi si affiancano i progetti “Attiva Scuole” e “Attiva Giovani”, oltre alla filiera formativa “4+2”, che offre agli studenti percorsi innovativi per acquisire competenze tecnologiche e professionali.

Grazie anche a contributi nazionali, diversi istituti scolastici regionali saranno trasformati in hub formativi territoriali, favorendo l’integrazione tra istruzione professionale e ITS, con particolare attenzione alle aree interne, come nel caso di Tolmezzo.

Formazione permanente e inclusione nel lavoro

La Regione continua inoltre a investire su plurilinguismo, lingue minoritarie e digitalizzazione della scuola, attraverso il secondo Piano della Scuola Digitale, che coinvolge già 143 istituti scolastici del Friuli-Venezia Giulia.

Un altro obiettivo prioritario indicato dall’Unione europea è quello della formazione permanente, ambito in cui il sistema regionale di formazione professionale mostra risultati particolarmente positivi. Grazie alla stretta collaborazione con il tessuto produttivo locale, infatti, il tasso di inserimento lavorativo dei percorsi formativi raggiunge il 96%.

Infine, l’amministrazione regionale continua a rafforzare le politiche per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, attraverso incentivi alle assunzioni e il potenziamento del collocamento mirato, accompagnando le persone lungo tutto il percorso che va dalla formazione all’ingresso nel mondo del lavoro.

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